Dieci suggerimenti per scegliere la Polizza RC Professionale

A quasi un anno dall’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo, scattato il 13 agosto del 2013, sono ancora molti i professionisti che non hanno stipulato una polizza di responsabilità civile professionale o che ne hanno in corso una non rispondente alla primaria esigenza di protezione del patrimonio personale e, al contempo, inadeguata alle nuove disposizioni normative che impongono la tutela del cliente dagli eventuali danni procurati nell’esercizio della professione, tutela che alcune polizze sono ben lungi dal garantire.
Dall’emanazione del decreto legge n.138 del 13/08/2011 (e della successiva legge di conversione n.148/2011) ad oggi, il mercato assicurativo delle polizze di Responsabilità Civile Professionale si è notevolmente modificato e, soprattutto nel ramo delle professioni tecniche, è stato progressivamente e inesorabilmente monopolizzato, anche per tramite delle convezioni nazionali, dalle polizze all risk di modello anglosassone e in particolare dalle polizze Lloyd’s di cui si è già avuto modo di trattare ampiamente negli scorsi articoli evidenziando la necessità di operare un’oculata scelta anche tra queste ultime.
In particolare nei numeri precedenti, sono stati evidenziati i diversi aspetti da considerare per la valutazione e la scelta di una polizza Rc professionale che permettano di evitare spiacevoli sorprese in caso di sinistro, aspetti che, in questo articolo saranno riassunti in una sorta di decalogo della “buona polizza”.
Ecco allora 10 suggerimenti da tenere in considerazione:

1) Optare innanzitutto per una polizza “all risk” piuttosto che per una classica polizza a “rischi nominati”: nelle polizze “all risk” infatti la copertura è estesa a “tutto il rischio” relativo all’attività professionale svolta, ad eccezione solo di quanto espressamente escluso, mentre nelle polizze a “rischi nominati “ le garanzie oggetto di copertura sono solo quelle espressamente e nominalmente indicate nel testo di polizza, con evidente e indiscusso vantaggio, anche solo per questa impostazione di base, delle prime rispetto alle seconde. Poiché però, soprattutto con la recente evoluzione del mercato assicurativo, non è sempre così netta la distinzione tra le due tipologie è bene accertarsi che il testo di polizza precisi il tipo di copertura “all risk”, facendo attenzione a distinguere il testo di polizza vero e proprio dal “fascicolo informativo” e dalle schede riassuntive delle caratteristiche di copertura utilizzate per la pubblicizzazione del prodotto che, a differenza del testo di polizza, non hanno valore contrattuale.

2) Assicurarsi che la polizza conceda la retroattività illimitata già compresa nei premi base pubblicizzati e, soprattutto, indipendente dalle precedenti coperture assicurative e/o dalla continuità e durata delle stesse. Una retroattività che copra tutto il pregresso dell’attività libero professionale dell’assicurato, infatti, è troppo importante per rischiare che la stessa venga concessa solo sulla base di un’autocertificazione del professionista relativa alla retroattività della precedente polizza o al numero di anni di copertura assicurativa continuativa pregressa, anche e soprattutto perché non è sempre facile individuare con esattezza la retroattività della precedente polizza o esser certi, in tutta buona fede, che non vi sia mai stata discontinuità, anche di un solo giorno, tra un rinnovo e l’altro.

3) Verificare che la polizza non preveda alcuno scoperto, ovvero che nessun importo percentuale del danno rimanga a carico dell’assicurato in caso di sinsitro liquidabile ai sensi di polizza: gli scoperti infatti sono molto pericolosi in quanto, essendo espressi in termini percentuali, non sono quantificabili a priori e, nel caso in cui non sia fissato un importo massimo, l’assicurato rischia, in caso di grossi sinistri, di dover sborsare di tasca propria cifre molto ingenti, che possono essere anche dell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Le polizze a rischi nominati hanno spesso scoperti riferiti a singole garanzie “disseminati” all’interno del testo di polizza. Nelle polizze all risk Lloyd’s, invece, si possono trovare scoperti (che possono essere anche al 20% senza massimo) solo nella clausola cosiddetta “continuous cover”che, quindi, è opportuno leggere con particolare attenzione.

4) Accertare che siano incluse tutte le tipologie di danni ovvero i danni corporali, i danni materiali, i danni patrimoniali e i danni non patrimoniali e che la definizione dei danni patrimoniali e non patrimoniali includa anche i danni indiretti o consequenziali ovvero i danni che siano conseguenza di danni materiali e corporali. Particolare attenzione va posta alla precisazione della copertura dei danni non patrimoniali quali il danno morale, biologico, psicologico, psichico ecc. in quanto, soprattutto negli ultimi tempi, sono spesso oggetto di richieste di risarcimento parallelamente o come conseguenza di altre tipologie di danno e, purtroppo, altrettanto spesso sono riconosciuti e liquidati in sede giudiziale, come confermano diverse sentenze della Cassazione.

5) Verificare una ad una le esclusioni previste dalla polizza: le esclusioni non dovrebbero riguardare nessuna tipologia di attività professionale e nessuna tipologia di opera (in alcuni casi invece, anche nelle polizze all risk, vengono esclusi, per esempio, i danni derivanti da attività professionali, compresa la consulenza, finalizzate alla concessione di finanziamenti, i danni alle produzioni agricole derivanti da consulenze tecnico economiche nel settore dell’agricoltura, il danno ambientale ed altri ancora).

6) Verificare che non via nessun sottolimite di indennizzo e quindi che il massimale di polizza scelto in fase di stipula risponda per intero per qualsiasi richiesta di risarcimento possa essere avanzata all’assicurato per responsabilità professionale.

7) Controllare la modalità di gestione dei sinistri: l’assicurato deve poter mantenere il diritto di gestire la vertenza di danno personalmente con il proprio legale e tecnico di fiducia e le relative spese devono essere coperte dalla polizza e anticipate in corso di causa. Attenzione quindi alle polizze che prevedono la facoltà per gli assicuratori di assumere la gestione della difesa, in qualsiasi momento e finché la compagnia ne abbia interesse, sia in sede giudiziale che extragiudiziale, sostituendosi in tutti i diritti spettanti all’assicurato e non riconoscendo spese per tecnici e legali che non siano designati dalla compagnia stessa. Verificare anche i tempi per la denuncia dei sinistri: almeno 30gg sono indispensabili per non correre il rischio della perdita del diritto all’indennizzo o di una riduzione del risarcimento in caso di ritardata denuncia

8) Controllare che sia inclusa la “responsabilità solidale” ovvero che in caso di condanna in solido in sede giudiziale, sia coperta sia la quota di responsabilità diretta dell’assicurato sia quella che eventualmente gli derivasse, per effetto della condanna in solido, dall’insolvenza e/o fallimento di altri condannati.

9) Valutare attentamente le condizioni di copertura previste dai premi base pubblicizzati perché spesso sono riferiti a condizioni restrittive di copertura quali ad esempio una retroattività limitata o condizionata alle precedenti coperture assicurative, l’esclusione delle cosiddette “opere ad alto rischio”, la previsione di un valore massimo delle opere, una franchigia base elevata ecc

10) Scegliere un intermediario assicurativo specializzato nei rischi professionali perché, come abbiamo avuto modo di evidenziare, le polizze sono tutt’altro che semplici e quindi la consulenza di un esperto che illustri i contenuti, le caratteristiche e i limiti dei vari prodotti e che consigli e supporti il cliente nella scelta e nella successiva gestione della polizza (anche in caso di sinistro) è davvero fondamentale. Una consulenza ben fatta può davvero fare la differenza per cui ricorrere a polizze “fai da te” completamente on line è assolutamente sconsigliabile.

Ovviamente il presente decalogo non ha la pretesa di essere esaustivo: come più volte sottolineato, gli aspetti da valutare attentamente sono davvero tanti, ma i 10 punti sopra elencati posso costituire la base da cui partire per la scelta di una buona polizza RC professionale.