Posa di rivestimenti in resina su pavimenti esistenti in ceramica

Quando si decide di ristrutturare casa e dare nuova vita al pavimento, una strada alternativa alla demolizione e sostituzione della pavimentazione è quella di applicare un rivestimento in resina sul supporto esistente.


Perché scegliere un pavimento in resina

Nelle abitazioni private, o in ufficio, così come in uno showroom, avere oggi un pavimento in resina rappresenta una scelta sicuramente originale e alla moda che non dipende solo dalla necessità di andare a coprire un vecchio pavimento senza eseguire interventi di demolizione. Infatti, i fattori che spingono nella scelta di un rivestimento in resina sono molti e cercheremo di spiegarli sinteticamente qui di seguito.

Innanzitutto, scegliere di applicare un pavimento in resina significa avere una superficie liscia e senza soluzione di continuità. Parliamo quindi di un rivestimento moderno, dal gusto spiccatamente metropolitano e contemporaneo, che ben si adatta ad appartamenti, loft e open-space.

Scegliere di utilizzare la resina per rivestire le superfici interne significa imprimere una scelta decorativa per l’ambiente a cui è destinata. La finitura finale, infatti, può essere liscia o ruvida, lucida o opaca, ed altamente personalizzabile, considerato il fatto che all’interno del rivestimento possono essere inglobati anche aggregati di varia forma, natura e colore.

L'utilizzo della resina come rivestimento in contesti residenziali tutto sommato ha una storia piuttosto recente. Fu infatti a partire dai tardi anni ’90 che si iniziò a farne un uso sempre più frequente per scopi decorativi.

 

Cos’è un sistema resinoso

Il termine “sistema resinoso” viene utilizzato per indicare specificità tipiche del processo realizzativo. Mi spiego meglio, con il termine ‘sistema’ si fa riferimento al processo realizzativo in sé che nasce da un’attenta analisi e valutazione delle esigenze del committente e dalle modalità operative specifiche per la realizzazione dell’intervento, ovvero la posa di uno o più strati di prodotti, in sequenza e modalità applicative ben specifiche. L’obiettivo è quello di garantire un risultato finale ottimale e rispondente allo scopo e alle necessità previste.

Un sistema resinoso è un composto di leganti sintetici e inerti speciali all’interno del quale possono essere miscelati filler o leganti idraulici tipo il cemento, eventuali pigmenti o diluenti o acqua, cariche speciali e specifici additivi, a seconda dalla funzione d'uso e della destinazione del rivestimento.

 

Cambiare look al pavimento esistente con la resina: pro e contro

In genere i sistemi resinosi possono essere applicati su gran parte dei supporti tipici degli ambienti abitativi; ad esempio, vecchie piastrelle ceramiche o pietre naturali, calcestruzzo, legno, metallo o, nel caso di ristrutturazione che prevedano il rifacimento totale del pavimento, massetti cementizi o di anidrite, anche riscaldanti, e livellanti cementizi. Per ciò che riguarda invece i vecchi rivestimenti tessili, o in PVC o linoleum, deve essere fatta una valutazione approfondita caso per caso.


Avvertenza: alcuni supporti richiedono maggiori attenzioni rispetto ad altri

"Per le piastrelle è vitale assicurarsi che siano saldamente ancorate al loro sottofondo, o per rivestimenti in legno ci si deve assicurare che non possano subire deformazioni dimensionali importanti. L’applicazione di un sistema resinoso non può infatti prescindere dall’avere un supporto dotato di minime resistenze meccaniche, stabilità, coesione in tutti gli strati che lo compongono e idoneità in genere alle sollecitazioni cui sarà sottoposto una volta in esercizio. Particolare attenzione deve essere riservata al trattamento preliminare di preparazione della superficie da trattare che deve essere eseguito poco prima della posa dei materiali e che verrà scelto in funzione del tipo e delle condizioni del supporto da trattare e della natura e stratigrafia dei materiali da applicare."

Andrea Invernizzi – Coordinatore comitato tecnico resine di CONPAVIPER



In merito ai vantaggi che si possono ottenere nel riqualificare il vecchio pavimento esistente in ceramica con sistemi resinosi, possiamo dire che:

  • I rivestimenti in resina sono caratterizzati da un basso spessore di applicazione;

  • Permettono di realizzare una superficie continua, liscia e igienica, in quanto priva di fughe;

  • Tempi di realizzazione rapidi;

  • Si tratta di superfici versatili – si adattano a differenti ambienti e contesti - e offrono un’ampia possibilità di personalizzazione;

  • Permettono una posa senza interventi demolizione;

  • La posa è consentita anche in verticale, questo ci permette di applicare contemporaneamente il sistema resinoso su tutte le superfici dell’ambiente;

  • L’utilizzo di sistemi resinosi implica una riduzione dei volumi e dei pesi dei materiali da utilizzare in cantiere;

  • Soprattutto nell’ambito della ristrutturazione, il peso della pavimentazione può diventare un fattore di una certa importanza. Nel caso dei sistemi resinosi il peso della pavimentazione è notevolmente ridotto;

  • Infine, i materiali con cui sono costituiti i sistemi resinosi, se correttamente applicati e induriti, non sono pericolosi per la salute umana.

I sistemi resinosi posso essere applicati anche su pavimenti con impianto radiante. La resina essendo elastica, sottile e resistente, non rappresenta una barriera per questa tipologia di impianti in quanto favorisce il passaggio del calore.

Di contro, rivestire un pavimento esistente con la resina porta con sé anche alcune problematiche, che comunque possono essere superate se ci si affida a professionisti esperti:

  • Nel caso di applicazione di sistemi resinosi a basso spessore o lisci autolivellanti su piastrelle, potrebbero essere visibili i segni delle fughe del pavimento sottostante.

  • L’aspetto del sistema resinoso applicato a parete potrebbe leggermente differire da quello applicato a pavimentazione, anche se si utilizzano gli stessi materiali e la stessa tecnica di posa.

  • Nonostante i tempi di applicazione dei rivestimenti in resina siano rapidi, nell’ambito della ristrutturazione sono spesso coinvolti tecnici e applicatori che svolgono operazioni diverse, spesso strettamente legate e conseguenti l’una all’altra. I sistemi resinosi decorativi devono essere realizzati quando in cantiere, o almeno sull’area da trattare, c’è solo l’impresa di posa specializzata, garantendo in tali situazioni rapidità di esecuzione e qualità del risultato finale.

 

Preparazione superficie di posa dei pavimenti in resina: cosa ci dice la normativa di riferimento

In Italia i sistemi resinosi, sia ad uso industriale che decorativo e sia per superfici orizzontali che verticali, sono ben descritti e specificati dalla norma UNI 10966, aggiornata nel 2021, che fornisce molte informazioni utili e importanti per il progettista, l’applicatore e l’utente finale.

Superfici esistenti particolarmente dure, come un rivestimento in piastrelle di ceramica o di pietre naturali, necessitano di un trattamento aggressivo che sia in grado di irruvidirne leggermente la superficie per poter garantire una perfetta adesione del sistema resinoso.

Per questo particolare ambito, la normativa suggerisce di trattare le superfici esistenti mediante levigatura con mole diamantate oppure mediante pallinatura, senza escludere l’uso combinato di entrambi i trattamenti

La posa della resina su piastrelle di ceramica, o elementi lapidei esistenti, deve essere preceduta da un’accurata verifica dell’adesione delle piastrelle al loro sopporto. Va da sé che le piastrelle non aderenti debbano essere rimosse o sostituite e che eventuali spazi di vuoto debbano essere riempiti con prodotti compatibili sia con lo strato di posa esistente che con il sistema resinoso prescelto.

I trattamenti di preparazione utilizzati sulle piastrelle a pavimento per irruvidire la loro superficie e consentire l’idonea posa del sistema resinoso, sono:

  • Levigatura o molatura: si tratta di un'operazione di preparazione della superficie che si ottiene mediante un’azione di abrasione. È un trattamento che si esegue con macchine a rotazione (su asse verticale) predisposte per essere utilizzate con idonei sistemi di aspirazione. Questa operazione si può effettuare con macchinari monodisco o planetarie (a più dischi controrotanti). La possibilità di ottenere una superficie di ruvidità uniforme rende queste tecnologie ideali per la preparazione della superficie esistente in vista dell’applicazione di sistemi resinosi a basso spessore. Questa operazione può essere eseguita anche con attrezzature che possono lavorare a 240 V con corrente bifase, ideale nei contesti residenziali.

  • Pallinatura: è un processo di abrasione meccanico – tipo sabbiatura – che si realizza mediante apposita attrezzatura utilizzando un getto di materiale a base di graniglia metallica. Le attrezzature predisposte per questa operazione provvedono poi a separare il materiale abrasivo, che torna in circolo, dalle polveri e materiali di risulta che vengono convogliati in appositi contenitori. Il profilo di irruvidimento della superficie è determinato dalla dimensione della graniglia impiegata, dalla quantità proiettata sulle superficie e dalla velocità di avanzamento del macchinario, e viene scelto in funzione dello stato della superficie e dello spessore del sistema resinoso da applicare. Questo tipo di trattamento è consentito anche in corrispondenza di crepe, cavillature, giunti, fughe di piastrelle e dislivelli.

Su superfici molto dure, come appunto il gres e il klinker, è possibile intervenire con entrambe le tecnologie in abbinamento. Questa ‘operazione combinata’ abbina la buona preparazione della superficie delle piastrelle dovuta al trattamento di levigatura con dischi diamantati a un buon irruvidimento di tutta la superficie, consentendo una profonda pulizia delle fughe tra le piastrelle dovuta al trattamento di pallinatura.

Si ricorda che il tipo di preparazione – levigatura o pallinatura - di supporti ceramici, o pietre naturali, viene scelto in funzione della tipologia di sistema resinoso che sarà applicato.

Quando si applicano sistemi resinosi in basso spessore o lisci e autolivellanti su piastrelle, è possibile che permangono segni visibili delle fughe sottostanti. Per evitare il problema è opportuno applicare uno o più strati preliminari di rasatura e/o livellamento, oltre a quelli già previsti dal ciclo del sistema resinoso, in cui è possibile annegare anche una rete in fibra di vetro o sintetica.

Applicare uno strato di armatura nel sistema resinoso, costituito da rete o foglio di tessuto-non-tessuto di materiale sintetico o vetro, eventualmente a filo continuo, completamente annegato in uno più strati del formulato resinoso, permette di controllare e ridurre l’entità di eventuali danneggiamenti che il sistema resinoso potrebbe subire nel caso si verificassero deformazioni del supporto di posa. In genere, l’aggiunta di una rete in fibra di vetro o sintetica è consigliata se il supporto presenta fessure, fughe, giunzioni di diverse tipologie di materiali.

In presenza di difetti di planarità del supporto che superano le tolleranze specificate in fase di progetto deve essere eseguita la posa di strati di livellamento e/o compensazione per raggiungere il livello di planarità richiesto. Per lo scopo devono essere impiegati prodotti compatibili sia con lo strato di posa esistente che con il successivo sistema resinoso.

 

Quale tipologia di rivestimento resinoso scegliere?

Generalmente per ambienti residenziali la scelta del sistema resinoso ricade sui cosiddetti sistemi resinosi decorativi. Oltre alle loro proprietà di durabilità e resistenza, sono particolarmente scelti per l’alta valenza estetica offerta dell’effetto finale dato alla superficie. Il ciclo di posa dei sistemi decorativi varia a seconda della natura del formulato resinoso che viene impiegato e dall’effetto decorativo che si vuole ottenere.

Gli spessori applicati possono variare da un minimo di 1,5 mm a spessori maggiori, quest’ultimi stabiliti dal produttore a seconda della tipologia di sistema scelto.

Si possono avere effetti estetici molto diversi - a riguardo suggerisco la lettura a questo approfondimento LINK - e che l’effetto finale può essere influenzato, oltre dalla tipologia di materiale impiegato e dal ciclo di posa, anche dalla manualità dell’applicatore che esegue l’opera. La norma UNI 10966 riporta nel dettaglio quelli che sono i fattori che influenzano l’effetto estetico finale - a riguardo di veda il punto 8.12 - e i criteri dei limiti di accettazione degli inestetismi superficiali - si veda il punto 9.2 della norma.

Per garantire durabilità al sistema resinoso è necessario eseguire una accurata e adeguata manutenzione e pulizia delle superfici. Si deve inoltre tenere conto del fatto che la normale usura della superficie in resina, dovuta al suo utilizzo, può modificare il suo grado di lucentezza, presentare graffi o modificarne sensibilmente l’aspetto, anche in modo non uniforme, nelle aree soggette a maggiore usura o sollecitazione.


Oggi il mercato dei sistemi resinosi offre un’ampia gamma di prodotti e il relativo know-how, ma può anche informare e fornire consulenze, mostrare referenze, prestare manodopera specializzata e monitorare i lavori eseguiti nel loro percorso di un corretto programma di manutenzione, necessaria come qualsiasi elemento costruttivo, che ne manterrà l’aspetto e la funzionalità sempre ai massimi livelli.

Andrea Invernizzi – Coordinatore comitato tecnico resine di CONPAVIPER