Dalla riqualificazione energetica alla rigenerazione urbana: il ruolo delle facciate

In un momento storico dove si sta realizzando una vasta opera di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio c’è il rischio di una eccessiva standardizzazione dei progetti.

Per superare questo rischio il progettista deve considerare tutte le soluzioni tecnologiche disponibili focalizzandosi all’integrazione tra progetto architettonico ed energetico.

Lo scopo di questo approccio progettuale non è il miglioramento del singolo edificio ma contribuire alla rigenerazione urbana.


Siamo (finalmente) nell’epoca della riqualificazione energetica

Tutto il mondo è stato scosso dal COVID ed in tutto il mondo si è cercato un modo per rilanciare l’economia dopo una crisi senza precedenti. In Italia, tra le varie misure che sono state prese, il Superbonus per la riqualificazione energetica degli edifici è stato tra le più dirompenti.

Se nel passato gli interventi di puro efficientamento energetico erano relativamente rari, nel corso degli ultimi due anni c’è stato un notevole incremento di progetti e a seguire di realizzazioni. In particolare l’effetto del superbonus, almeno per la componente di progettazione, è stato più rilevante negli edifici condominiali. I condomini nell’epoca “ante-superbonus” erano infatti il fanalino di coda in termini di numero ed impatto degli interventi.

 

L’effetto del superbonus 110% sulla coibentazione degli edifici

Anche in relazione a come è strutturato il superbonus stesso, che prevede tra le due tipologie di interventi trainanti la coibentazione di almeno il 25% delle superfici disperdenti, negli ultimi due anni si è visto un fiorire di realizzazione di sistemi di isolamento “a cappotto”.

Questa è un’ottima notizia sul piano sia ambientale che economico. Non è questo lo spazio per parlare dei benefici che la coibentazione esterna può dare su immobili che ne sono privi, vogliamo invece in questo articolo fare una riflessione’ più ad ampio spettro.

 

Il rischio del progetto “in serie”

Alla luce di questa rivoluzione nel settore potrebbe sorgere spontanea una domanda: siamo sicuri che non ci siano controindicazioni? Non entriamo qui nel merito di possibili problemi legati al sovraccarico di lavoro per tecnici e imprese e nemmeno delle possibili frodi ai danni dello stato o della speculazione sui prezzi. Per controindicazioni intendiamo conseguenze negative sulla qualità degli edifici o del contesto urbano.

In altre parole la riflessione che vogliamo fare è relativa alle conseguenze che una massiccia riqualificazione votata solo alla riduzione dei consumi energetici potrebbe avere sulle nostre città.

Per meglio capirlo facciamo un piccolo passo indietro e guardiamo le nostre città come sono oggi. Nei nostri contesti urbani troviamo una stratificazione di tecnologie costruttive e linguaggi architettonici differenti, dovuti all’epoca di costruzione ed alle scelte compositive dei progettisti. Abbiamo immobili con semplice rivestimento in intonaco tinteggiato, finiture lapidee, klinker, varie grane di intonaco, fregi, cornici, etc.

Cosa succederebbe se invece un domani ci trovassimo con città dove tutti gli edifici sono “semplicemente” cappottati e magari, essendo realizzati in un brevissimo lasso di tempo, tutti tinteggiati con gli stessi “colori di moda”? Dietro al superbonus ed in generale agli interventi che spingono il mercato dell’edilizia mediante forti sussidi c’è il pericolo di interventi standardizzati e “copia/incolla”, che non considerano le specificità dell’edificio e del contesto.

Corriamo il rischio insomma di un certo appiattimento dei nostri contesti urbani in nome della sola funzionalità e rapidità di esecuzione. Non si tratta di osteggiare la riqualificazione energetica, semplicemente crediamo che vada portata avanti con la giusta visione.

 

L’importanza del progetto

Come traduciamo in modo più tecnico “fare le cose con la giusta visione”? Vuol dire in estrema sintesi progettare sfruttando tutti gli strumenti che si hanno a disposizione per portare avanti una riqualificazione che sia contestualmente energetica ed architettonica (meglio ancora se anche strutturale).

Non è detto che la semplice coibentazione esterna a capotto non possa assolvere a questo scopo: già con lo studio cromatico di facciata, elementi complementari come le lattonerie, i davanzali ed i parapetti si possono ottenere risultati interessanti.

Ci sono però varie tecnologie a disposizione dei progettisti che non possono essere scartate a priori solo perché richiedono uno sforzo progettuale e costruttivo superiore o perché non solo la soluzione più “consolidata” (sappiamo come il settore delle costuzioni sia spesso troppo conservatore).

Dal nostro punto di vista ci sono due tecnologie particolarmente interessanti perché assolvono contestualmente un “compito architettonico” ed uno energetico. Ci riferiamo alle schermature solari ed ai sistemi di facciata ventilata.

Entrambi i termini citati sono definizioni che al loro interno racchiudono mondi molto ampi. Sarebbe velleitario in questo articolo cercare di approfondire entrambi, vogliamo piuttosto fornire ai progettisti degli spunti per l’utilizzo di queste tecnologie nei loro progetti di riqualificazione energetica.

 

Dalla riqualificazione energetica alla rigenerazione urbana: focus sulle tecnologie per le facciateRender © GreenLab

 

Approcci progettuali e tecnologie costruttive per le facciate: schermature solari e facciate ventilate

Le schermature solari: la loro importanza crescente

Nella tradizione costruttiva del dopoguerra la schermatura solare come elemento tecnologico per la protezione dal surriscaldamento estivo di fatto è stata spesso trascurata o in alcuni casi totalmente ignorata. Ci si è quesi sempre limitati ad inserire tapparelle o ante con la funzione principale di garantire l’oscuramento notturno o con funzione anti-intrusione, dimenticando però  l’importanza della regolazione flessibile del flusso di luce. Per questo motivo sui balconi della penisola è stato un fiorire di tende da sole e veneziane più o meno efficaci nel controllare effettivamente l’apporto di luce e calore.

Ora che il surriscaldamento estivo è un problema sempre più rilevante acquisice maggiore importanza la necessità di installare schermature solari efficaci.

La gamma a disposizione è ampissima, passiamo dai più semplici tendaggi per esterni ai pannelli scorrevoli con doghe o ovalini ai brise soleil fissi e mobili ai sistemi integrati nella vetrata.

Alcuni di questi elementi possono andare a disegnare e caratterizzare la facciata stessa degli edifici rendendo così al meglio l’idea di integrazione tra progetto architettonico ed energetico.

 

schermature solari in architettura
Render © GreenLab

 

Riflessioni progettuali sulle schermature solari

Nella progettazione di elementi di schermatura solare ci sono alcune riflessioni che un progettista dovrebbe avere in mente per ottimizzare i benefici. Alcune domande da porsi potrebbero essere:

  • Ho bisogno di schermare solamente il serramento o devo garantire il comfrot anche di spazi esterni, come balconi e terrazze?
  • Che esposizione avrà la schermatura? In funzione dell’orientamento, le tipologie di schermatura hanno differente efficacia, tenerlo in considerazione in fase di progetto è fondamentale per garantire il raggiungimento dei risultati auspicati.
  • Come verranno movimentate le schermature? Preso atto del fatto che le esigenze di regolazione variano sia durante le stagioni dell’anno, che durante la giornata, in funzione del tipo di edificio e di schermatura potrebbe essere preferibile l’utilizzo di una movimentazione manuale o di una automatizzata.
  • Quanto risalto voglio dare dal punto di vista architettonico al sistema schermante? Potrei progettare edifici un cui le schermature sono puri elementi funzionali, che possono tendere a “sparire” nel contesto oppure decidere che queste saranno degli elementi architettonici caratterizzanti dal punto di vista compositivo della facciata.

Facciata ventilata e il ruolo progettuale del fornitore

Parlare di facciata ventilata per noi è un terreno scivoloso, ci sono progettisti che sono specializzati unicamente nel progetto delle facciate, mentre noi da progettisti specializzati nella riqualificazione energetica degli edifici siamo più degli “utilizzatori” della facciata. E questo è uno dei primi “scogli” che ci si trova ad affrontare quando si progetta un intervento con facciata ventilata: è imprescindibile uno stretto coordinamento e confronto con i fornitori del sistema. In base alla tipologia di sistema avrò limitazioni e possibilità differenti che solo con un progetto di dettaglio e in stretto confronto con il fornitore possono essere analizzate al meglio.

La complessità progettuale si accompagna anche alla ricerca della soluzione migliore dal punto di vista costi-benefici. Infatti, lo stesso sistema costruttivo ben progettato può portare a significativi risparmi sull’incidenza di costo al metro quadrato della stessa facciata. Si pensi all’incidenza degli sfridi, della sottostruttura in alluminio, al formato delle lastre di finitura ed al sistema di fissaggio. Forse anche per questi motivi oggi solo una piccola parte degli interventi sull’esistente prevedono un sistema di questo tipo.

 

Vantaggi energetici delle facciate ventilate

Quando si parla di facciata ventilata il primo pensiero va al suo ruolo di mitigazione del surriscaldamento estivo. Grazie al riscaldamento della superficie esterna si genera un moto convettivo nella camera d’aria tra isolante e finitura che contribuisce ad asportare il calore in eccesso. Per questo motivo facciate ventilate di colore scuro sono in genere più efficaci sotto questo aspetto: assorbendo maggiore calore si ottiene un aumentato gradiente termico e quindi una più efficace ventilazione.

I vantaggi non sono però limitati al solo periodo caldo dell’anno. In inverno “teoricamente” (cioè guardando il semplice calcolo della trasmittanza) l’effetto della facciata ventilata è essenzialmente trascurabile rispetto a quello dell’isolante termico. Ci sono tuttavia altri contributi meno immediati che le facciate ventilate possono dare anche nel periodo invernale. Ci riferiamo in particolare all’evacuazione dell’eventuale umidità che potrebbe formarsi nello strato isolante. Grazie alla ventilazione questa umidità può essere efficacemente rimossa e quindi si ottiene una migliore conservazione dell’isolante e di conseguenza un suo più efficiente funzionamento, dato che l’isolamento termico peggiora le proprie performance quando è in condizioni umide.

[...] Continua la lettura nel PDF allegato*.

L'articolo prosegue con un'analisi relativa alle scelte architettoniche da tenere in considerazione quando si opta per la tecnologia della facciata ventilata e i nodi critici da tenere in considerazione nel dettaglio del progetto.


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