Architetti: i dati del Rapporto CNAPPC sulla professione

L'Osservatorio del CNAPPC ha recentemente pubblicato il rapporto dal titolo “La professione di Architetto in Italia nel 2021”.

Il rapporto offre un quadro completo e aggiornato dei dati sulla professione in Italia, a partire dalla formazione universitaria fino ai dati relativi a redditi e fatturati. Particolare attenzione è stata riservata nell'analisi dei dati riguardo la questione di genere nella professione.


Essere architetto oggi, cosa significa?

Tutti noi, non solo gli architetti, siamo al centro di una grande trasformazione epocale che coinvolge tanto il campo ambientale quanto quello economico e sociale. Agli architetti viene chiesto di rispondere alle istanze che vengono dalla comunità, e dalla società in genere. La figura dell'architetto diventa quindi protagonista proattivo del progetto di cambiamento in atto.


"Gli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori sono i professionisti che comprendono e traducono le esigenze degli individui, dei gruppi sociali e delle autorità in materia di assetto dello spazio, di progettazione, organizzazione e realizzazione delle costruzioni, di conservazione e di valorizza­zione del patrimonio architettonico e di tutela degli equilibri na­turali.

Compiti complessi e di grande responsabilità per realizzare i quali il sistema dell’Architettura, inteso come patrimonio di Formazione Ricerca e Professione, deve avere la capacità di rapportarsi a prospettive innovative future che guardano anche l’ambito internazionale.   

I temi del lavoro e della modalità con la quale si organizzano le varie competenze specialistiche di supporto al progetto d’architettura nella trasformazione dei luoghi, in proiezione futura, saranno essenziali per sviluppare una nostra presenza significativa in un mondo in veloce cambiamento".

Paolo Malara, responsabile Dipartimento Università, Tirocini ed Esami di Stato del CNAPPC.


Su questi argomenti il CNAPPC sta costruendo un quadro di conoscenze utile per una azione politica, a livello nazionale e locale, di sostegno al lavoro dei professionisti iscritti all'Albo.

Il CNAPPC informa che nei prossimi giorni sarà trasmesso ai Consigli degli Ordini un questionario da compilare a cura dei colleghi iscritti. L’obiettivo è quello di implementare un’indagine campionaria che raccolga informazioni di carattere quantitativo e qualitativo sull’attività svolta dai professionisti iscritti all’Albo, su formazione, formazione continua, condizione lavorativa, caratteristiche degli studi, reddito, composizione della clientela, settore di attività, ambito territoriale di attività, aspettative di mercato e utilizzo di strumenti innovativi.

Vediamo ora nel dettaglio alcuni dati del Rapporto 2021 sulla professione di architetto pubblicato dall'Ossservatorio del CNAPPC.

 

Rapporto CNAPPC 2021 sulla professione di Architetto

 

I dati del Rapporto CNAPPC 2021 realtivi alla professione di Architetto

Laurea in architettura perde appeal

Nell'ambito della formazione universitaria nell'a.a. 2021-2022 sono stati 35 gli atenei che hanno istituito corsi ad accesso programmato nelle classi L-17 (Scienze dell'architettura) e LM-04 a ciclo unico (Laurea Magistrale in Architettura e Ingegneria Edile-Architettura), che si ridudono a 24 se si escludono i corsi di laurea in ingegneria edile-architettura.

6.349 i posti disponibili per l'accesso ai corsi di laurea per aspiranti architetti nell'a.a. 2021-2022, circa il -6,7% rispetto i tre anni precedenti. Il rapporto mette in evidenza un dato importante: il numero di immatricolati, nell’ultimo decennio, segue un trend di progressiva diminuzione - in special modo alcune classi di laurea triennale - risultando inferiore al numero di posti disponibili.

Posti disponibili per iscriversi a corsi di laurea in architettura

Numero di posti disponibili per l’accesso ai corsi di laurea in Architettura e Ingegneria edile - Architettura (escluso posti per non comunitari non residenti). [Fig.3 Rapporto CNAPPC 2021]

 

Altro dato che emerge dall’analisi dei dati universitari è la preponderanza di studentesse tra gli immatricolati ai corsi di laurea in materie architettoniche (escludendo le classi L-07, L23 e L-32). La percentuale di ragazze tra gli immatricolati è cresciuta progressivamente negli ultimi dieci anni fino ad arrivare al 59,4%, un dato che conferma la ben nota tendenza ad un riequilibrio di genere all’interno della professione di architetto.

 

Quota di studentesse tra gli immatricolati alle lauree in archittura

Quota di studentesse tra gli immatricolati alle classi L-17, L-21 e LM-04 c.u. [Fig.10 Rapporto Rapporto CNAPPC 2021]

 

L’analisi del numero di laureati fornisce utili indicazioni sullo scenario professionale a più breve termine. "Dopo il 2016, il calo dei laureati è stato progressivo e nel 2019 si sono registrati oltre mille laureati in meno, quasi esclusivamente concentrati nella classe LM-04 (architettura e ingegneria edile-architettura)" riporta il Rapporto.

Un altro elemento di interesse che emerge dal report riguarda l’età media alla laurea che si attesta intorno a 27,4 anni. In termini di durata del percorso di studi, in media, gli anni necessari per la laurea triennale sono quasi 5, sono 3 per la magistrale biennale e quasi 8 per quella a ciclo unico. Emerge quindi una difficoltà nel completare il percorso di studi in regola.

Circa il 27% dei laureati nelle classi di laurea magistrale in architettura e ingegneria edile-architettura ha svolto un periodo di studi all’estero nella media dell’ultimo triennio. Circa un terzo dei laureati di secondo livello in architettura che hanno indicato un’esperienza internazionale, inoltre, ha preparato all’estero una parte significativa della propria tesi.

In merito a un giudizio sul corso di laurea, i laureati sono mediamente soddisfatti del percorso universitario svolto.

SOS digitalizzione e strumenti informatici! La padronanza degli strumenti informatici è un elemento chiave nello sviluppo della professione. Nell’ambito del disegno e della progettazione assistita, il rapporto riporta che "il livello di conoscenza dei laureati di secondo livello in ambiti architettonici è nel complesso buono, cosa che non può dirsi per le conoscenze legate alla gestione di database, linguaggi di programmazione e strumenti per la realizzazione di siti e pagine web". Per i laureati di primo livello la conoscenza di software di progettazione digitale appare meno diffusa, quasi assente  per la classe L-32 (scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura).

 

Strumenti informatici, livello di conoscenza almeno buona tra architetti laureati

Strumenti informatici, livello di conoscenza almeno buona (% sui laureati, media 2018-2020). [Fig.32 Rapporto CNAPPC 2021]

 

Riguardo le caratteristiche del lavoro futuro? Gli architetti neo laureati si mostrano più predisposti all’idea di lavorare in forma autonoma, come indicato da quasi il 40% dei laureati nella classe LM-04, contro una media generale del 24%. Superiore alla media anche la quota di coloro che si indicano favorevoli all’attività in smart-working.

 

Sull'abilitazione all'esercizio della professione di architetto

Facendo riferimento all'ultimo decennio, il report indica che circa il 74% dei laureati nei corsi di secondo livello che permettono l’accesso all’albo degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori si è abilitato all’esercizio della professione ma, osservando l’andamento nell'intervallo di tempo e considerando la quota dei laureati che dopo un anno si è abilitata all’esercizio della professione, emerge una certa tendenza negativa: "Se nel 2011 il 96% dei laureati del 2010 si abilitava all’albo degli architetti, nel 2019 la stessa quota è scesa al 59,6%".

La quota di donne abilitate è infatti cresciuta progressivamente nell’ultimo ventennio, arrivando a superare il 55% nella media degli ultimi cinque anni. In riferimento a questo dato il report riporta quanto segue: "questo significa che all’interno della professione si sta creando una disomogeneità nella distribuzione di genere tra componente anziana (prettamente maschile) e componente più giovane (a maggioranza femminile). Il tema delle pari opportunità e del riequilibrio di genere (anche reddituale) è destinato quindi a diventare sempre più centrale nella definizione delle politiche professionali di domani."

 

Quota di donne tra gli abilitati alla professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore

Quota di donne tra gli abilitati alla professione di architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore. [Fig.42 Rapporto CNAPPC 2021]

 

Condizione occupazionale dei neolaureati in architettura

L’indagine annuale di Almalaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ha permesso di investigare il percorso di inserimento lavorativo dei neo laureati in materie architettoniche, sia triennali che magistrali, a uno (per le lauree triennali), tre e cinque anni dal conseguimento del titolo (per le lauree di secondo livello). nel report sono stati considerati i dati del periodo 2018-2020.

"Ad un anno dalla laurea magistrale sono occupati (svolgono attività retribuita, anche formativa, come dottorandi o tirocinanti) più del 65% dei laureati nelle classi LM-03 (architettura del paesaggio), LM04 (architettura e ingegneria edile) e LM-75 (ambiente e territorio), mentre il tasso di occupazione scende a poco meno del 60% per i laureati nella classe LM-48 (pianificazione). Passati cinque anni dalla laurea il tasso di occupazione sale fino a quasi il 90%."

Quasi il 50% dei laureati di secondo livello in architettura e ingegneria edile e architettura del paesaggio (classi LM-04 e LM-03) dopo cinque anni dalla laurea svolge la sua professione in forma autonoma.

Purtroppo, dai dati emerge che circa 1/5 dei giovani architetti dopo cinque anni dalla laurea si trova ancora in una condizione lavorativa precaria.

Per ciò che riguarda l'ambito di impiego, la maggioranza dei neo-laureati trova impiego in ambito privato, come liberi professionisti o come addetti in un’azienda.

Il reddito mensile netto dei giovani architetti laureati nella classe LM-04, nella media del triennio 2018-2020, è stato di circa 1.420 euro, circa 400 euro in più rispetto al salario percepito ad un anno dalla laurea, un incremento in cinque anni di circa il 40%.

"Già all’inizio della carriera si osserva un evidente gender pay-gap. Considerando la classe LM-04, il reddito dei giovani architetti maschi supera i mille euro già dopo un anno dalla laurea, per poi arrivare a 1.530 dopo cinque anni. Corrispondentemente, il reddito delle donne parte da 900 euro e non supera i 1.330 euro dopo un lustro."

 

Gli architetti italiani iscritti all'Albo

In base ai dati più recenti forniti al CNAPPC dagli Ordini Provinciali, al 31 dicembre del 2020 erano iscritti all’albo 153.692 architetti. Circa 2,6 architetti ogni 1000 abitanti. 

Nel 2021, tuttavia, considerando il dato parziale dei primi undici mesi, il saldo complessivo è stato superiore alle 4.000 unità, frutto di oltre 6.750 nuove iscrizioni, oltre duemila in più rispetto a tutto il 2020 e 1.300 in più rispetto al 2019, e di appena 2.667 cancellazioni.

 

Gli architetti italiani per area geografica nel 2020

Gli architetti italiani per area geografica nel 2020. [Fig.60 Rapporto CNAPPC 2021]

 

Stando ai dati forniti dagli ordini provinciali a fine 2020, Roma è la provincia italiana con il maggior numero di architetti iscritti all'albo (18.390), seguita da Milano (12.139), Napoli (9.430) e Torino (6.674).

Riguardo la distribuzione per genere, i dati riferiti al 2020 riportano che dei 153.692 mila architetti italiani il 42,5%, ovvero circa 65 mila, è composto da donne, circa 6,5 punti percentuali in più rispetto alla situazione del 2005 (quando era il 35,9%). Negli ultimi dieci anni, tra 2010 e 2020, le donne architetto iscritte all’albo sono cresciute del +13,9%, vale a dire 8 mila architetti in più.

 

Quota di donne tra gli iscritti all’albo architetti

Quota di donne tra gli iscritti all’albo. [Fig.68 Rapporto CNAPPC 2021]

 

L'ordine provinciale con il maggior numero di donne iscritte all'albo è quello di Genova, segue Modena, Ravenna, Cagliari e Savona.

 

Prime e ultime province per quota di donne tra gli iscritti all’albo architetti

Prime e ultime province per quota di donne tra gli iscritti all’albo. [Fig.70 Rapporto CNAPPC 2021]

 

Sempre l'Ordine provinciale di Genova detiene il primato per il maggior numero di architetti giovani iscritti (under 40) mentre come fanalino di coda risulta l'Ordine di Caltanissetta.

 

Prime e ultime province per quota di giovani tra gli iscritti all’albo architetti

Prime e ultime province per quota di giovani tra gli iscritti all’albo. [Fig.76 Rapporto CNAPPC 2021]

 

Quasi il 64% degli architetti iscritti all'Ordine di Cosenza supera i 50 anni di età, segue nella classifica Potenza (55,4%), Catanzaro (54,4%), Massa-Carrara (53,8%) e Avellino (53,5%). L'Ordine di Bari ha solo il 25,1% di architetti iscritti over 50.

 

Il reddito dell'architetto italiano

Come descritto nel rapporto, i dati pubblicati dalla Cassa Previdenziale permettono di analizzare l’andamento del reddito degli architetti che svolgono la loro professione in forma autonoma. Si tratta di 88.792 soggetti, circa 35 mila femmine e 54 mila maschi, che nel 2020 risultavano iscritti ai registri di Inarcassa.

Reddito annuo medio degli architetti iscritti alla cassa

Reddito annuo medio degli iscritti alla cassa. [Fig.105 Rapporto ONSAI 2021]

 

La dinamica economica della categoria, in termini di reddito medio annuo, se valutata a valori costanti mostra un crollo vertiginoso registrato all’indomani della Grande Crisi Finanziaria Globale crollo che aveva portato la capacità reddituale degli architetti italiani a contrarsi addirittura del -38% in appena dieci anni.

In merito al gender pay gap, "in base ai dati della cassa previdenziale, la differenza di reddito tra uomini e donne si attesta, nel 2019, al 54% in favore dei primi. C’è da dire che tra gli architetti il gender-pay gap (differenza percentuale tra reddito maschile e femminile) negli ultimi anni si è ridotto considerevolmente, dall’85% nel 2000 a circa il 54% di oggi. Un dato sicuramente indicativo, ma la differenza rimane importante." 

Confronti internazionali

"Guardando al contesto europeo l’Italia continua ad essere il paese con il più alto numero di architetti in attività, sia in termini assoluti, sia in termini relativi. Secondo i dati raccolti dal Consiglio Europeo degli Architetti (ACE), gli architetti italiani rappresentavano nel 2020 più del 27% del totale europeo" riporta il Report. Seguono la Germania, la Spagna, il Regno Unito e la Francia (30mila).

 

Numero di architetti ogni mille abitanti in Europa

Numero di architetti ogni mille abitanti (2020). [Fig.81 Rapporto CNAPPC 2021]

 

"Utilizzando una stima della reale domanda di servizi di progettazione ottenuta a partire dagli investimenti annui nel settore delle costruzioni, divisi tra nuove opere e lavori di recupero e ristrutturazione, si trova che gli architetti italiani nel 2018 (ultimo anno disponibile per le statistiche sulla professione in Europa per il periodo pre-pandemico) hanno avuto a disposizione appena 109 mila euro a testa (ridottisi ulteriormente durante il 2020); si tratta del secondo valore più basso tra tutti i paesi europei (superiore soltanto a quanto misurato per Grecia e Serbia), un quarto del mercato di riferimento pro-capite stimato per gli architetti tedeschi, sette o otto volte in meno rispetto a Francia e Regno Unito."

 

Quota di mercato intercettata dagli architetti nel 2018

Quota di mercato intercettata dagli architetti nel 2018 (volume d’affari in rapporto alla domanda di progettazione). [Fig.83 Rapporto CNAPPC 2021]

 

In base alle stime dell'ACE del 2020, il reddito complessivo degli architetti italiani si mostra significativamente inferiore rispetto a quello dei colleghi europei.

 

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