Impermeabilizzazione: i sistemi di tracciamento per la verifica e controllo delle infiltrazioni

La ricerca delle infiltrazioni sta diventando sempre più un’esigenza. È passata da una moda ad una professione vera e propria. Purtroppo, in Italia non vi è normativa a riguardo e non vi è il riconoscimento della professionalità dei tecnici, quindi ogni sistema che possa ovviare la personalizzazione del servizio è un vantaggio che non deve essere trascurato.

Passare da una ricerca manuale invasiva a sistemi integrati che risolvano ex ante il problema della ricerca è oramai riconosciuto come uno strumento di lavoro e parte della stratigrafia di ogni copertura che possa definirsi “a norma” e richiesto sempre di più dal mondo assicurativo per la concessione delle polizze postume di ripristino.


Sulla durabilità dei sistemi di impermeabilizzazione

"Le opere di impermeabilizzazione […] devono essere eseguiti con materiali di qualità e con cura esecutiva tali da garantire la massima durata e tali da ridurre interventi di manutenzione e rifacimenti."

Déjà vu? No, spesso inizio i miei articoli parlando della normativa vigente, il fatto che sia noiosa è dovuto alla sua brevità. In questo caso vorrei partire la trattazione dalla parte finale della lettera della norma, dove si parla di ridurre gli interventi di manutenzione e rifacimenti.

Normalmente interpretiamo queste parole con il lavoro eseguito bene e quando parliamo di manutenzione pensiamo sempre alla manutenzione straordinaria.

Beh, il legislatore non ha detto questo. Lo abbiamo intuito noi e lo interpretiamo sempre così. Effettivamente si parla di riduzione degli interventi manutentivi e dei rifacimenti. I primi sono gli interventi che dobbiamo fare per mantenere in costante e perfetto funzionamento l’involucro edile, i secondi sono quelli che nella pratica industriale vengono chiamati “interventi di manutenzione straordinaria”, da non confondersi con quelli della citata normativa (NTC 2018 e del T.U. dell’edilizia).

Come possiamo ridurre questi interventi? Verosimilmente con la capacità di eseguire la manutenzione ordinaria dell’involucro edile, ma anche con la costruzione a regola d’arte (non meno) e con la localizzazione precisa dei punti d’intervento.

 

Le coperture impermeabilizzate: aspetti di carattere generale

Le coperture impermeabilizzate si dipanano in diverse tipologie; ricordiamo velocemente, vanno dal tetto a falda poi coperto con tegole o coppi, al giardino pensile, dal tetto prefabbricato industriale, al lastrico solare condominiale, ma pensiamo anche che coperture impermeabilizzate sono anche gli invasi, le piscine, le vasche di raccolta acqua.

Tutte queste strutture hanno una cosa in comune, non devono far passare l’acqua da una parte all’altra; in alcuni casi per preservare la struttura dell’involucro edile dai danni che questa potrebbe causare, in altri perché sono nati per contenerla. In ogni caso sono strutture delicate che vanno accuratamente progettate e che devono essere manutentate.

Faccio un piccolo excursus sulla terminologia. Come vedete per “fare manutenzione” io uso il verbo “manutentare”. Ci sono diversi orientamenti, io ho scelto di seguire quello dell’Accademia della Crusca che definisce tale il verbo utilizzabile in edilizia ed architettura.

 

Le tecniche di ricerca di infiltrazione in copertura

Tra i tanti interventi manutentivi vi è il controllo della perfetta efficienza di una copertura che, magari, è compreso in un manuale di manutenzione della stessa. Come dovrebbero essere fatti? Molto semplice, un tecnico specializzato sale sulla copertura dopo che è stata eseguita la pulizia periodica, controlla tutti i punti delicati, controlla con strumentazioni meccaniche (il bastardo, ad esempio) e, nel caso abbia dubbi o serva una documentazione scientificamente inattaccabile, chiama un tecnico diagnosta che esegue le prove di tenuta della copertura e la ricerca di infiltrazioni. Alla fine, redige una relazione tecnica che può essere tranquillamente usata anche come proroga della polizza postuma sulla copertura stessa.

 

Impermeabilizzazione:Il bastardo, strumento manuale per il controllo delle saldature delle sormonte di teli sintetici e bituminosi

Il bastardo, strumento manuale per il controllo delle saldature delle sormonte di teli sintetici e bituminosi
- si ringrazia la ditta ricercaperdite S.r.l. per la concessione alla pubblicazione della foto.

 

Come viene effettuata attualmente in Italia (situazione media, non limite): non viene fatto nulla. Infatti, le coperture si controllano solo se vi sono infiltrazioni.

Visto che la manutenzione dell’involucro edile in Italia è decisamente deficitaria, ci sono dei professionisti, definiti “tecnici diagnosti” che, con tanta fantasia, perizia e un discreto quantitativo di Euro, si sono attrezzati per trovare e definire i punti d’infiltrazione. Attualmente, vengono chiamati d’urgenza ogni qual volta piove.

Cosa usano questi professionisti della ricerca? I sistemi di tracciamento delle infiltrazioni

Li dividiamo in due macrocategorie: quelli elettrici e i traccianti.

Quelli elettrici sono: la bassa tensione, l’alta tensione, lo scanning; i secondi sono: i fumi traccianti, i gas traccianti, i liquidi traccianti. Non è bene usare la termografia come sistema di tracciamento ma solo come controllo della presenza o meno di acqua sotto il manto impermeabile (sempre con attenzione perché i falsi positivi possono essere rilevanti).

 

I sistemi di tracciamento elettrici per la ricerca di infiltrazioni

Tra i sistemi più usati attualmente ci sono quelli elettrici: sono perché meno invasivi perché non è necessario forare il manto impermeabile, al momento del test, ma serve solo collegare l’intradosso con l’estradosso ad una serie di sensori che vengono usati dal tecnico diagnosta.

Il sistema elettrico ad alta tensione è quello sicuramente più scenografico in quanto, durante il test, è facile che si possa vedere, in caso di positività, un arco elettrico frutto del collegamento, effettuato tramite la spazzola di controllo, tra la zona esterna e quella umida interna. Questo sistema nasce per effettuare controlli sugli spessori dei coating e la loro integrità strutturale.

Il funzionamento avviene attraverso il collegamento elettrico tra un elettrodo e la superficie conduttiva che è “messa a terra”. Se vi è una difformità del manto sarà la centralina stessa a segnalare l’evento. Il sistema è sensibilissimo ed è capace di trovare scostamenti anche di piccolissime dimensioni. Per funzionare la copertura deve essere perfettamente asciutta. Nell’immagine è ben visibile l’operatore che striscia una spazzola con terminali in rame su una copertura sintetica ed è collegato ad una centralina emettitrice; è possibile vedere i tecnici anche con le cuffie per meglio sentire la centralina quando emette l’allarme sonoro in caso di difformità riscontrate.

 

Impermeabilizzazione:Ricerca di infiltrazioni mediante alta tensione

Ricerca di infiltrazioni mediante alta tensione - si ringrazia la ditta Arthanet srl per la concessione alla pubblicazione della foto.

 

Molto simile è il sistema a bassa tensione. Si tratta sempre del rilevamento di una differenza di conduttività della stratigrafia che si analizza. In questo caso si crea un anello con un cavo in tensione collegato ad un generatore di impulsi al quale si collega anche la struttura portante della copertura. Grazie a due puntali metallici, si rileva l’eventuale collegamento elettrico tra la parte impermeabilizzata all’acqua, con materiali elettricamente resilienti (quindi membrane bituminose, teli sintetici, liquidi polimerici, ma non materiali conduttivi), e la struttura sottostante, punto che sarà ovviamente dove vi è una discontinuità del manto, ossia la nostra possibile infiltrazione. Perché questa tecnica possa funzionare è necessario che la superfi-cie impermeabilizzata sia costantemente e correttamente inumidita.

 

Impermeabilizzazioni: Ricerca delle infiltrazioni con l’utilizzo della bassa tensione

Ricerca delle infiltrazioni con l’utilizzo della bassa tensione - si ringrazia la ditta ricercaperdite S.r.l. per la concessione alla pubblicazione della foto.

 

Il terzo sistema utilizzato è quello dello scanner per l’impedenza elettrica. Il sistema non prevede la ricerca di un punto di infiltrazione ma quella di umidità all’interno di una struttura. Viene usato molto spesso per capire se il problema riscontrato all’interno dei locali è di origine infiltrativa o se si presentano impianti deteriorati. Come detto non è un sistema di ricerca ma è un complementare che permette di capire la vastità del danno creato dalla penetrazione dell’acqua.

 

Impermeabilizzazione: ricerca infiltrazioni con Dec Scanner

Dec Scanner su copertura - si ringrazia la ditta ricercaperdite S.r.l. per la concessione alla pubblicazione della foto.

 

Le tecniche elettriche sono molto efficaci se si cerca il collegamento tra la zona sopra l’impermeabilizzazione e quella sottostante, supponendo che questa sia un punto d’infiltrazione. Eppure, ci sono dei forti dubbi sulla validità di queste tecniche. Innanzitutto, se la temperatura è molto alta è possibile che la zona intradossale sia perfettamente asciutta e, quindi, non segnali la presenza di possibili passaggi. Perché quello che funge da conduttore è l’acqua. Se non c’è acqua, non c’è buco nella membrana. Allo stesso tempo, per la bassa tensione, la presenza di metalli nella stratigrafia impermeabile (alluminio nella barriera al vapore, ad esempio) potrebbe essere segnalata come possibile punto d’infiltrazione.

 

I sistemi traccianti per la ricerca di infiltrazioni

Cambiando tecnologia di ricerca, le alternative all’elettrico è l’uso dei gas o dei fumi traccianti.

Sono metodi decisamente più invasivi perché richiedono l’immissione di gas o fumi colorati all’intradosso del sistema impermeabile attraverso un foro nel manto.

L’utilizzo delle due tecniche è molto simile, la differenza è nel rilevamento del punto di possibile infiltrazione.

Il primo passo è quello di analizzare il tipo di manto impermeabile, per capire se è possibile o meno immettere gaso o fumi e se riparabile o meno. Di seguito si esegue un foro sul manto impermeabile al quale si aggancia e sigilla una flangia d’immissione o per la bombola di gas tracciante o per il generatore di fumo.

Da qui iniziano le differenze: nel caso del fumo tracciante si immette il tubo di uscita della macchina emettitrice e si attende di vedere fumo che esce dal manto impermeabile.

Per i gas traccianti, nella flangia si immette una miscela di gas al 5% di idrogeno. Essendo la percentuale di idrogeno più alta di quella atmosferica, un apposito rilevatore è in grado di trovare la presenza della mole-cola e di contare quante ce ne sono. Detto valore sarà l’oggetto dell’analisi del tecnico.

 

Uscita del fumo tracciante da un punto critico rilevato su impermeabilizzazione cortura

Uscita del fumo tracciante da un punto critico rilevato - si ringrazia la ditta ricercaperdite S.r.l. per la concessione alla pubblicazione della foto.

 

Ultimo caso di sistema tracciante è quello dei liquidi colorati o reattivi alla luce nera. Si tratta di liquidi che vengono immessi nel possibile punto d’infiltrazione per capire se e dove esce all’intradosso della copertura. È il controllo della consequenzialità tra punto di infiltrazione ed evidenza all’interno dei locali.

Perché non è stato inserito il controllo termografico in questo elenco: semplicemente perché la termografia non è un sistema per ricercare infiltrazioni e non funziona, o meglio, può essere usato solo come cartina tornasole per confermare quanto già rilevato. La termografia, per parlarne in termini semplicistici, è un sistema che permette di rilevare la temperatura di un corpo o un ambiente. Senza entrare nella discussione tecnica, basti pensare che anche un ponte termico potrebbe essere confuso per una infiltrazione in quanto nello stesso punto dove potrebbe passare l’acqua vi è una dispersione termica. Insomma, i tecnici spesso la usano solo per fare “un po’ di cinema” a beneficio del cliente.

Per quanto i sistemi traccianti, o meglio il solo gas tracciante, possa essere più rifinito nella ricerca del pun-to di ingresso dell’acqua, è bene ricordare che il suo funzionamento è legato alla situazione meteorologica del momento in cui si fa il test e della presenza di stratigrafie che prevedano strati impermeabili indipen-denti al di sotto del punto di  rilevamento, ad esempio il polietilene non microforato come strato di sepa-razione tra massetti e manti impermeabili o barriere al vapore non perfettamente aderenti al supporto.

 

I sistemi di tracciamento nelle piscine

Come abbiamo detto anche le piscine le possiamo considerare coperture impermeabili, con la differenza che queste, normalmente, vanno impermeabilizzate sia dentro (per non fare uscire l’acqua contenuta) sia fuori (per non far inquinare l’acqua interna con acque non trattate). Oltre al funzionamento evidente, anche questi due sistemi impermeabili rispondono alla normativa cogente che prevede di preservare la struttura portante che, nel caso di specie, è normalmente in calcestruzzo armato. 

Nelle piscine si possono eseguire i test sia con la piscina vuota, sia con la piscina piena.

Nel primo caso si deve capire da dove passa l’acqua mediante la ricerca della mancanza di tenuta con la campana sottovuoto. Si tratta di un test che prova la tenuta all’acqua determinando la tenuta all’aria. Se il corpo passante è a tenuta d’aria, allora lo sarà anche all’acqua.

 

Sistemi tracciamento infiltrazioni nelle piscine

Ricerca mediante campana che crea il sottovuoto - si ringrazia la ditta ricercaperdite S.r.l. per la concessione alla pubbli-cazione della foto.

 

Si possono eseguire le ricerche anche nelle piscine piene, in questo caso la tecnica è quella del liquido tracciante che viene immesso nei punti più sensibili e, con l’uso di robot e telecamere, si vede se questo viene aspirato fuori o spinto dentro. In ogni caso, nelle piscine piene abbiamo sempre un altro parametro da valutare nella scelta della tecnica di tracciamento: la pressione dell’acqua. Che sia dall’esterno verso l’interno o dall’interno verso l’esterno, abbiamo sempre un segnale facilmente visibile usando liquidi colo-rati che abbiano una densità maggiore di quella dell’acqua.

 

Nuove frontiere nella ricerca delle infiltrazioni: i sistemi di tracciamento integrato

Il problema di base dei metodi fin qui descritti è l’origine che hanno avuto. Nessuno è nato per la ricerca delle infiltrazioni ma sono sempre stati mutuati e adattati da altri scopi. Funzionano benissimo, ma nessuno è stato modellato sulle coperture. Sono stati fatti degli aggiornamenti, dei miglioramenti: l’ultima frontiera è lo sviluppo di automatismi e dell’elettronica nel campo delle ricerche di infiltrazioni. Tra le evoluzioni più significative vi sono le applicazioni di teli conduttivi che permettono di utilizzare sempre i sistemi elettrici e gli impianti studiati per il trasporto dei gas traccianti.

Questi ultimi due esempi sono quelli che vengono definiti “sistemi di tracciamento integrati”, ossia funzionano in quanto installati all’intradosso del sistema impermeabile. 

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L'articolo continua con la descrizione sul funziamento dei sistemi di tracciamento integrato e tratta il tema delle riceche di infiltrazioni nelle coperture anche attraverso un esempio pratico su una copertura a verde, quest'ultima con funzione di giardino pensile.


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