Acciaio: tradizione e transizione

L’edificio multifunzionale MAST (Manifattura Arti Sperimentazione Tecnologia) a Bologna

L’edificio della Fondazione MAST (Manifattura Arti Sperimentazione Tecnologia) di Bologna cela nella sua linearità architettonica la complessa aggregazione di funzioni e spazi che gravitano attorno al cuore ed alla ragione dell’edificio: la sublimazione della innovazione della industria meccanica nel retaggio retrospettivo della memoria e nella proiettività dell’arte. Così ciò che solitamente è considerato collaterale alla attività industriale ne diviene centrale, riconosciuto come radice consapevole e visionarietà istintuale. L’edificio è la teca di una dichiarazione: non vi sono idee innovative che non nascano dalla interazione tra memoria e capacità proiettiva. La distribuzione funzionale è la rappresentazione di un percorso: educazione emotiva (asilo), didattica dell’istruzione (aule didattiche), conservazione della memoria (museo ed area espositiva), luogo dell’ascolto (auditorium). Ciascuna funzione è riconosciuta non come elemento a sé stante, ma quale componente del motore dell’innovazione che muove una capacità non sterile di avanzamento tecnologico. In tale contesto le strutture in acciaio sono esse stesse l’elemento simbolo della transizione tra la tradizione e l’innovazione.

Fig. 1 - Vista generale edificio della Fondazione MAST

1. SPECIFICITÀ DELLA STRUTTURA IN CARPENTERIA METALLICA
L’edificio della Fondazione MAST è collocato nella parte nord-ovest della città di Bologna, in un’area precedentemente occupata dall’Enel. Esso si inserisce in un tessuto urbano a forte connotazione produttiva divenendo il simbolo della rigenerazione industriale e del suo nuovo modo di rap-portarsi alla città. L’edificio è un centro polifunzionale che include: uno spazio espositivo, un auditorium, un’accademia per l’innovazione e l’imprenditorialità, un nido per l’infanzia, un wellness center, un ristorante aziendale e una caffetteria aperta al pubblico. L’edificio, caratterizzato da due rampe pedonali poste lungo l’ingresso, è costituito da tre piani fuori terra e tre interrati, sviluppandosi, complessivamente, su circa venticinque mila metri quadrati di superficie di cui circa otto mila metri quadrati fuori terra. I tre piani interrati sono realizzati completamente in calcestruzzo armato (destinati ad ospitare l’autorimessa, i depositi e gli spazi tecnici), mentre i piani fuori terra sono realizzati in carpenteria metallica, fatta eccezione per la presenza di alcuni nuclei e setti irrigidenti in calcestruzzo armato. L’immagine complessiva di MAST è dettata dalla geometria composta da blocchi leggibili delle diverse funzioni ma resi unitari dall’avvolgimento nel medesimo rivestimento con una doppia facciata vetrata che li rende leggeri e traslucidi. Il rivestimento in pannelli di vetro serigrafato, passando anche davanti alle pareti opache, definisce in modo nitido i volumi e la associazione con le lamelle di alluminio ne restituisce una immagine uniforme e al tempo stesso mutevole. L’inversione della sorgente luminosa, nelle ore notturne, staglia i corpi aggettanti nel buio circostante ottenendo, per contrasto, la riconoscibilità geometrica dell’edificio. Il progetto dell’edificio presenta un alto grado di complessità geometrica: ideato e costruito secondo i migliori standard, presenta una forte interrelazione tra le diverse discipline che concorrono a crearlo. Si genera così una qualità architettonica dell’edificio, frutto della sua concezione e della perseveranza nella ricerca del miglior sviluppo tecnico e costruttivo, in grado di offrire nuovi e più alti punti di vista sulla interrelazione tra il mondo della produzione industriale e quello dell’arte.
Nella concezione dell’idea stessa del progetto la capacità laboriosa della realtà industriale trova nuovi stimoli dal contatto con l’innovazione istintiva dell’arte, così come le strutture in acciaio che costituiscono l’edificio sono la sintesi dalla ricerca di soluzioni specifiche a problematiche complesse e della sapiente esperienza di un settore, quello della carpenteria metallica, di grande tradizione. L’impiego della struttura in acciaio nei piani fuori terra ha consentito da una parte di ottenere risultati strutturalmente affidabili a fronte di opere comunque impegnative, e dall’altra una più aderente interpretazione del carattere formale delle strutture nell’ambito più ampio dell’architettura dell’edificio. La realizzazione di sbalzi di otto metri circa o ancora la realizzazione di una struttura con diciannove metri di luce libera e circa dodici metri a sbalzo per l’auditorium sono stati risolti con delle travi reticolari aventi altezza pari all’intero piano e sono alcune delle specificità del progetto, a cui si aggiungono le soluzioni individuate per la interconnessione con le strutture in calcestruzzo armato, caratterizzate da setti di modesto spessore. Complessivamente sono state impiegate circa settemila tonnellate di acciaio, realizzando corpi con sbalzi e luci impegnative, le cui geometrie seguono fedelmente le intenzioni architettoniche senza per questo rinunciare alla loro piena funzionalità strutturale. Le facciate sono direttamente collegate agli elementi strutturali in acciaio: talvolta per mezzo di elementi di perimetro che ospitano le predisposizioni per le connessione delle sottostrutture delle facciate, in altri casi supportate da montanti e pendini. La valenza estetica ed il rispetto dell’idea architettonica primigenia sono un ulteriore importante vantaggio che le strutture in carpenteria metalliche hanno offerto. Il risultato è un’opera dove quasi non è possibile riconoscerne la presenza strutturale, mentre in altre porzioni di edificio essa emerge in tutta la sua forza ed eleganza espressiva.

Fig. 2 - Vista notturna aule didattiche e rampe di accesso. Fig. 3 - Vista auditorium

2. DESCRIZIONE DELLE STRUTTURE
L’edificio è strutturalmente costituito da nove corpi di fabbrica (figura 4), di cui come detto la parte interrata (corpi I ed L), oltre alle rampe (corpi M ed N), è realizzata in calcestruzzo armato e quella fuori terra in acciaio. Le due parti dell’edificio (interrata e fuori terra) non coincidono perfettamente, in quanto il perimetro della parte interrata (corpi I ed L) interessa soltanto una porzione dell’edificio fuori terra (vedi perimetro blu della figura 4).Nella zona di sovrapposizione coincidente con la parte fuori terra dell’edificio B, C, D e E, i nuclei in calcestruzzo che ospitano scale, ascensori ed impianti connettono funzionalmente e tecnologicamente le due parti.
Nel suo complesso l’edificio ha un ingombro massimo fuori terra di circa 87×89 m, con una distribuzione in pianta a forma di C. La configurazione dell’edificio ha suggerito la suddivisione dello stesso in nove corpi di fabbrica per la parte fuori terra, individuati con le lettere da A ad F per la parte in carpenteria metallica, M e N per la parte in cemento armato, e due corpi di fabbrica interrati denominati I ed L. La parte interrata è costituita da tre impalcati aventi la quota di estradosso della fondazione posta a Q.ta -10,25 m. Gli interrati hanno una pianta di forma rettangolare con dimensioni circa pari a 109×45 m, suddivisa, come detto, in due corpi : I ed L, di dimensioni pari rispettivamente a : 63×45 m e 45×45 m. I tre piani sono collegati da una rampa in c.a., situata nel corpo I, con tratti in pendenza lineari e curve in piano, percorribile nei due sensi di marcia sino all’uscita al piano di campagna, che lascia al suo interno un vuoto a tutta altezza. Al primo piano interrato è presente un’altra rampa di accesso, nel corpo L, che permette il collegamento con l’esterno ed è anch’es-sa percorribile nei due sensi di marcia. Le strutture del corpo interrato sono realizzate in cemento armato ordinario realizzato in opera. I corpi M e N (le rampe di accesso) sono anch’esse in calcestruzzo armato gettato in opera e hanno il solaio di copertura in pendenza che raccorda la quota esterna con il primo piano fuori terra. Tutti i corpi di fabbrica da A a F hanno, a meno dei nuclei e dei setti in calcestruzzo armato, una struttura in carpenteria metallica e presentano caratteristiche strutturali diverse tra loro. I giunti strutturali rispondono all’obiettivo di suddividere l’edificio in corpi di fabbrica che presentano caratteristiche strutturali omogenee per morfologia e concezione.
Tutto il perimetro dei corpi I ed L è contornato da una paratia di diaframmi continui in c.a. di spessore 50 cm, di circa 16 m di profondità, con due ordini di tiranti aventi una inclinazione di 20°.

Estratto da “Acciaio: tradizione e transizione, L’edificio multifunzionale MAST (Manifattura Arti Sperimentazione Tecnologia) a Bologna”, di Andrea Imbrenda - Costruzioni metalliche n. 6 – 2013.