Risultati dell’implementazione IFC per le infrastrutture

Alla 5° Conferenza Nazionale IBIMI - buildingSMART Italy - openBIM per le infrastrutture a supporto delle grandi opere per il rilancio del Paese.


Formato IFC per le infrastrutture

Il 19 maggio si è tenuta a Roma la 5° Conferenza Nazionale IBIMI - buildingSMART Italy dedicata ai diversi ambiti di applicazione degli standard open data.

Molteplici gli aspetti dell’openBIM analizzati con casi studio e best practice; Michelangelo Cianciulli di ACCA software, nella qualità di Referente Technical Room IBIMI buildingSMART, ha parlato della risposta delle aziende italiane sull’openBIM per le infrastrutture a supporto delle grandi opere di rilancio del Paese, presentando una best practice di implementazione degli standard di bSI all’interno delle soluzioni software nuove ed esistenti.

La condivisione delle informazioni contenute nei modelli è di fondamentale importanza nel BIM e, come sappiamo, il formato che si presta maggiormente a creare modelli condivisibili e utilizzabili per diversi scopi è l’IFC.

Il modello dati IFC (Industry Foundation Classes) è una rappresentazione digitale standardizzata dell’ambiente costruito, compresi gli edifici e le infrastrutture civili; è un formato dati neutro e aperto, non controllato da un singolo operatore o gruppo di operatori, prodotto tecnico principale di buildingSMART International per la promozione l’openBIM.

Lo scopo dell’IFC è consentire l’interscambio di modelli informativi senza perdita o distorsione delle informazioni. Progettare in questo formato significa realizzare modelli IFC che devono essere coerenti con il progetto, gli elaborati informativi richiesti ed i modelli informativi in formato proprietario.

Ma mentre si sente spesso parlare di IFC per gli edifici, molto meno si sente parlare dell’uso del IFC per le infrastrutture. È con la versione 4.3 dell’IFC che si introduce una classificazione più specifica per i nuovi domini introdotti (strade, ferrovie, ponti, tunnel, porti e vie d’acqua).

 

La spinta per la creazione di standard IFC per le infrastrutture

Affinché possano essere sfruttate le enormi potenzialità del formato IFC è necessario che i software abbiano al loro interno le funzioni di progettazione e modellazione specifiche per il formato IFC.

Nel suo intervento Michelangelo Cianciulli, presentando lo studio e l’implementazione degli standard di bSI all’interno delle soluzioni software nuove ed esistenti, ha voluto proprio sottolineare l’attivo coinvolgimento e la capacità delle software house in tal senso.

 

Risultati dell’implementazione IFC per le infrastrutture

 

Nei progetti buildingSMART per le infrastrutture (IFC Rail, IFC Road, IFC Infra, ecc.) l’idea è stata quella di portare allo stesso tavolo gli stakeholder e i software vendor con l’obiettivo di discutere dei bisogni dello specifico dominio: è interessante sottolineare che tanti stakeholder sono differenti, ma molti software vendor partecipano a diversi i progetti.

L’IFC 4.3 è, quindi, frutto di una collaborazione tra esperti di dominio e software vendor che, mediati dal comitato tecnico di buidlingSMART, hanno dato vita alla nuova versione dello standard IFC per far fronte alle esigenze emerse durante i progetti IFC Rail ed IFC Infra.

 

Conferenza Nazionale IBIMI - buildingSMART Italy - openBIM

 

ACCA ha partecipato in prima linea ad entrambi i progetti come software vendor, mettendo a disposizione la propria conoscenza e la propria tecnologia ed implementando le nuove caratteristiche dello standard.

Una delle fasi del processo di validazione dello standard ha previsto l’implementazione di casi d’uso reali, basati su dati ed esigenze messe a disposizione degli stakeholder, proprio per andare a testare la robustezza del nuovo standard rispetto a queste tematiche.

In particolare, RFI, Rete Ferroviaria Italiana, ha espresso l’esigenza della digitalizzazione di un asset ferroviario realmente esistente, la linea Benevento-Cancello, di circa 50 chilometri, per fini manutentivi, utilizzando il nuovo standard IFC 4.3.

Per far fronte a questa esigenza, è stato creato un gruppo di lavoro che ha visto coinvolti partecipanti da RFI (Rete Ferroviaria Italiana), EAV (Ente Autonomo Volturno), ETS Ingegneria, Università degli Studi di Napoli Federico II ed ACCA software.

È stato quindi messo a punto un processo di digitalizzazione utilizzando tecnologie di laser scanner per la produzione di nuvole di punti, utilizzo di droni per la produzione di mesh texturizzate delle stazioni e foto 360 geolocalizzate e navigabili.

Poi la produzione del modello IFC, a partire dalla geometrizzazione del tracciato ricavato dalla nuvola di punti e secondo le specifiche richieste del committente: la creazione quindi di una libreria di oggetti e di tipologici riutilizzabili, e le proprietà e caratteristiche tipiche di ciascuna entità, come da capitolato informativo. Tutte queste informazioni sono state decise dallo stakeholder e rappresentano la base per la connessione e l’integrazione del modello IFC 4.3 e del CDE, con i sistemi già esistenti di Asset & Facility Management.

Il progetto è stato finalista ai buildingSMART Awards nella categoria Asset & Facility Management.

 


 

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