Il senior living come laboratorio per nuove forme dell’abitare

DVision Architecture ha compiuto lo studio di fattibilità per la ristrutturazione e l'ampliamento di una residenza socio assistenziale con l'obiettivo di ripensare la struttura con le nuove esigenze dettate dalla pandemia.
Un ruolo importante lo ha giocato la capacità di utilizzo dei modelli digitali e DVA ha messo sul tavolo tutta la propria esperienza.


Una RSA da ripensare e ampliare secondo le nuove esigenze dettate dalla pandemia

Una residenza per la terza età, la nuova sfida di DVA. La Fondazione Gambara Tavelli di Verolanuova, ha affidato a DVision Architecture lo studio di fattibilità per la ristrutturazione e l’ampliamento dell’attuale residenza socio assistenziale di cui è proprietaria. La pandemia ha generato nuove esigenze anche per queste forme dell’abitare collettivo. L’erogazione dei servizi ai residenti e la necessità di incontro con gli ospiti, generano potenziali criticità in relazione ai movimenti interni e alle norme per il contenimento del contagio.

 

Il senior living come laboratorio per nuove forme dell’abitare

 

"Da qui l’esigenza di un nuovo programma che, da un lato consenta di ripensare i percorsi e i collegamenti tra le camere e i servizi, e dall’altro generi un nuovo volume che ospiterà gli incontri tra i residenti e gli esterni. Una funzione critica, ma altrettanto strategica, la possibilità degli ospiti di incontrare amici e parenti, di mantenere relazioni con il mondo esterno", racconta Armando Casella, co-founder di DVA. La sintesi verrà rappresentata dall’architettura, come elemento di mediazione tra il parco e l’edificio esistente.

Ancora una volta il Superbonus 110 sarà la leva economica per innescare questo processo virtuoso, per dare nuovi significati ad una declinazione dell’abitare e per riqualificare l’immagine di un edificio che si presenta oggi come il risultato di stratificazioni e ampliamenti nel tempo. "L’esperienza di DVA e la capacità di indagare forme dell’architettura attraverso i modelli digitali, saranno fondamentali per determinare e controllare fin da subito i budget a disposizione – sottolinea Casella - ideazione e concretezza, un’apparente contraddizione in termini per definire il processo di DVA per un’architettura verificabile e realizzabile sin dalle prime fasi di concept. Questo il valore aggiunto che possiamo portare".

 

Il rendering del progetto di DVA

 

Il progetto per l’ampliamento della fondazione Gambara Tavelli è quindi un presidio per la collettività del Comune bresciano. Un nuovo modo di dialogare con la comunità. "Su questa premessa, il nuovo ingresso istituisce il filtro tra la struttura sanitaria e il grande parco che la circonda. La struttura avrà un nuovo salone collettivo per le visite dei degenti della Rsa, reception e una piccola cappella votiva", spiega Lorenzo Brignoli, architetto di DVA.

"Il nuovo ingresso fa parte del disegno del “paesaggio” nel quale si erge la vecchia struttura sanitaria, il progetto è parte integrante di nuovi percorsi pedonali che generano una concatenazione di spazi aperti e chiusi con una composizione di forme similari tra loro. Il tema è il confronto tra la natura del parco e l’artificio di una nuova architettura. Sono argomenti dalla parvenza contrapposti che, se messi a sistema, formano una diade in comunione di intenti tra loro", precisa Brignoli.

 

SCHEDA TECNICA DEL PROGETTO

Luogo: Verolanuova (BS) 

Committente: Fondazione Gambara Tavelli

Timeline: 2021- in progress

SLP ampiamento: 500 mq

Incarico: studio di fattibilità

Team DVA: Alessandro Bonomi, Lorenzo Brignoli, Armando Casella, Fabio Casirati, Nicole Guerra, Simone Malgari, Laura Tomasoni, Michele Zamboni, Enzo Zagno

 

Infatti, il parco sfuma in una unica soluzione di continuità con la nuova architettura, e il tetto di questo nuovo volume sarà un tetto verde caratterizzato da uno studio botanico delle essenze. L’idea della copertura di questo nuovo edificio è quella di un tassello di giardino ad una quota rialzata dotato di una propria topografia, nei prospetti: da lontano si configura come un landmark, presidio fisso del territorio e da vicino, là dove si inflette la copertura, denota il punto di ingresso. Questo è qualificato da una grande piazza pedonale senza recinzioni: sarò lo stesso nuovo edificio a fungere da linea di confine: compatto per garantire la privacy verso le aree pubbliche; trasparente con grandi vetrate verso il parco ed il patio.

 

L'applicazione del frame metallico

 

Il progetto viene poi completato con un restyling delle facciate est e ovest dell’edificio esistente con l’applicazione di un frame metallico che funge da dispositivo bioclimatico. "Il frame sarà il supporto per essenze rampicanti che andranno a generare ombreggiamento e raffrescamento alle stanze dei degenti nei momenti più caldi e soleggiati della giornata", conclude l’architetto.

 


Il presente testo è un estratto dalla pubblicazione “Abitare la città. Il valore del progetto nel dialogo con la committenza” © 2021 DVA DVision Architecture Srl

Puoi scaricare il booklet integrale di DVA a questo LINK

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