Scopri tutti i segreti del BIM grazie al centro di formazione CREA Engineering

31/03/2022 4518

Siamo un team di tecnici esperti nell’applicazione della Building Information Modeling: il processo di creazione e gestione delle informazioni di una costruzione, utile per tutto il suo ciclo di vita. 

Il BIM management offre innovazione rispetto ai processi tradizionali, proponendo un modello unico e centrale che permette di integrare i processi, facendo convergere in quel modello tutti i contributi dei professionisti coinvolti, imponendo una gestione coerente ed esplicita di ruoli professionali.

BIM Manager, Coordinator, CDE Manager e BIM Specialist collaborano attivamente nella gestione di commesse per il settore privato e pubblico con l’obbiettivo comune di fornire un servizio altamente professionale e contribuire alla transizione digitale del mercato delle costruzioni.


Processo BIM: ecco in quali ambiti è utile

Il processo del BIM supporta la creazione di dati intelligenti che possono essere utilizzati durante l'intero ciclo di vita di un progetto edile o infrastrutturale.

La prima fase del processo è l’ottimizzazione nella pianificazione dei progetti che viene attuata combinando l’acquisizione della realtà e i dati reali attraverso strumentazioni all’avanguardia come il Laser Scanner in grado di misurare 2 milioni punti al secondo con un sistema di imaging HDR che permette la creazione di nuvole di punti 3D in tempi brevissimi e con una registrazione automatica in campo basata sulla tecnologia VIS che automatizza il trasferimento dei dati direttamente sul cloud aziendale massimizzando ulteriormente la produttività riducendo al minimo il tempo di rilievo.

 

crea-engineering1.JPG

 

La combinazione dei dati rilevati con software dedicati per la ricostruzione rende realistica la generazione di modelli contestuali dell’ambiente naturale ed edificato esistente.

Segue la fase di progettazione nella quale vengono eseguiti i processi di progettazione concettuale, analisi, creazione dei dettagli e documentazione. Nella fase di pre-costruzione i dati BIM vengono utilizzati per definire la pianificazione e la logistica.

Le informazioni relative alla logistica della costruzione vengono condivise in ogni fase del progetto con i professionisti attraverso una connessione di team specializzati, dati e workflow nel cloud con gli appaltatori coinvolti per garantire i massimi livelli di sincronizzazione ed efficienza.

L’ultima fase è la gestione operativa nella quale i dati BIM si estendono anche alla gestione degli asset costruiti. I dati poi permangono sui server per essere riutilizzati per una ristrutturazione, ampliamento o per uno smantellamento efficiente.

L’interoperabilità BIM è ciò che consente ai team dei progettisti del settore AEC di comunicare con fluidità superando le barriere interdisciplinari e strumentali come i diversi software utilizzati per l’elaborazione.

 

Il BIM in Italia 

La diffusione e l’adozione nella prassi progettuale dell’approccio BIM in Italia è stata lenta ma ha mostrato avanzamento costante e la vera che ha dato un impulso deciso all’utilizzo della progettazione digitale, parametrica e interoperabile in BIM è stato il DM 560/2017, il quale descrive i criteri di obbligatorietà del BIM negli appalti pubblici.

 

Il BIM in Italia

 

Dal 2020 il BIM è diventato un requisito indispensabile per la progettazione di opere il cui importo sia superiore ai 50 milioni di euro. Una decisione che non fa che confermare e rendere evidenti i vantaggi della modalità BIM: maggiore efficienza, risparmi, certezza di spese grazie a computi più affidabili e facilmente prevedibili.

Dal 2025 poi sarà obbligatorio il ricorso alla gestione BIM per ogni tipo di opera pubblica in appalto.

Nel settore AEC è comunque evidente oggi l’esistenza di un gap tra i progettisti e committenti, enti pubblici e stakeholder coinvolti a vario titolo nei progetti.

Se i primi si stanno specializzando sempre di più attraverso esperienze lavorative e formative che permettono l’acquisizione di pratica e competenze sempre maggiori nel BIM non si può dire lo stesso dei secondi. Risulta quindi necessaria una più efficace diffusione della cultura del BIM anche attraverso progetti di formazione finanziata specifici per le figure non direttamente coinvolte nella progettazione, rendendo evidenti i vantaggi sociali ed economici derivanti da un’esecuzione efficiente delle opportunità derivanti dal panorama di gestione BIM in ogni fase ed in ogni aspetto del processo costruttivo e manutentivo.

 

Diagramma di MacLeamy

 

Una qualsiasi modifica al modello BIM si ripercuote su tutte le viste/grafici generati maggiore semplicità: risulta semplice generare modelli anche molto complessi. Il tecnico sarà in grado di progettare opere che prima neanche avrebbe immaginato utilizzando un CAD.

 

Il BIM per il settore pubblico

La Pa si sta muovendo verso un completo assorbimento nell’uso del BIM, dando prova della raggiunta consapevolezza rispetto ai vantaggi che esso porta con sé.

Un’ approccio informativo, informativo e digitalizzato consente infatti di simulare e quindi valutare tutte le fasi, scoprire e risolvere conflitti o errori progettuali già sul modello digitale e non sul cantiere come avviene con il metodo “tradizionale”. 

In questo modo il progetto viene prima simulato, valutato ed eventualmente corretto e solo in un secondo momento viene indetta la gara d’appalto ad esso relativa.

Ulteriori vantaggi offerti dal BIM sia in sede di gara, sia in fase di esecuzione lavori possono essere:

  • Costruzione: il piano di sicurezza può essere sviluppato a partire dal modello BIM, che contiene già tutti i dati necessari. Sarà possibile simulare tutto il cantiere, controllare le sequenze di installazione dei componenti, la pianificazione della produzione, gestire le revisioni di costruibilità e visualizzare lo stato di costruzione.
  • Supporto alle decisioni: il BIM si presta all’analisi e studio di diverse alternative, agendo sui parametri è possibile confrontare più soluzioni, funzionalità, ambiti, tempi, costi ecc. Può essere di grande utilità come supporto alle decisioni in sede di gara in caso di offerta economicamente più vantaggiosa;
  • Quantità: il BIM consente una rapida estrazione delle quantità, funzione quanto mai utile in fase di offerta, come in fase di acquisti durante la realizzazione dell’opera;
  • Pianificazione: collegato il cronoprogramma al modello BIM è possibile simulare la fase di costruzione 4D, di tutto l’edificio, come di una singola parte o disciplina per studiarne l’impatto sul processo;
  • Stima dei costi: collegando i costi agli elementi, può essere ottenuto quello che in gergo BIM è il 5D, ovvero la simulazione dei costi nel tempo. Le simulazioni 5D permettono lo studio dei costi durante l’intero processo, simulando condizioni differenti, imprevisti, anticipi o ritardi.

Un sistema di questo tipo portato al massimo livello di efficienza potrebbe essere non solo una grande risorsa per il risparmio sugli appalti pubblici (previsioni parlano di una diminuzione fino al -20%) ma anche il motore di traino per il rilancio del mercato del settore delle costruzioni.

Un'altra faccia della medaglia, sottolineata nel testo di Accentulli e Farinati (il BIM per la Pubblica Amministrazione, Maggioli Editore, 2020): “Fra i numerosi vantaggi che le pubbliche amministrazioni trarrebbero dall’utilizzo del BIM, in virtù della migliore gestione del processo e controllo di tempi e costi, va considerata come estremamente importante una forte valenza in ambito anticorruzione

Agenzia del Demanio e Banca d’Italia, entrambi possessori di un notevole patrimonio edilizio sul territorio nazionale puntano oggi ad una completa digitalizzazione al fine di dematerializzare totalmente il processo di consegna degli elaborati attraverso l’istituzione di un modello unico, centrale e integrato.

 

Come sottolineato dal Direttore dell’Agenzia del Demanio Agostini in un'intervista:

«L’Agenzia del Demanio amministra un portafoglio di circa 42 mila immobili dello Stato, per un valore di 61 miliardi di euro. Le attività che rientrano nella sfera di azione dell’Agenzia sono diverse e numerose, tutte sostanzialmente ascrivibili all’obiettivo di massimizzare il valore dei beni assicurandone una gestione efficiente e il corretto utilizzo. Questo lavoro si può fare promuovendo la valorizzazione dei beni, in sinergia con le Istituzioni e gli Enti territoriali, con operazioni di rigenerazione urbana, incentivando la riqualificazione degli immobili pubblici sottoutilizzati o abbandonati, ottimizzando e razionalizzando gli spazi utilizzati dalle amministrazioni pubbliche, riqualificando il patrimonio anche dal punto di vista della prevenzione del rischio sismico, dell’efficientamento energetico e della sostenibilità ambientale e contribuendo così allo sviluppo del tessuto economico-produttivo, sociale e culturale del Paese».

Antonio Agostini (ex Direttore Agenzia del Demanio)

 

I motivi principali per cui l’Agenzia del Demanio ha scelto questa strada hanno a che fare con un miglioramento della qualità dei lavori come naturale conseguenza della riduzione di tempi e costi, oltre alla semplificazione della progettazione attraverso la trasparenza di tutte le fasi e l’integrazione tra i concetti di efficienza dimensionale, funzionale ed energetica.

E’ poi fondamentale e storico il passaggio da una conoscenza amministrativa ad una tecnica del patrimonio edilizio, la quale porterà a mettere sempre a disposizione una banca di preziose informazioni necessarie per la gestione e la manutenzione dell’esistente:

«I miglioramenti spaziano dall’incremento della qualità progettuale, dovuta sia all’accesso ad una tecnologia più efficace di rappresentazione dei dati, sia ad un maggior controllo possibile per le Stazioni Appaltanti, alla maggior conoscenza delle opere in ogni fase del ciclo di vita, fondamentale per chi gestisce patrimoni immobiliari e non solo. Per l’Agenzia il BIM rappresenta lo strumento attraverso cui traguardare l’obiettivo di realizzare un Patrimonio Digitale, composto di Fascicoli Informativi sempre aggiornati, contenenti tutte le informazioni degli immobili gestiti, sia sotto forma di modelli tridimensionali sia di dati organizzati.

Inoltre, adottando un approccio di tipo collaborativo ascrivibile all’Open BIM, basato su standard e flussi di lavoro aperti, è possibile agevolare una comunicazione trasversale degli attori, a prescindere dalle specifiche competenze ed al di là degli strumenti utilizzati, definendo un linguaggio comune e garantendo la continuità dei dati, sostenendo al contempo il libero mercato e assicurando la più ampia partecipazione alle procedure d’Appalto da parte degli Operatori Economici».

L’orientamento del Demanio si concretizza nella creazione della piattaforma UpDATe e del fascicolo digitale utile per raccogliere tutti i dati e i modelli tridimensionali, ovvero le informazioni riguardanti gli immobili pubblici, senza utilizzare materiale cartaceo.

L’ing. Sperati del Servizio Immobili della Banca d’Italia, in occasione del Convegno sugli Stati generali del BIM, ha illustrato il percorso compiuto da Bankitalia per l’implementazione del BIM e l’adozione di apposite linee guida.

Il Dipartimento Immobili e appalti della Banca d’Italia gestisce 67 edifici istituzionali per una superficie di 1,04 milioni di m² di superficie.

In relazione alle opportunità/necessità introdotte dai nuovi obblighi normativi (Codice appalti, Decreto BIM e Criteri ambientali minimi) ha definito precise linee d’azione che passano attraverso allineamento tecnologico, potenziamento della conoscenza, innovazione di processo, coordinamento organizzativo e sponsorship.

Sono state inoltre redatte apposite linee guida (linee guida BIM BDI), che si pongono gli obbiettivi di interoperabilità, collaborazione e architettura digitale inclusiva con un focus specifico sui requisiti della sicurezza.

 

Project Management e processo di gestione BIM

Il Project Manager è il responsabile del coordinamento e dell’integrazione di tutte le attività di progetto, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi del progetto stesso.

Il suo compito è quello di pianificare e gestire la commessa, dall'avvio alla chiusura, coordinando tutte le figure coinvolte al fine del raggiungimento degli obiettivi nel rispetto dei tempi e costi prestabiliti.

La norma italiana di riferimento è la UNI 11648:2016 che stabilisce l’insieme di criteri e requisiti di base per la qualifica professionale della figura del Project Manager e informa sulle abilità e sulle competenze di tale figura professionale.

La norma definisce per il Project Manager compiti e attività, competenze, criteri per la qualifica e Principi etici e comportamento. L’attività di project management si compone di un insieme di processi:

 

  1. Processi di avvio: In questa fase viene definito ed autorizzato il progetto. È il momento in cui vengono fissati i requisiti del progetto, ne vengono stabili gli obiettivi, in termini di tempo, costo e qualità, si definiscono gli stakeholder interessati e non ultimo viene nominato il project manager che avrà la completa responsabilità del progetto;
  2. Processi di pianificazione: è la fase dove si decide come realizzare il progetto. In sostanza, la pianificazione risponde alle domande: «che cosa faremo?», «come lo faremo?» e «come sapremo quando avremo finito?». Quando il piano sarà completo, si potrà ottenere l'approvazione per avviare il progetto.

In questa fase si determineranno:

  • la data finale del progetto e tutte le milestone intermedie;
  • gli stakeholder e il relativo piano delle comunicazioni;
  • il piano dei rischi e della qualità;
  • i fornitori;
  • le modalità con cui verranno gestite le risorse;
  • i costi di progetto.

    3. Processi di esecuzione: sono la messa in atto del programma dei lavori pianificato. In questa fase si riunisce il gruppo dei professionisti selezionato, vengono condivisi le regole e gli obiettivi, cosi che possa avviare le attività secondo i task assegnati;
    4. Processi di monitoraggio e controllo: misurano regolarmente le prestazioni del progetto al fine di identificare gli scostamenti dal piano di progetto;
    5. Processi di chiusura: è la fase in cui si documentano le attività svolte e si chiede l’accettazione del committente.

 

I vantaggi offerti dal BIM

La tecnologia BIM offre molteplici vantaggi in termini di maggiore efficienza e produttività, maggiore interoperabilità, massima condivisione delle informazioni, un controllo più puntuale e coerente del progetto. Permetto poi un notevole risparmio di tempo e costi: il progettista non dovrà più disegnare una quantità spropositata di linee, polilinee e forme geometriche varie (che portano via molto tempo), ma dovrà semplicemente inserire oggetti dotati di specifiche proprietà ed informazioni di vario genere (materiali, costi, capacità termiche, manutenzione, etc.) oltre ad una riduzione degli errori: piante, prospetti e sezioni sono semplici viste differenti dello stesso oggetto.

 

I vantaggi offerti dal BIM

 

  • Gestione dei tempi di progetto: definire, pianificare e controllare la sequenza temporale dell’attività di progetto;
  • Gestione dell’integrazione di progetto: comprende i processi necessari per individuare, definire, combinare, unificare, coordinare, controllare e chiudere le diverse attività del progetto;
  • Gestione delle risorse di progetto: comprende i processi necessari a individuare e acquisire le risorse adeguate al progetto; essa riguarda sia le persone che collaborano al raggiungimento degli obiettivi del progetto sia i beni (strumenti e materiali) e i servizi utilizzati dal progetto stesso.

 


SCOPRI TUTTE LE OPPORTUNITA' DI CREA ENGINEERING


 

  • Gestione dei costi di progetto: consiste nella stima dei costi previsti per ciascun elemento del progetto, nella loro allocazione e distribuzione temporale al fine di sviluppare il budget e nel successivo controllo basato sul confronto tra i costi stimati e quelli effettivamente sostenuti ad una certa data, in modo da analizzare gli scostamenti rispetto alle stime e valutare le prestazioni ed icosti a finire;
  • Gestione della qualità di progetto: l’insieme dei processi e delle attività che vengono eseguite all’interno di un progetto per garantire che la qualità dei deliverable e le performance del progetto siano in accordo con gli obiettivi e i requisiti del progetto stesso;
  • Gestione dei rischi del progetto: riguarda tutti i processi tesi a diminuire la probabilità e l’impatto di minacce o eventi negativi e ad aumentare la probabilità e l’impatto di opportunità o eventi positivi per il progetto.

Un rischio, o un azzardo, si può definire quantitativamente come il prodotto tra il danno atteso al verificarsi di un evento (I – Impatto) e la probabilità di accadimento del suddetto evento (P – Probabilità): R = I * P.

 

Il processi del BIM

 

Il BIM Team

Nell’ingegneria mono disciplinare, architettura, civile, meccanica, chimica etc progetti di piccole dimensioni sono svolti accentrando tutte le funzioni nella figura del progettista. Al crescere delle dimensioni, e quindi del carico di lavoro totale, viene adottata una organizzazione funzionale, con esteso ricorso all’automazione delle funzioni.

 

Il BIM Team

L’ingegneria multidisciplinare può comprendere nello stesso progetto numerose specializzazioni.

 

Nell’organizzazione multi disciplinare il project manager coordina, spesso attraverso un Project engineering Manager, gli ingegneri specialisti che hanno a loro volta una organizzazione del tutto analoga a quella indicata per l’ingegneria mono disciplinare. Nel caso di Società d’Ingegneria è definita come «Dipartimentale», i PE sono i responsabili d’Ufficio Tecnico, il PEM è il Direttore Tecnico.

 

Le figure chiave del BIM Team sancite dalla norma UNI 11337-7 pubblicata lo scorso 13 dicembre.

Le figure chiave del BIM Team sancite dalla norma UNI 11337-7 pubblicata lo scorso 13 dicembre.

 

La necessità di reperire personale adeguatamente qualificato, o di formare e aggiornare il proprio personale interno è un’esigenza che accomuna tutti i protagonisti della filiera delle costruzioni che vogliano adottare il BIM (organizzazioni fornitrici di servizi di progettazione, costruzione, manutenzione – professionisti, società di costruzioni, imprese di facility management, ecc.).

Inoltre anche la presenza nei bandi di gara di cui è stato trattato precedentemente di criteri premianti legati anche alla presenza negli organigrammi aziendali di figure qualificate a guidare il processo BIM, richiede la precisazione delle caratteristiche professionali di tali figure.

La norma stabilisce i requisiti relativi all’attività professionale delle figure coinvolte nella gestione e nella modellazione informativa. Tali requisiti sono identificati con la suddivisione tra compiti e attività specifiche svolte dalle varie figure professionali in termini di conoscenza, abilità e competenza secondo il Quadro Europeo delle Qualifiche (EDF – European Qualification Framework).

I requisiti sono indicati sia per consentire la valutazione dei risultati dell’apprendimento informale e non formale, sia ai fini di valutazione di conformità delle competenze.

CREA Engineering è anche un Centro di Formazione autorizzato da Bureau Veritas e certificato e riconosciuto a livello nazionale per la specializzazione nel metodo di progettazione Building Information Modeling (BIM) verso differenti settori di applicazione.

Per conoscere l’azienda ed i Corsi di Formazione altamente professionalizzanti è possibile visitare il sito ufficiale.


Logo Crea 

Il Magazine

Sfoglia l'ultimo numero della rivista Ingenio

Newsletter Ingeio

Seguici su