L'uso del CRC nella nuova Facoltà di Tecnologia ad Odense

ESPERIENZA DELLO STUDIO C.F. MØLLER
Lo Studio C.F. Møller, fondato nel 1924 da Christian Friederich Møller e Key Fischer, è uno degli studi professionali più importanti della Scandinavia. La sua sede principale è ad Aarhus in Danimarca; la sua attività copre un ampio spettro di competenze che vanno dalla pianificazione urbana al disegno industriale fino alla progettazione di componenti costruttivi.
Lo Studio C.F. Møller ha interpretato la modernità scandinava, ed in particolare danese, e ne ha espresso alcuni dei caratteri peculiari. In particolare, valori quali ‘semplicità’ o ‘funzionalità’, uniti a un solido senso pragmatico, hanno attraversato il loro operato e accompagnato le esigenze di una società, come quella danese, in forte cambiamento negli ultimi venti anni.
Il tema della sostenibilità, ad esempio, è centrale nelle politiche dello Studio, che ha avviato per primo un sistema ed un metodo di gestione ambientale (uniformandosi ad esempio, a partire dal 2009 alla norma internazionale ISO 14001).
Per quasi novanta anni, C.F. Møller Architects hanno contribuito a plasmare la società del welfare danese e nordico progettando opere pubbliche di grande rilevanza sociale e culturale quali ospedali, università, scuole, edifici di pubblica amministrazione, residenze, governandone spesso i master plan relativi e mantenendo costante l’ attenzione all'innovazione sociale attraverso l'architettura. Lo Studio si pone quindi in continuità con la tradizione del Moderno scandinavo con l'obiettivo di garantire, attraverso l’opera realizzata, un vero e proprio ponte verso il futuro mediante l'innovazione.
Per Anna Maria Indrio, partner dello Studio Møller, uno dei principali obiettivi dell’architettura è ancora oggi la sua durevolezza nel tempo. In questo concetto è contenuta anche la nozione di sostenibilità . Architettura durevole significa per la Indrio realizzare un’opera sostenibile nel tempo. Interpretando alla radice il termine di sostenibilità, significa anche ‘fare ciò che migliora le condizioni del presente senza compromettere quelle future’
Questi principi sono alla base di molti progetti dello Studio, tra cui il Darwin Center, realizzazione sperimentale nata come ampliamento del Natural History Museum a Londra.
In questo progetto il grande bozzolo centrale, sede dei laboratori del Museo, soprannominato "giant cocoon" per la sua forma, ha un forte carattere iconico e rappresenta per tecnologia e dimensioni una struttura unica nel panorama europeo. La doppia curvatura del bozzolo, che di fatto si configura come un guscio autoportante, ha richiesto non pochi accorgimenti tecnici per la sua realizzazione. La finitura esterna della superficie è a stucco lustro.

L'utilizzo di intonaco con polvere di marmo per il rivestimento associato ad una qualità di cemento spruzzato che ne aumenta prestazioni strutturali e capacità di coibentazione, accentua il carattere ‘classico’ della forma. La rastremazione verso il basso e la corrispondente dilatazione della massa al centro richiama l’enthasis della colonna ed al tempo stesso la enfatizza.
Questo approccio che lega sperimentazione, efficienza e significato architettonico della forma è ulteriormente sviluppato nel progetto per la nuova Facoltà di Tecnologia della Syd Dansk Universitet ad Odense, in Danimarca, tuttora in fase di realizzazione. Si tratta di un’opera che si inserisce in un contesto sociale e culturale di particolare interesse, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di innovazione tecnologica. La richiesta della Committenza, è stata quella di includere nel concept di progetto la sperimentazione dei materiali attuandola nel corso della sua realizzazione.



Figura 1. Visualizzazione facciata esterna del TEK - SDU di Odense

L' edificio si presenta come un prisma di vetro con rivestimenti simili ma differenti per quantità, allo scopo di ottimizzare la risposta al diverso orientamento.
La copertura ospita un elevato numero di pannelli solari, sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico della complessa costruzione. La doppia facciata, a rivestimento dei due livelli superiori dell’edificio, funziona da schermo solare ed é realizzata in pannelli prefabbricati di cemento fibro-rinforzato (CRC). All’interno di questa pelle esterna e là dove si è ritenuto necessario, sono state introdotte ulteriori schermature. Al piano terra un elemento murario opportunamente coibentato provvede a contenere sia la dispersione energetica che l’irraggiamento solare.
La Facoltà di tecnologia SDU si propone quindi di soddisfare i requisiti per la classe energetica più bassa della normativa edilizia danese vigente. Questo significa minimo consumo di energia, adeguato clima interno e utilizzo di materiali a basso impatto ambientale, in una prospettiva di un ciclo di vita durevole nel tempo.

Figura 2. Pannelli in CRC

La tecnologia del CRC (compact reinforced composite), adottata per il sistema di schermatura in facciata, forza le prestazioni tecniche in funzione di un’idea formale caratterizzante, che renda l’architettura un oggetto evidente e significativo nel contesto che l’accoglie.

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