Partita IVA chiusa e compensi per lavoro autonomo: come fa il professionista a incassare?

Agenzia delle Entrate: la partita IVA non può essere chiusa in caso di adempimenti ancora pendenti relativi a operazioni attive e passive effettuate. La posizione deve rimanere attiva, quindi, fino a quando il professionista ha parcelle ancora da riscuotere e fatturare.


E' di sicuro interessa, la risposta 218/2022 dello scorso 26 aprile dell'Agenzia delle Entrate sul trattamento fiscale, ai fini delle imposte sul reddito, dei compensi per attività di lavoro autonomo professionale percepiti dopo la chiusura della partita IVA, in un periodo di imposta in cui il percipiente non è più fiscalmente residente in Italia.

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Il caso

L'Istante, avvocato iscritto all'AIRE dal mese di ottobre 2021, in seguito al proprio trasferimento all'estero avvenuto a dicembre 2021, ha chiuso la partita IVA. Successivamente, nel mese di gennaio 2022, il Tribunale di comunicava il deposito in cancelleria di un "decreto di liquidazione a difensore", avvenuto a dicembre 2021 e relativo ad una prestazione professionale conclusa nel 2014.

L'Istante fa presente che al momento della prestazione era regolarmente in possesso di una posizione fiscale e, pertanto, nella condizione di emettere regolare fattura.

 

Cessazione di attività professionale: come incassare i residui?

Le Entrate, in primis, ricordano che la cessazione dell'attività professionale, con conseguente cessazione della partita IVA, non può prescindere dalla conclusione di tutti gli adempimenti conseguenti alle operazioni attive e passive effettuate.

Pertanto, il professionista che non svolge più l'attività professionale non può cessare la partita IVA in presenza di corrispettivi per prestazioni rese in tale ambito ancora da fatturare ai propri clienti.

Dopo aver riepilogato i punti focali contenuti nelle circolari n. 11/E/2007 e 232/E/2009, il Fisco arriva al dunque, affermando che il professionista deve essere dotato di partita IVA al fine di garantire la definizione dei rapporti ancora pendenti successivamente alla cessazione dell'attività.

 

E il contratto di lavoro autonomo?

In merito al contratto di lavoro autonomo, oggetto del presente interpello, l'AdE ricorsa che esso è regolato, in generale, dall'articolo 2222 del codice civile, rubricato "Contratto d'opera", in base al quale si è in presenza di un contratto d'opera quando si ha un'obbligazione a compiere un'opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza che vi sia un vincolo di subordinazione, verso un corrispettivo.

Questi elementi devono essere presenti sia in caso di lavoro autonomo professionale che in mancanza di tale ultimo requisito e, quindi, in presenza di lavoro autonomo occasionale.

 

Come dichiarare i crediti maturati prima ma incassati dopo?

Con riferimento al quesito relativo alla modalità di documentazione e dichiarazione di crediti maturati in un'annualità in cui l' Istante era ancora fiscalmente residente in Italia e svolgeva in modo abituale attività di lavoro autonomo ma liquidati/incassati dopo il suo espatrio e la chiusura della sua partita IVA, si ritiene che la procedura corretta preveda, alternativamente, l'imputazione dei compensi che non abbiano ancora avuto manifestazione finanziaria al momento della chiusura della posizione IVA ai redditi relativi al 2021, ultimo anno di attività professionale, oppure il mantenimento della posizione IVA individuale fino all'ultimazione di tutte le operazioni fiscalmente rilevanti, secondo quanto previsto dalla prassi citata in precedenza, permettendo così l'emissione della fattura e la dichiarazione dei redditi nell'anno di imposta in cui si realizza l'incasso del credito, in applicazione del principio di cassa.

Nel presupposto che l'imputazione all'ultimo anno di attività dei crediti esigibili e non ancora riscossi derivanti dall'esercizio della professione in Italia non sia stata effettuata, non essendovene accenno in istanza, si ritiene che l'Istante, che ha impropriamente chiuso la propria partita IVA prima che fossero concluse tutte le attività ad essa connesse, dovrà procedere alla richiesta di riattivazione della propria posizione fiscale e, al momento dell'effettivo incasso dei singoli crediti, dovrà rendicontarli tramite l'emissione di una fattura per prestazione di lavoro autonomo e dichiararli come reddito professionale, utilizzando il modello Redditi Persone fisiche dell'anno di competenza.


LA RISPOSTA 218/2022 DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE E' SCARICABILE IN FORMATO PDF PREVIA REGISTRAZIONE AL PORTALE