Casa domotica o casa smart: che differenza c'è?

Una casa smart per un alto livello di comfort e un maggiore risparmio energetico: sensori, attuatori e hub centralizzato aiutano a controllare i dispositivi intelligenti anche da remoto, ma se parlassero tra loro? Un sistema articolato per una casa domotica.


Edifici intelligenti: la complessità dipende dalla destinazione d'uso 

Ad oggi, soprattutto grazie alle detrazioni per le ristrutturazioni si parla di sistemi smart, domotici o di gestione digitalizzata dell’edificio, ma qual è la differenza e soprattutto come scegliere la migliore soluzione?

Anzitutto va fatta una distinzione rispetto alla destinazione d’uso degli edifici, la quale porta inevitabilmente ad un diverso approccio comportamentale dell’utente.

Un edificio dedicato ad uso terziario, uffici o industriale potrebbe richiedere una gestione articolata, complessa, di tutti i sistemi al suo interno. Per questo la richiesta di efficienza di gestione – controllo dell’illuminazione, riscaldamento, condizionamento, sistemi di sicurezza, etc – è sicuramente superiore a quella di un’abitazione privata.

Ecco, quindi, che un edifico intelligente potrebbe arrivare a gestire duemila segnali provenienti da sensori distribuiti nelle sue strutture mentre in un’abitazione non si troveranno più di una cinquantina di sensori.

 

Casa domotica o casa smart

Un ulteriore distinzione è anche, si diceva, di approccio dell’utenza. La medesima persona al lavoro avrà più attenzione al proprio comfort a dispetto del risparmio energetico, ma per la propria abitazione oltre al comfort è importante anche il risparmio economico, a volte anche a discapito del benessere.

Per questo la domotica è sicuramente rilevante quando si vuole intraprendere un percorso di risparmio energetico. Per spiegare meglio questo percorso va anzitutto fatta una precisazione: qual è la differenza tra un edificio domotico e uno intelligente?

 

  • un edificio domotico è quello dotato di automazione per avvicinarlo al concetto di edificio intelligente.

  • un edificio intelligente è una struttura dotata di automatismi raggruppati in base alla loro funzione e in grado di comunicare in modo interattivo tra loro e con gli utenti attraverso un sistema tecnico-informatico. Un nucleo informatico coordina e controlla tutti i sistemi al fine di migliorare la qualità della vita degli utenti riducendo il lavoro domestico, aumentandone la sicurezza, razionalizzando i diversi consumi e ottimizzando le risorse.

 

Casa domotica o casa smart: che differenza c'è?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay 

Ad oggi, dove la cultura tecnologica è cambiata, investendo larghe fasce della popolazione, la domotica non è più solo “accendere le luci con il cellulare”, ma si è avvicinata molto al concetto di smart, ovvero un sistema complesso di elementi in interazione tra loro, a formare una vera infrastruttura.

Perché l’infrastruttura domotica si possa definire tale deve eseguire un’azione in modo automatico a fronte del presentarsi di un evento, ma per fare ciò ogni elemento dell’infrastruttura deve parlare con gli strumenti di gestione finale, ovvero sensore, attuatore e dispositivo devono essere in grado di comunicare tra loro e mettere in atto azioni, possibilmente passando prima per un HUB o centrale di automazione, che funge sostanzialmente da cervello dell’infrastruttura.

 

Approccio smart e risparmio energetico

Sicuramente la parte realmente interessante di una casa domotica è la possibilità di renderla smart mettendo in collegamento i diversi sensori e dispositivi in modo da concorrere al medesimo obiettivo, come ad esempio il risparmio energetico.

Sicuramente poter controllare dal luogo di lavoro l’accensione del riscaldamento, ad esempio, un’ora prima di tornare a casa per trovare l’abitazione calda è un vantaggio che porta sicuramente ad un elevato stato di comfort dopo una giornata lavorativa; ma pensate piuttosto ad un sistema integrato che alza o abbassa i sistemi di oscuramento per massimizzare gli apporti gratuiti del sole nelle ore diurne, o abbattere le perdite per trasmittanza nelle ore notturne, nel periodo invernale, migliorando così la gestione della temperatura indoor, accendendo poi solo in seguito, dopo aver valutato la temperatura raggiunta, il riscaldamento (stesso comportamento poi per il regime estivo accendendo il condizionatore ed azionando i sistemi di ombreggiamento).

Quest’ultimo esempio racchiude in sé proprio la differenza tra approccio smart e approccio domotico.

Per accendere o spegnere il riscaldamento è sufficiente un termostato, dispositivo domotico, contemporaneamente sensore e attuatore, ma se si pone in comunicazione il termostato con una centrale di automazione, alla quale pervengono anche le informazioni dei fotosensori e la risposta dei sistemi di oscuramento, allora avrò un sistema smart.

Questo è solo uno degli esempi di Casa Intelligente, che non è un principio fine a sé stesso, ma piuttosto una reale opportunità di risparmio energetico e benessere.

Come scritto in precedenza oggi le possibilità di rendere la propria casa smart sono varie, sul mercato esistono diverse soluzioni che permettono anche il “fai da te” a costi tutto sommato accettabili e comunque oggetto di detrazione (dal 65% al superbonus 110%), per questo l’applicazione della domotica e di un approccio smart sono in forte crescita: secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano nel 2021 ha superato i livelli pre-pandemia. La crescita sul 2020 è stata de 29%, in parte rallentata dalla carenza di alcune materie prime importanti per lo sviluppo delle tecnologie tipiche del mercato.

Nonostante questo rallentamento si può sicuramente affermare che ad oggi c’è maggiore consapevolezza da parte dell’utente e per questo anche una spinta propulsiva all’uso di sistemi smart, domotici e applicazione dell’Internet of Things.

 

A che punto è la tecnologia

Al giorno d’oggi la tecnologia presente sul mercato permette varie soluzioni, alcune più conosciute, come la regolazione di scenari di illuminazione, arltri meno come la tecnologia Whirlpool, dove la lavatrice dialoga con l’asciugatrice, grazie al supercomputer Watson e IBM, informandola sulla tipologia di carico di biancheria attesa e sul programma ottimale da utilizzare.

Il punto non è tanto quanta tecnologia esiste ma piuttosto se questa è adattabile al patrimonio costruito giunto fino a noi. Una alta percentuale dei nostri fabbricati sono vetusti altri sono storici, in pochi sono costruiti ex novo; pertanto, serve lavorare con sistemi che si adeguino alle esigenze: ristrutturazione o nuova costruzione.

Nel primo caso per rendere "smart" una o più stanze basta solo sostituire i dispositivi tradizionali con quelli connessi, si necessita quindi di una connessione internet e di un gateway che fa da ponte tra i dispositivi ed il nostro smartphone, tramite Wi-Fi.

Mentre se parliamo di edifici di nuova costruzione o soggetti a ristrutturazione pesante possiamo pensare di inserire una centralina di comando, chiamata anche HUB, a cui tutti i dispositivi della casa sono fisicamente collegati.

Nel primo caso i sistemi sfruttano la rete Wi-Fi e radio minimizzando gli interventi murari per il cablaggio, mentre nel secondo caso si ha un sistema cablato digitale che integra tutte le funzioni dell’abitazione.

La funzione di un impianto domotico si basa su caratteristiche ben precise quali la facilità di utilizzo, l’affidabilità, il risparmio energetico e l’automazione. Quando si parla di automazioni, il funzionamento della domotica è tale da consentire la totale gestione di apparecchi elettronici.

Con la domotica scompare il semplice interruttore manuale che viene rimpiazzato dal sistema elettronico, dal sensore, dall’attuatore o da un sistema gestionale di altro genere. 

Oggi è possibile attivare questo complesso sistema anche vocalmente. Ce lo dimostra il progetto europeo LISTENHorizon2020, il cui obiettivo principale è progettare e implementare un sistema completo, che includa sia i componenti software che hardware, consentendo l’accesso vocale a mani libere con ampio vocabolario alle applicazioni Internet nelle smart home. Ciò consentirebbe agli utenti di avere il controllo naturale (vale a dire, utilizzando la propria voce) delle funzionalità abilitate al web della casa intelligente (ad es., ricerca web, dettatura e-mail, accesso ai social network). Altrettanto importante è un funzionamento del sistema a mani libere dell'interfaccia vocale: gli utenti non dovranno girarsi verso un microfono o un altro dispositivo, né indossare una cuffia.

Ricordiamo che il progetto è del 2016, in sei anni tale tecnologia è progredita molto, ormai una alta percentuale di utenza ha piccoli sistemi da comandare vocalmente (alexa, google, etc.) ma la vera sfida è connettere tali sistemi ad un hub e tutte le funzioni della casa alla centralina per una veloce gestione, anche solo della lavatrice.

 

Soluzioni dal mercato

Tra le possibilità di rendere la propria casa domotica o smart, in base a se si sta effettuando una ristrutturazione importante, un progetto ex novo o se semplicemente si agisce su un edificio già costruito e non si vuole incappare in lavori invasivi, troviamo sicuramente i sistemi BiTicino. La società, infatti, presenta due sistemi ben distinti, uno dove basterà avere una connessione internet ed il proprio smartphone, al quale andranno connessi i diversi oggetti. Per fare funzionare il tutto si aggiunge poi un gateway, cuore dell’impianto smart e che funge da ponte tra i dispositivi e le app dello smartphone. A tale Gateway si possono poi collegare i sistemi chiamati Living Now (prima linea di placche che nasce connessa) e Livinglight with Netatmo, interruttori e prese dedicate che hanno le stesse dimensioni delle tradizionali ma sono dotate di un sistema radio che permette di connettersi con Gateway.

Se si desidera controllare la propria casa via App l’installatore realizzerà questa configurazione collegando tutti i dispositivi connessi all’App, creando gli scenari e gli ambienti della casa (es. cucina) con i loro dispositivi.

Questo sistema permette di avere il controllo di diversi scenari di illuminazione a altri dispositivi come termostato e citofono pressoché senza opere murarie, ma solo con un investimento relativo per le placche innovative.

Un altro sistema interessante firmato sempre BiTicino è il sistema MyHOME, che grazie all’analisi dei profili di consumo può individuare un malfunzionamento o un'abitudine errata, nonché un sostanziale risparmio energetico.

Per MyHOME l’ideale sarebbe basarsi sul cablaggio fisico digitale, tutti i dispositivi sono infatti collegati ad un quadro domotico, per questo è la scelta migliore in caso di nuove case o ristrutturazioni che richiedono interventi murari e quando si desidera avere tutte le funzioni integrate. È bene richiedere all’elettricista la programmazione dei profili dell’utenza, avere un sistema di riscaldamento a zona a cui collegare poi un termostato per ciascuna zona, l’illuminazione degli ambienti, la gestione delle tapparelle, antifurto, etc.

Il sistema cablato permette quindi l’integrazione di prodotti da terze parti e controllo da remoto.

Un altro sistema, a costi particolarmente convenienti, ma che si occupa prettamente di energetica, è Smart-Dom di Smart Domotics: si installa in modalità non invasiva nel quadro elettrico generale di un edificio, nuovo o di vecchia costruzione, con dimensioni contenute.

È in grado di affrontare il risparmio energetico in tutti gli ambiti contemporaneamente: elettricità, riscaldamento, illuminazione e fonti rinnovabili. Ha una connessione di rete sfruttabile con internet per configurare le funzioni attraverso il browser di PC-tablet-App mobile.

I dati dei consumi vengono archiviati (cloud, microsd interna) e possono essere analizzati in modo semplice ed intuitivo per comprendere come e dove risparmiare, quali interventi di efficienza energetica effettuare.

La gestione da remoto consente di comandare e modulare carichi con l'obiettivo di aumentare il comfort e ridurre i consumi, anche con l'aiuto del sensore di umidità – luminosità- temperatura (privativa industriale Smart Domotics).