La lettura della costruzione prima dell’intervento: mettere a nudo la struttura per sfruttare al meglio i bonus

In questo articolo, partendo dagli interventi strutturali inquadrati sia dalle NTC18, sia dal d.P.R. 380/01 fino agli incentivi fiscali, si arriverà all’osservazione di punti di osservazione della costruzione messa a nudo con l’obiettivo che insistere sulla conoscenza è forse una possibilità per ottimizzare il consolidamento ed approfittare in modo più completo dei bonus edilizi.


Sismabonus ed inquadramento normativo ai sensi dell’art. 94 bis d.P.R. 380/01 s.m.i.

Attraverso gli incentivi fiscali Sismabonus ordinario e Superbonus 110% - sismico è possibile sopperire a difetti o criticità prestazionali del fabbricato esistente. Gli interventi devono essere svolti sulle parti strutturali dell’edificio al fine di provvedere alla mitigazione del rischio sismico che, dal punto amministrativo si traduce in un superamento di classe (nessuna, una, due o più di due) correlato all’indice di sicurezza strutturale (IS-V) ed al valore di perdita annua media (PAM) calcolati mediante il metodo o semplificato (metodo macrosismico) o convenzionale previsto nell’Allegato A del decreto n. 58/2017 s.m.i.

Dal punto di vista progettuale gli interventi realizzati si distinguono in funzione di quanto previsto dalle Norme Tecniche delle costruzioni (2018) per le costruzioni esistenti, ovvero:

  1. Intervento locale (§ 8.4.1, ad esempio sostituzione / riparazione copertura strutturale, sostituzione e riparazione degli orizzontamenti o varchi in pareti portanti): la condizione necessaria e sufficiente è che dalla modifica puntuale non si producano sostanziali modifiche al comportamento globale ed alle altre parti del fabbricato.
  2. Miglioramento sismico (§ 8.4.2): in questo caso occorrerà, per un edificio ordinario, dimostrare l’incremento del 10% del parametro ζE, volto a qualificare il rapporto l’accelerazione di capacità con quella richiesta dal terremoto di progetto.
  3. Adeguamento sismico (§8.4.3) che si configura mediante, ad esempio, opere di sopraelevazione, ampliamento e cambi di destinazione d’uso.

L’incremento di ζE è similare all’indice IS-V, in quanto entrambi mettono a confronto la capacità del fabbricato rispetto alla domanda di progetto. Assumono entrambi un carattere prestazionale dell’opera, ma il calcolo di uno non esclude la valutazione dell’altro in quanto il primo è indice della tipologia di intervento strutturale ai sensi delle NTC18, mentre IS-V unitamente al PAM stabilisce la classe di rischio ante e post intervento. 

L’entità del salto di classe “amministrativo” non è pari al ΔζEper la qualificazione dell’intervento.

Inservento strutturale: la tipologia di deposito

Segue un ultimo aspetto legato alla tipologia di deposito da seguire: entra in gioco l’art. 94bis del D.P.R. 380/01 che distingue gli interventi in funzione della rilevanza nei confronti della pubblica incolumità e pertanto stabilisce a livello nazionale la discriminante tra autorizzazione sismica, deposito sismico convenzionale e preavviso di denuncia (denuncia semplificata prevista per gli interventi privi di rilevanza).

Ciascuna Regione italiana ha recepito questa modifica e, nel caso della Liguria (regione appartenenza dell’Autore) ne ha esplicitato il procedimento attraverso la d.G.R. 812/2020. In particolare, ed a titolo meramente esemplificativo, si riportano qui di seguito le tabelle corrispondenti ai seguenti allegati (tenendo presente che le zone sismiche in Liguria corrispondono a 2, 3 e 4 quest’ultima non accede al Sismabonus in qualsiasi sua forma di incentivo):

  • Allegato C – Individuazione delle categorie di interventi nei riguardi della pubblica incolumità per il contesto regionale ligure (Tabella 1).
  • Allegato D – Riepilogo dei principali adempimenti in materia strutturale per il contesto regionale ligure (Tabella 2).

 

Tabella 1 – Tipologia di intervento in funzione della zona sismica e della classe d’uso del fabbricato (d.G.R. 812/2020 Liguria) – Allegato C

Tipologia di intervento in funzione della zona sismica e della classe d’uso del fabbricato (d.G.R. 812/2020 Liguria)

 

Tabella 2 – Adempimento di deposito in funzione della tipologia di intervento definito all’art. 94bis d.P.R. 380/01 s.m.i. (d.G.R. 812/2020 Liguria) – Allegato D

Adempimento di deposito in funzione della tipologia di intervento definito all’art. 94bis d.P.R. 380/01 s.m.i.

 

Intervento sull’esistente: occorre indagare e svolgere l’analisi storico critica, anche per un edificio ordinario

“Specchio, specchio delle mie brame” si potrebbe continuare come nella favola di Biancaneve e i sette nani oppure calarsi nella realtà quotidiana del progettista chiamato ad intervenire sui fabbricati esistenti. È provocatorio questo incipit, però il panorama scatenato dai bonus edilizi recenti, mette il tecnico in una posizione sociale di “stregone”.

Si susseguono richieste pittoresche da parte di certa Committenza ma la lettura dell’esistente non deve essere banalizzata. Quando è necessario conoscere il fabbricato esistente? Quando si deve realizzare un intervento e la relativa progettazione, deve tenere conto dei seguenti aspetti della costruzione (§8.2 Ntc18):

  1. Essa riflette lo stato delle conoscenze al tempo della sua realizzazione;
  2. In essa possono essere insiti, ma non palesi, difetti di impostazione e di realizzazione;
  3. Essa può essere stata soggetta ad azioni, anche eccezionali, i cui effetti non siano completamente manifesti;
  4. Le sue strutture possono presentare degrado e/o modifiche significative, rispetto alla situazione originaria.

Nella definizione del modello strutturale, in funzione della documentazione reperita, occorre approfondire le seguenti caratteristiche:

  1. La geometria e i particolari costruttivi;
  2. Le proprietà meccaniche dei materiali e dei terreni;
  3. I carichi permanenti e variabili insistenti sul fabbricato o su parte si esso (nel caso dell’intervento locale).
  4. E poi sicuramente mettere in cantiere l’intervento proposto dalla Committenza per l’accesso ai bonus.

L’ordine del suddetto elenco non è casuale, proprio per sottolineare la necessità della conoscenza ovviamente intensa alla misura dell’intervento che deve essere realizzato, ma di fatto il metodo non cambia.

Per quanto la richiesta del legislatore sia abbastanza chiara, non è del tutto rettilinea l’acquisizione delle suddette informazioni. Prima tra tutte, il reperimento della documentazione; non sempre la documentazione è disponibile e le motivazioni sono diverse: 

  • pratiche ante 1971 remota la possibilità, ma non si esclude l’esistenza, del progetto strutturale mentre probabile ma non certa il progetto architettonico.
  • Eventi calamitosi che hanno interessato gli Uffici: alluvioni, terremoti ed incendi.

La mancanza della documentazione di progetto costituisce una deficienza nell’approccio conoscitivo in quanto implicherebbe un maggiore approfondimento nel piano diagnostico. Si usa il condizionale in quanto non sempre vi è la disponibilità e l’accessibilità dei punti di indagine salienti all’identificazione strutturale. 

Nell'articolo integrale SCARICABILE IN PDF una sequenza fotografica di alcune letture del costruito esistente.