Proposta di istruzioni tecniche operative per rilievo e diagnosi del quadro fessurativo

Considerata l’attenzione che il settore oggi riserva agli edifici esistenti e le indicazioni relative ai livelli di conoscenza imposte dalle recenti norme tecniche, si è sviluppata l’esigenza di standardizzare i processi di analisi e di prova.

In linea con tali esigenze, si propone un metodo operativo finalizzato al rilievo ed alla diagnosi dei quadri fessurativi che, sfruttando le ormai storiche indicazioni sullo studio delle lesioni, consenta di definire un metodo di lavoro di tipo deterministico.


Obiettivo del documento 

La presente istruzione è specifica per la procedura di rilievo e diagnosi del quadro fessurativo ed ha come scopo unificare l’approccio al problema onde conferire i dovuti parametri di oggettività e ripetibilità.

Il metodo di seguito proposto ricalca lo stile della procedura medica e di seguito se ne riassumono i punti salienti.

 

In medicina

Anamnesi: raccolta dalla voce diretta del paziente e/o dei suoi familiari (per esempio i genitori nel caso di un lattante o di un bambino), della storia clinica e di tutte quelle informazioni obiettive sullo stato di conformità o di deviazione dal modello fisiologico che possono aiutare il medico a indirizzarsi verso la diagnosi di una certa patologia.

Esame obiettivo: si intende l'insieme di manovre diagnostiche effettuate dal medico per verificare la presenza o assenza, nel paziente, dei segni (o sintomi obiettivi) indicativi di una deviazione dalla condizione di normalità fisiologica.

Il medico, dopo aver correttamente raccolto sintomi (sensazioni riferite dal paziente sulla sua condizione di salute), può cominciare a sospettare la presenza o assenza di determinate patologie e quindi orientarsi nel prescrivere gli accertamenti adeguati per giungere alla diagnosi.

Diagnosi: sulla base dell’esame obiettivo eseguito si formula una prima ipotesi diagnostica e si dispongono gli eventuali esami strumentali. Osservati gli esami strumentali si formula la diagnosi definitiva.

In ingegneria

Anamnesi: raccolta della storia “clinica” del manufatto con particolare attenzione all’evoluzione ed ai segni ed ai sintomi riferiti sia nei tempi recenti (da quando si è osservato il fenomeno), sia remoti (ovvero con riferimento alla memoria storica e/o progettuale di concepimento).

Esame obiettivo: Riscontro dello stato dei luoghi con evidenza della tipologia strutturale, dell’estensione e della qualità del quadro fessurativo, delle azioni esterne e del contesto urbano.

Il Tecnico, dopo aver rilevato i fenomeni fessurativi e di degrado (anche facendo riferimento ai racconti degli utenti ed alle documentazioni rinvenute) può “cominciare a sospettare la presenza o assenza di determinate patologie e quindi orientarsi nel prescrivere gli accertamenti adeguati per giungere alla diagnosi”.

Diagnosi: “sulla base dell’esame obiettivo eseguito si formula una prima ipotesi diagnostica e si dispongono gli eventuali esami strumentali. Osservati gli esami strumentali si formula la diagnosi definitiva”.

 

La normativa di riferimento

Non è disponibile alcuna normativa che schematizzi in modo diretto la procedura, ma è possibile dedurne le finalità dal NTC 2018 cap. 8 e relativa Circolare applicativa 7/2019 al cap. C8 .

Importanti riferimenti sono reperibili anche in circ. 633/ 2019 CSLLP – UNI pdr 56/19.

 

Modalità esecutive

Rilievo del manufatto edilizio (Anamnesi)

  • a) Si esegue un’indagine storica sul fabbricato acquisendo dati e documentazioni utili a definire la situazione attuale del fabbricato, delle trasformazioni subite e degli eventi sopportati (sisma, esplosioni, infiltrazioni, cedimenti fondali ecc.)
  • b) Si acquisiscono tutte le documentazioni grafiche ed i rilievi geometrici necessari a definire il fabbricato in ogni sua parte “cielo – terra” tematizzando le parti strutturali.
  • c) Si producono piante, prospetti e sezioni prospettiche utili al rilievo del quadro fessurativo.

 

Rilievo del quadro fessurativo (Esame Obiettivo)

  • a) Si ispezione il fabbricato “cielo – terra”.
  • b) Si disegnano sui rilievi in colore rosso le lesioni riscontrate in proporzione reale, avendo cura di riportare riferimenti geometrici utili o la misura delle lesioni.
  • c) Si riportano sui grafici gli impianti di carico e scarico delle acque che possono essere causa di infiltrazione o cedimento.

Di seguito un esempio applicativo di grafica su edificio in muratura

Rilievo del quadro fessurativo

 

La fase di diagnosi

Si classifica la lesione osservata facendo riferimento agli esempi “canonici di lesione” in base alla causa scatenante.

Lesione sub verticale da sisma

Lesione sub verticale da sisma

La lesione segue la direzione trasversale alla direttrice di trazione.


Quindi se la direttrice principale d’azione è a intensità alternata (caso prevalente) si otterrà sull’edificio un quadro fessurativo del tipo in figura. 

Lesione sub verticale da sisma

 

Lesione sub verticale da sisma su muratura e struttura in c.a.

 

Lesione sub verticale da cedimento 

Lesione sub verticale da cedimento

 

Anche in questo caso la lesione segue la direzione trasversale alla direttrice di trazione e si usa la seguente espressione:”la lesione guarda il cedimento”.

 la lesione segue la direzione trasversale alla direttrice di trazione

Si riporta di seguito (a titolo esemplificativo) il caso riscontrato in una struttura intelaiata. 

 

l’effetto del cedimento su tutto l’organismo strutturale

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Sommario dell'intero documento

  • 1) SCOPO
  • 2) NORMA DI RIFERIMENTO
  • 3) MODALITÀ ESECUTIVE
  • 3.1. Rilievo del manufatto edilizio (Anamnesi)
  • 3.2. Rilievo del quadro fessurativo (Esame Obiettivo)
  • 4) DIAGNOSI
  • 4.1. Lesione sub verticale da sisma
  • 4.2. Lesione sub verticale da cedimento
  • 4.3. Lesione verticale da schiacciamento
  • 4.4. Apertura a carciofo
  • 4.5. Classificazione grafica delle Lesioni
  • 4.6. Diagnosi delle lesioni