Throughout the lifecycle of a Facility: Lungimiranze e Intelligenze di Sistema nel Ciclo di Vita delle Opere Pubbliche

Alla notizia, riportata sui principali mezzi di comunicazione, relativa alla indagine condotta dal Censis nei Diari della Transizione sull'Edilizia Scolastica, fa riscontro la pubblicazione del Draft del documento BS 1192-4 Collaborative production of information - Part 4: Fulfilling employers information exchange requirements using COBie – Code of practice, che riporto.
Il nesso tra le due pubblicazioni è evidente, nel senso che, mentre la norma britannica verte sul valore dell'Informazione nel Ciclo di Vita, le politiche di intervento annunciate a livello governativo, alludendo a miliardi di euro di investimento e a decine di migliaia di cantieri da aprire a breve con procedure amministrative semplificate, potrebbero trascurare malauguratamente, come già osservato, proprio questa dimensione.
Del resto, se si legge attentamente la sintesi dell'indagine, si nota come il punto più significativo stia nel grado elevato di insoddisfazione per gli esiti degli interventi svolti.
Ora, per quanto evidente sia il beneficio diretto per il Settore delle Costruzioni insito in tale programma di investimenti, nonché quello indiretto per la Comunità, tenendo anche conto dell'integrazione tra contenitore e contenuto, tra criteri progettuali e metodologie formative, è proprio questa insoddisfazione a mettere in evidenza come una eccessiva enfatizzazione sull'urgenza degli interventi possa compromettere sia l'accuratezza dello sforzo progettuale sia la sua portata prospettica.
E' evidente come ai propositi di rilancio dell'immagine e dell'influenza del Nostro Paese in Europa e nell'Unione Europea difetti, però, l'Intelligenza di Sistema: vale a dire che nessun intento riformista, almeno per il Nostro Comparto, potrebbe mai dare luogo a un reale cambiamento di paradigma se non vi fosse la determinazione - che spesso non vi è stata in passato - di andare oltre le singolarità e i particolarismi insiti negli attori della committenza, della progettazione e della imprenditorialità, ostativi rispetto alla diffusione di culture e di progetti industriali.
La provvista, tanto attesa, delle risorse finanziarie, unita a un criterio tendenzialmente distributivo, risponde, infatti, a un risvolto quantitativo che, non a caso, è corrispondente all'attesa della popolazione e dell'elettorato per tangibili segnali di cambiamento, qualunque essi siano.
Epperò, laddove proprio la Signora Merkel ha recentemente definito il Mercato (potenziale) della Riqualificazione come un Gigante Addormentato, può il Nostro Paese veramente limitarsi a una dimensione quantitativa, a una dimensione istantanea?
E' possibile rinunciare a una strategia tesa a formare e a rafforzare Medie Imprese tramite un Brand come RehabItaly, a favore di un consolidamento di un tessuto polverizzato sia sul versante della Domanda sia su quello dell'Offerta?
La Repubblica Federale Tedesca, ad esempio, nella concezione della Quarta Rivoluzione Industriale (Industrie 4.0) e dell'Economia Digitale, come rilevato, proprio partendo dal Building Information Modelling sta cercando di potenziare ulteriormente la Media Impresa di Costruzioni: in Italia sempre assai rara e misconosciuta.
Anche nel Regno Unito, poi, la pubblicazione del Draft dimostra come il Ciclo di Vita (che per l'Edilizia Scolastica imporrebbe, anzitutto, la produzione di Diecimila Modelli Informativi ancor prima che la realizzazione di Diecimila Interventi) sia ormai l'obiettivo destinale di qualunque forma contrattuale e che i livelli prestazionali erogabili attesi nell'arco della esecuzione del contratto siano imprescindibili.
Il documento provvisorio denominato BS 1192:4 fornisce, in effetti, a common structure for the exchange of information about new and existing Facilities, including both buildings and infrastructure.
Si ricorda che COBie è definito a subset of BS ISO 16759 IFC documented as a buildingSMART model view definition (MVD) which includes operational information. A smaller subset of BS ISO 16759 IFC documented as a buildingSMART MVD named ”FM-10” which excludes operational information can be used during design and construction but not the final handover.
Autodesk ha recentemente evidenziato come il futuro del BIM stia, tra le altre cose, nel Behavioural Modelling! Aspetto logico per COBie che include anche gli esiti della Post Occupancy Evaluation (e Assessment).
Le frontiere del Ciclo di Vita si espandono: è auspicabile che gli orizzonti nazionali non si restringano.

Rapporto Censis (Comunicato Stampa)

Problemi strutturali in 3.600 edifici scolastici. Rischio amianto per 342.000 studenti. Solo un quarto degli stabili è stato costruito dopo il 1980.

Gli interventi necessari per la messa in sicurezza delle scuole. Intonaci che crollano, rubinetti che perdono e vetri rotti. Ma anche seri problemi strutturali. Preoccupano i dati sullo stato della nostra edilizia scolastica. Degli oltre 41.000 edifici scolastici statali, il Censis stima che in 24.000 gli impianti (elettrici, idraulici, termici) non funzionano, sono insufficienti o non sono a norma. Sono 9.000 le strutture con gli intonaci a pezzi. In 7.200 edifici occorrerebbe rifare tetti e coperture. Sono 3.600 le sedi che necessitano di interventi sulle strutture portanti (tra queste mura 580.000 ragazzi trascorrono ogni giorno parecchie ore) e 2.000 le scuole che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto. Edifici malandati e vetusti: più del 15% è stato costruito prima del 1945, altrettanti datano tra il '45 e il '60, il 44% risale all'epoca 1961-1980, e solo un quarto degli stabili è stato costruito dopo il 1980.

Anche la manutenzione ordinaria è una priorità. Secondo i 2.600 dirigenti scolastici consultati nell'ambito di una indagine del Censis, per il 36% degli edifici è prioritario avviare lavori di manutenzione straordinaria. Ma nella maggioranza dei casi (il 57%) l'esigenza è dare continuità agli interventi di manutenzione ordinaria. Nonostante il patrimonio immobiliare scolastico sia vetusto, e benché si tratti generalmente ,di strutture che corrispondono a modelli oggi non più funzionali, anche quando sono state progettate dal principio come scuole e non ricavate da caserme o conventi, solo nel 7% dei casi si ritiene fondamentale la costruzione di un edificio più adeguato o il trasferimento della scuola in un'altra sede.

Il giudizio (negativo) sugli interventi realizzati. Di lavori se ne fanno pochi, e quando si fanno sono fatti male. Secondo le valutazioni dei dirigenti scolastici, che hanno considerato la qualità degli interventi realizzati in più di 10.000 edifici scolastici pubblici negli ultimi tre anni, sono più di un quarto le strutture in cui sono stati effettuati lavori ritenuti scadenti o inadeguati. Si tratta del 20,5% delle scuole in cui gli interventi hanno riguardato l'abbattimento delle barriere architettoniche, del 22,5% degli edifici in cui sono stati realizzati lavori di manutenzione ordinaria, del 32,8% delle opere di manutenzione straordinaria, del 33,7% delle strutture in cui sono state realizzate reti o introdotti servizi per la didattica digitale.

Spese insufficienti e tempi biblici. La recente assegnazione del 95,7% dei 150 milioni di euro stanziati con il Decreto del fare per l'avvio immediato di 603 progetti di edilizia scolastica rappresenta sicuramente un cambio di passo rispetto alle lunghe e farraginose procedure degli anni passati. Sulla base delle risorse stanziate e dei ritardi di spesa accumulati, alla fine del 2013 il Ministero delle infrastrutture stimava in 110 anni il tempo necessario per mettere in sicurezza tutti gli edifici scolastici italiani. Gli interventi straordinari che via via sono stati programmati dopo il tragico crollo della scuola di San Giuliano hanno mobilitato poco meno di 2 miliardi di euro rispetto a un fabbisogno stimato di 13 miliardi. Notevoli i ritardi nell'attuazione. Dei 500 milioni di euro attivati con le delibere Cipe del 2004 e del 2006, a metà del 2013 ne erano stati utilizzati 143 milioni, relativi a 527 interventi sui 1.659 previsti. Per gli stanziamenti successivi, tutti i progetti sono ancora in attuazione o addirittura in fase di istruttoria. Va meglio l'impiego dei fondi strutturali. Il Programma operativo 2007-2013 gestito dal Miur e relativo al Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), attivo nelle regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, ha assegnato più di 220 milioni di euro a 541 scuole per interventi nell'ambito della sicurezza degli edifici, del risparmio energetico, per l'accessibilità delle strutture e le attività sportive. Nel frattempo è scattata l'«Operazione edilizia scolastica» del Governo, per censire le priorità d'intervento e le risorse necessarie, cui per ora hanno aderito 4.400 Comuni.

Accelerare le procedure. Per garantire la tempestività della manutenzione ordinaria e accelerare la realizzazione dei piccoli interventi necessari è stata prospettata recentemente la possibilità di dotare le scuole di un budget specifico. La maggioranza dei dirigenti scolastici interpellati dal Censis (il 54%) si dichiara favorevole, anche se il 45% condiziona tale eventualità alla semplificazione delle procedure per l'affidamento dei lavori.
 

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