Il CNR e l’evoluzione normativa: ne parliamo con il Prof. Franco Angotti

Dal 22 al 24 maggio scorso si sono tenute presso l’i.lab di ITALCEMENTI a Bergamo, le Giornate AICAP 2014, giungendo alla 27a edizione del Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana Calcestruzzo Armato e Precompresso.
Nell’occasione IMREADY ha intervistato il Prof. Franco Angotti, dell’Università di Firenze per conoscere meglio in CNR i documenti che ha realizzato nell’ambito delle costruzioni.
 
 
Il CNR e la normativa sulle costruzioni
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è un ente pubblico che ha il compito di svolgere, promuovere, trasferire, valutare e valorizzare la ricerca nei principali settori della conoscenza. Ma qual è la sua funzione nell’ambito dello sviluppo normativo dell’ingegneria delle costruzioni?
A questa domanda il Professore ha spiegato come per anni CNR ha avuto un ruolo di innovazione nel settore delle norme tecniche tanto che era obbligatorio da parte del Consiglio Superiore dei LL.PP. acquisire il parere del CNR tutte le volte che metteva mano alla modifica o aggiornamento delle norme tecniche.
Nel tempo poi il ruolo del CNR si è concentrato nell’innovazione con una serie di documenti tecnici prodotti da una commissione molto snella, che sono stati realizzati con impostazioni diverse a seconda del settore cui appartengono.
Tra gli ultimi documenti alcuni sulla sicurezza degli edifici esistenti, oggi un campo importante perchè riguarda la gran parte della progettazione edilizia. “Con questi documenti” ha sottolineato Angotti, “si è cercato di rilevare il livello di probabilità nella definizione della sicurezza nel calcolo strutturale di interventi su edifici esistenti.
Secondo il Professore si tratta di un tentativo importante perchè apre una nuova strada. Mentre fino ad ora tutte le progettazioni si sono sviluppate con il metodo semiprobabilistico allo stato limite, il tentativo è quello di elevare il limite di probabilità, proponendo un modello di norma interamente probabilistico.
 
L’aggiornamento professionale
“Sul tema dell’aggiornamento professionale occorre che siano coinvolti più soggetti, cominciando dagli ordini professionali allo stesso CNR e all’Università“.
Adesso, che si è reso obbligatorio l’aggiornamento, l’auspicio”, ha continuato il Professore “è che si incanali anche su strutture miste ed efficaci, lasciando alle varie istituzioni i compiti specifici: all’Università di dedicarsi alla Ricerca avanzata, al CNR di trasferire la Ricerca Avanzata in documenti tecnici che sono la premesse per future norme tecniche e al Consiglio Superiore di emanare le norme tecniche”.