Nuova stazione alta velocità – Roma Tiburtina

La presente memoria illustra il progetto delle strutture metalliche per la copertura della Galle-ria Ponte e per gli edifici che costituiscono i fabbricati principali della nuova Stazione dell’Alta Velocità di Roma Tiburtina.

NUOVA STAZIONE ALTA VELOCITA’ – ROMA TIBURTINA COPERTURA GALLERIA PONTE E FABBRICATI DI STAZIONE 

 

La copertura metallica della Galleria Ponte collega i due fabbricati di stazione realizzando un percorso coperto al di sopra dei binari che si estende dall’Atrio Nomentano (all’interno del fabbricato A1) all’Atrio Pietralata (all’interno del fabbricato C2).

I fabbricati principali di stazione, denominati edificio A1 ed edificio C2, sono realizzati con strutture pendolari in acciaio controventate da nuclei in cemento armato. Vengono di seguito descritti i principali criteri che hanno determinato le scelte progettuali effettuate e le principali fasi di costruzione e montaggio.

 

Nuova stazione alta velocità– Roma Tiburtina: Descrizione dell’opera

Il sistema di edifici che costituisce la Nuova Stazione AV di Roma Tiburtina è un complesso intervento di ristrutturazione e nuova costruzione che coinvolge l’intera area del sedime ferroviario, storicamente a separazione dei quartieri Nomentano e Pietralata: il superamento di questa separazione fisica fra le due aree metropolitane è stato proprio il filo conduttore della progettazione architettonica e strutturale della nuova Stazione.

La filosofia progettuale dell’opera è stata infatti impostata sulla realizzazione di un grande corridoio coperto fra i fabbricati di stazione, il fabbricato A1 dal lato Nomentano ed il fabbricato C2 dal lato Pietralata. La copertura, che collega i due edifici e che si sostiene sulla piastra ponte già esistente a copertura del fasciame di binari, diventa un vero e proprio “Boulevard urbano” fra i due quartieri, arricchito dalla presenza dei corpi appesi alla copertura, grandi volumi commerciali destinati ai servizi al passeggero ed ai fruitori dell’infrastruttura urbana.

Nei paragrafi seguenti vengono descritte sinteticamente le caratteristiche dei diversi edifici e delle strutture metalliche che li compongono, con particolare evidenza per la copertura della Galleria Ponte.

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Fig. 1: Strutture metalliche – Vista d’assieme edificio completato

 

La filosofia progettuale dell’opera è stata infatti impostata sulla realizzazione di un grande corridoio coperto fra i fabbricati di stazione, il fabbricato A1 dal lato Nomentano ed il fabbricato C2 dal lato Pietralata. La copertura, che collega i due edifici e che si sostiene sulla piastra ponte già esistente a copertura del fasciame di binari, diventa un vero e proprio “Boulevard urbano” fra i due quartieri, arricchito dalla presenza dei corpi appesi alla copertura, grandi volumi commerciali destinati ai servizi al passeggero ed ai fruitori dell’infrastruttura urbana.

Nei paragrafi seguenti vengono descritte sinteticamente le caratteristiche dei diversi edifici e delle strutture metalliche che li compongono, con particolare evidenza per la copertura della Galleria Ponte.

1.1 Copertura Galleria Ponte

La copertura presenta un ingombro rettangolare in pianta di 365.6 x 60.5 m ed una superficie complessiva di 22120 mq circa, mentre le strutture principali portanti della stessa hanno un ingombro complessivo in pianta pari a 339.675 x 45.535 m, con altezza complessiva del pacchetto strutturale fra intradosso ed estradosso pari a 4.00 m.

La porzione di copertura in aggetto dalle strutture principali viene sostenuta mediante una orditura secondaria di membrature metalliche. Tale orditura, a sostegno del manto di finitura superiore e del controsoffitto inferiore, è collegata al piano di intradosso della copertura stessa ed è denominata “Interfaccia”. 

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Fig. 2 – Vista strutture metalliche della copertura

 

La funzione statica della copertura reticolare può essere riassunta nei punti di seguito riportati:

  • Sostegno dell’Interfaccia, che costituisce la chiusura superiore dell’involucro edilizio della Galleria Ponte e ne garantisce la tenuta all’acqua;
  • Sostegno dei Volumi Sospesi, ossia i corpi destinati ad ospitare i servizi commerciali, realizzate sempre in struttura metallica;
  • Sostegno degli impalcati e delle passarelle per le attrezzature impiantistiche alloggiate nel piano tecnico (fra livello di intradosso ed di estradosso copertura);
  • Vincolo orizzontale alle strutture di parete, realizzate con elementi vetrati sostenuti da montanti il cui vincolo di sommità è collocato a livello del piano interfaccia.

Le strutture principali di copertura sono costituite da un graticcio spaziale di travi reticolari: in direzione longitudinale sono previste 3 travi principali (schema di trave continua, luce massima di campata circa 50 m) in corrispondenza dei fili 1, 2 e 3 disposte ad interasse di 17.9 m, mentre in direzione trasversale sono state previste 75 travi reticolari ad interasse costante di 4.5 m. 

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Fig. 3 – Pianta della copertura

 

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Fig. 4 – Dettaglio orditure portanti 

 

Le travi reticolari longitudinali, di altezza in asse schema pari a circa 3600 mm, sono realizzate con briglie in sezione a doppio T (ottenuta con profili laminati di tipo HE o composti saldati a doppio T) e sono dotate di fazzoletti di nodo saldati all’intradosso ed all’estradosso delle briglie per la realizzazione del collegamento con le aste di parete; i giunti di briglia, disposti al di fuori del nodo della reticolare, sono realizzati con coprigiunti bullonati a taglio in anima e piattabande. Le diagonali ed i montanti, costituenti le aste di parete delle reticolari principali, sono realizzate con profili in angolari accoppiati (due o quattro angolari, a seconda degli sforzi in gioco) e collegati con bulloni a taglio ai fazzoletti di nodo delle briglie.

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Fig. 5 – Dettaglio profili travi reticolari

 

Le travi reticolari trasversali, di altezza in asse schema pari a circa 3800 mm, sono realizzate con aste di corrente ed aste di parete in angolari accoppiati (due o quattro in funzione degli sforzi) e, in presenza di vincoli verticali, con profili a T accoppiati composti per saldatura. I collegamenti sono realizzati con fazzoletti di nodo in piatto a cui sono bullonati i vari elementi con giunti a taglio. In corrispondenza delle zone di estremità longitudinale della copertura sono presenti due travi reticolari trasversali di interasse briglie ribassato (altezza circa 1800 mm), mentre sull’estremità dell’elemento di punta longitudinale viene disposto un profilo a doppio T con la funzione di sostenere le orditure di interfaccia sullo sbalzo longitudinale.

L’orditura orizzontale dei due livelli di copertura (intradosso ed estradosso) è costituita dagli arcarecci e dalle controventature di piano. Gli arcarecci collegano le travi reticolari trasversali, in corrispondenza di ogni nodo di intradosso ed estradosso, per tutto lo sviluppo longitudinale della copertura e sono realizzati con profili a doppio T (IPE ed HE) collegati alle secondarie con squadrette bullonate a taglio. Per le zone di intradosso prive di camminamenti di ispezione gli arcarecci sono realizzati con profili a C piegati a freddo.

La stabilità delle strutture principali nel piano orizzontale è garantita dalle orditure di controvento a livello di briglia superiore e inferiore: esse sono costituite da una macro-maglia longitudinale che collega le travi principali longitudinali (realizzando nel piano una trave reticolare resistente alle azioni orizzontali da vento e sisma di luce pari a circa 200 m, i cui unici vincoli sono disposti alle estremità della pianta rispettivamente sul fabbricato A1 e sul fabbricato C2), e da 3 maglie di controvento trasversali disposte in corrispondenza dei vincoli orizzontali della struttura. Le diagonali di controvento sono costituite da elementi in angolari accoppiati e disposti a farfalla.

La struttura reticolare ha i suoi vincoli verticali in corrispondenza di 20 punti: 12 di questi sono rappresentati dalle colonne tubolari (φ 1200 mm) spiccanti dalla quota + 9.00 m (estradosso della struttura ponte esistente), altri 5 in corrispondenza delle colonne tubolari disposte all’interno della pianta degli edifici A1 e C2 e spiccanti da quota -4.50 m, mentre i rimanenti vincoli verticali sono disposti in testa ai nuclei in cemento armato dei due edifici.

Il vincolo orizzontale longitudinale (filo B) ed il trasversale del filo D1 sono collegate alle estremità superiori dei nuclei in c.a. dell’edificio A1, mentre il vincolo orizzontale trasversale del filo Q-R è collocato in testa al nucleo ascensori del corpo C2.

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Fig. 6 – Vista colonne e orditure di interfaccia

 

La struttura d’interfaccia è ordita in direzione trasversale, in corrispondenza dell’intradosso delle travi reticolari trasversali, con passo di 4470 mm ed è costituita da profili laminati a doppio T (per le parti in aggetto dalle orditure principali di copertura) e a T semplice (per la zona all’interno); in corrispondenza delle estremità longitudinali della copertura vengono disposte poi una serie di mensole in direzione longitudinale collegate all’intradosso delle membrature trasversali di interfaccia, con la funzione di sostenere le parti di copertura aggettanti in direzione longitudinale.

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In allegato l'articolo completo

Articolo tratto dagli Atti del XXIV Congresso C.T.A. – Torino, 30 settembre - 2 ottobre 2013