Qualificare la DOMANDA per reinventare il mercato delle COSTRUZIONI

L'evento organizzato a Roma da CRESME, ISTeA e PTIC il 5 Giugno u.s., che mi auguro possa trovare un immediato seguito nel corso del Convegno Annuale di ISTeA che si terrà i giorni 11 e 12 Luglio 2014 a Bari, ha dimostrato, a mio avviso, che il Nostro Paese, sui filoni dell'Energy Efficiency e dell'Active Ageing (per non dire delle Infrastructure) ha ottime possibilità in termini di competitività (grazie all'assidua azione compiuta in questi anni, in particolare, da Stefano Carosio e da Gian Marco Revel) all'interno di Horizon 2020.
Esso ha, però, evidenziato anche come Horizon 2020 debba essere meglio contestualizzato all'interno dei molteplici Piani Comunitari (compresi quelli Strutturali) e della Strategia Comunitaria Construction 2020, oltre che da altri obblighi sostanziali verso la Commissione Europea in materia di Pianificazione della Riqualificazione Energetica dei Patrimoni Immobiliari Pubblici e Privati.
E evidente, infatti, come sia la compagine governativa, intesa come coordinamento tra i Dicasteri competenti, sia il versante della Offerta, frutto della azione di supporto di Associazioni Professionali e Datoriali, non siano, purtroppo, abbastanza integrati intrinsecamente ed esternamente per poter leggere e attuare con efficacia le Road Map e le Policy Comunitarie, per poter dar vita a un Hub Nazionale per la Competitività attraverso la Ricerca e l'Innovazione.
Ciò che mi appare, tuttavia, assai più preoccupante è che il combinato tra gli effetti della Recessione iniziata nel 2007 (al netto della prevista ripresa tendenziale) e il quadro di Inquinamento dell'affidamento dei contratti nelle Grandi Opere Pubbliche, porti all'attenzione dei decisori politici il tema della Corruzione, più o meno sistemica, come un argomento risolutivo, da giocarsi interamente sul piano della Prevenzione (ANAC) e della Vigilanza (AVCP).
A mio parere, questo atteggiamento, che è ben giustificato essenzialmente per l'effetto deleterio in termini reputazionali che alcune recenti indagini giudiziarie stanno, loro malgrado, suscitando presso le opinioni pubbliche e gli investitori di altri Paesi, rischia, ahimé, di condurre la riflessione su un livello inadeguato, perché, in definitiva, a mio parere, le supposte attività illecite denunciate dalla magistratura inquirente, non possono esclusivamente ascriversi alla attività di organizzazioni deliquenziali, ma rivelano come la natura del Mercato e del Settore sia profondamente inefficiente, come questi ultimi non abbiano sfruttato la congiuntura favorevole del precedente Ciclo Edilizio per operare una riconfigurazione strutturale.
Credo che il Comparto delle Costruzioni debba ora cercare, al di là di riscritture legislative in parte imposte dal recepimento delle Direttive Comunitarie, di proporre una Visione che riveli una Intelligenza di Sistema, che ponga al centro la rivisitazione del Prodotto Immobiliare e Infrastrutturale, la reinvenzione dell'Identità degli Operatori, la ristrutturazione dei Modelli Organizzativi, dei Processi Gestionali e dei Flussi Informativi.
E' opportuno, ritengo, che il Settore affianchi a ogni rivendicazione essenziale (merito di credito, semplificazione amministrativa, tempestivo pagamento, incentivazione fiscale, ecc.) una proposta originale che faciliti l'avverarsi delle misure auspicate.
In altri termini, ciò che esce umiliata è, anzitutto, la Dignità Industriale del Comparto, che non si può certo risolvere con il contrasto dei fenomeni corruttivi o con la legiferazione né che può indurre altri, con misure eclatanti di breve periodo, a restituire all'Italia una credibilità sul piano internazionale che si gioca sul medio termine.
Il Nostro Paese avrebbe, a mio avviso, grandi opportunità sui Mercati Internazionali se fosse in grado di favorire una Media Imprenditorialità oggi inesistente basata sulla Digitalizzazione dell'Economia, se fosse capace di dar vita a un Brand RehabItaly da spendere in connessione con l'Italian Life Style, se desse origine a una Commissione per la Riforma (e non per l'Inchiesta) attuabile al di fuori del contesto legislativo e all'interno delle prassi e delle culture.
Per fare ciò, il primo passo consiste nella Riqualificazione della Committenza Pubblica, nella Reinvenzione del Mercato Domestico attraverso la Domanda, che non può certo essere risolta con l'accentramento della funzione di Stazione Appaltante e di Amministrazione Concedente a poche realtà, senza che esse abbiano una competenza differente e specifica: a cominciare dal Building Information Modelling. Oppure dalla drastica riduzione e depotenziamento degli Organi di Tutela.
Ciò che serve è che il Governo Centrale e i Governi Regionali, assieme alla Rappresentanze Professionali, Imprenditoriali e Sindacali, oltre che al Sistema delle Università e degli Enti di Ricerca, varino una Strategia Industriale per il Settore delle Costruzioni, per l'Industria dell'Ambiente Costruito, anziché limitarsi a grandi misure di moralizzazione che, pur necessarie, non investono certamente le cause strutturali del Declino e non possono proporre soluzioni definitive alla Cultura Industriale, ma solo mitigare temporaneamente alcuni effetti della protesta sociale ed economica.

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