VMC integrata nel cassonetto: cosa c’è da sapere

Il titolo di questo articolo può sembrare strano perché solitamente, quando si parla di VMC, in molti pensano a impianti canalizzati serviti da centrali che, seppur di dimensioni contenute, non possono certo essere contenute in un cassonetto. Non è così! Vediamo, quindi, di cosa si tratta.


VMC decentralizzata: cos'è

È oramai evidente che l’attenzione delle aziende del settore si è rivolta da oltre un decennio alla cosiddetta “VMC decentralizzata” che consiste in piccole centrali per il rinnovo ed il trattamento dell’aria da installare ambiente per ambiente. Le motivazioni sono molto semplici: il mercato è orientato prevalentemente alla ristrutturazione dell’edilizia residenziale esistente ed in questo contesto non vi sono quasi mai gli spazi tecnici per ospitare un impianto canalizzato.

Con il passare degli anni e la posa di serramenti ad elevata tenuta all’aria, l’esigenza di ventilare meccanicamente gli ambienti è diventata sempre maggiore poiché ci si è resi conto che l’aerazione (cioè l’apertura dei serramenti da parte dell’utente) non risulta efficiente energeticamente ed efficace per la rimozione degli inquinanti interni.

Sono quindi state progettate piccole unità di ventilazione che permettono di ricambiare l’aria in ogni stanza in cui sono installate e che non necessitano l’impiego di canalizzazioni.

 

Unità di Ventilazione Meccanica Controllata (VMC) integrata nel cassonetto

Ve ne sono due tipologie: quelle a flusso alternato e quelle a flusso continuo.

Le unità di ventilazione a flusso alternato possono essere installate solo effettuando un carotaggio nella muratura, poiché consistono in un corpo cilindrico, solitamente di 16 centimetri di diametro, che contiene un accumulatore ceramico.

Le unità di ventilazione a flusso continuo, invece, sono state pensate per diversi tipi di installazione: a muro, al di sotto dell’architrave del foro finestra, in un monoblocco preisolato per serramenti (quindi in spalla, sotto davanzale, ecc) ed infine in un cassonetto.

È proprio il caso di dire che le aziende si sono ingegnate per permettere l’installazione di una piccola centrale di ventilazione…ovunque! In altre parole: il progettista non ha scampo. Vi sono soluzioni davvero per tutte le esigenze.

 

Esempi di installazione

In figura 1 è riportata l’immagine scattata in un cantiere dove è stato scelto di integrare la VMC al cassonetto. La piccola centrale di ventilazione è posata al di sotto del rullo dell’avvolgibile e appoggia su un pannello di legno che ha due feritoie. Esse servono per consentire la mandata e la ripresa dell’aria dall’ambiente. La parte frontale del cassonetto, che nella figura è sollevata, è dotata di una ulteriore feritoia che serve per poter comandare la centrale dalla stanza tramite un piccolo telecomando a infrarossi. La tapparella è dotata nella parte più bassa di due piccole aperture per fare in modo che l’aria esterna arrivi alla centrale e che quella viziata sia espulsa all’esterno anche se è abbassata del tutto.

 

Esempio di centrale di ventilazione meccanica integrata ad un cassonettoFigura 1 – centrale di ventilazione meccanica integrata ad un cassonetto. Fase di cantiere.

 

In figura 2 è riportata l’immagine di un cassonetto nel quale è stata installata una piccola centrale di ventilazione con una modalità leggermente diversa da quella precedente. Si nota che la parte frontale del cassonetto ospita la cosiddetta “cover” della centrale contraddistinta dalla parte trasparente scura verso la quale si può indirizzare il telecomando per variare la portata d’aria ricambiata. La cover in questo caso è montata in maniera tale da nascondere le due aperture di immissione ed estrazione dell’aria. L’utente finale la può smontare in maniera molto semplice ed avere accesso ai punti di estrazione dei filtri per poterne effettuare la sostituzione o la pulizia.

Esempio di cassonetto che ospita una centrale di VMC integrata
Figura 2 – Vista di un cassonetto che ospita una centrale di VMC integrata.


La centrale necessita di un collegamento elettrico per poter funzionare. È doveroso precisare che tutte le centrali presenti sul mercato sono state sottoposte a severi test presso laboratori accreditati esterni alle aziende. Pertanto, le prestazioni dichiarate nel test report sono da considerarsi attendibili. Di fronte alla classica perplessità del tipo “le bocchette di mandata e di ripresa, così come la presa d’aria esterna e l’espulsione sono molto ravvicinate tra di loro” la risposta è la seguente: le portate in gioco sono estremamente limitate e le centrali sono costruite e testate per limitare i corto circuiti d’aria.

 

Vantaggi e svantaggi della VMC integrata nel cassonetto

Come anticipato alla fine del paragrafo precedente, le centrali di VMC senza canalizzazioni che possono essere installate in un cassonetto devono superare dei severi test prima di essere immesse sul mercato. Pertanto, possiamo essere certi che le prestazioni dichiarate dalle aziende nei test report ufficiali corrispondano a verità. Si suggerisce quindi di riferirsi sempre ad essi, prima di operare una scelta, e non solo alla documentazione commerciale. Detto questo, è importante comprendere che possibilità offrano queste piccole centrali per analizzare i vantaggi e gli svantaggi legati ai contesti in cui devono essere installate.

  • PORTATE D'ARIA RICAMBIABILI
    Orientativamente il range di portate d’aria ricambiabili va da un minimo di circa 10 m3/h a 50 m3/h. Tali valori sono in linea con la normativa di settore, la UNI EN 16798-1 che indica un rinnovo dell’aria minimo di 4 L/s per persona presente in un ambiente. Questo valore corrisponde a 14,4 m3/h. L’utente finale ha solitamente la possibilità di variare la portata di ricambio dell’aria negli ambienti tramite un telecomando che permette di gestire più velocità. Recentemente le aziende hanno anche pensato a soluzioni di gestione di tipo domotico e tramite applicazioni gestibili da uno smartphone o PC. Vista l’entità del ricambio dell’aria queste centrali sono idonee per piccole stanze residenziali, ma non per ambienti terziari come aule scolastiche, sale cinematografiche, ristoranti, ecc.

  • CONSUMO ELETTRICO
    Da una analisi dei prodotti presenti sul mercato è stato possibile osservare che il consumo elettrico è irrisorio. Varia da circa 5 W per ricambiare 15 m3/h a 10 W per ricambiare 30 m3/h fino a 20 W per le velocità massime di “boost” – ad esempio 50 m3/h - che vengono utilizzate solo di rado come, ad esempio, se si hanno ospiti per qualche ora. Ovviamente devono essere previsti i collegamenti elettrici per il funzionamento della centrale. In fase di installazione in un contesto esistente occorre tenere conto dei costi per le opere murarie necessarie e per la prestazione di un elettricista.

  • RECUPERO DI CALORE
    Per quanto riguarda il recupero di calore è possibile osservare dai dati tecnici che l’efficienza di recupero diminuisce con l’aumentare della portata ricambiata. Questo è normale e caratteristico di tutte le centrali di ventilazione. Pertanto, per conoscere il dato esatto di efficienza di recupero di calore alla portata di progetto occorre consultare ancora una volta le schede tecniche già menzionate e non fidarsi della caratteristica frase commerciale “si ottiene un recupero di calore fino al 90%”. Ad esempio, è assolutamente ragionevole osservare che l’efficienza di recupero di calore di una centrale da cassonetto possa essere pari all’82% se sono ricambiati 15 m3/h e che scenda al 74% con una portata di 30 m3/h. Si può ritenere che, in base alle dimensioni contenute delle centrali, le efficienze di recupero di calore ottenibili siano molto buone, visto l’impiego di piccoli recuperatori.

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L'articolo prosegue analizzando vantaggi e svantaggi della VMC integrata nel cassonetto in termini di: impatto acustico, filtrazione dell'aria, possibilità di beneficiare di incentivi fiscali per l'installazione.


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