Pavimentazioni in calcestruzzo sempre più prestazionali con meno tribunali

È sempre più difficile realizzare un buon pavimento in calcestruzzo ed è sempre più facile finire davanti ad un Giudice.
La situazione sul territorio nazionale, senza nessuna discriminazione geografica, è a dir poco drammatica: mancanza totale di progettazione, assenza di voci di capitolato esaurienti e coerenti alla normativa vigente, errata scelta del calcestruzzo, scarsa qualità realizzativa, sommaria esecuzione di giunti di isolamento, giunti di costruzione, giunti di contrazione controllo, mancanza totale di protezione e stagionatura protetta e per finire richiesta quasi nella totalità dei casi di un’unica prestazione: “il prezzo più basso”.
 
Con il presente articolo, si vuol portare un contributo costruttivo a tutti gli attori della filiera, cioè dare una guida mediante una successione di passaggi a: committenti, progettisti, Direttori Lavori, imprese di costruzione, esecutori di pavimentazioni, produttori e fornitori di materie prime. Il tutto potrebbe aiutare, secondo la successione di figure sopra esposta, a pretendere prestazioni coerenti alla destinazione d’uso della pavimentazione, a completare i progetti, a redigere i capitolati, a incrementare i controlli, a scegliere gli esecutori migliori, a redigere contratti completi e ad avere e pretendere richieste precise per i materiali da fornire.
Al fine di fornire una prescrizione di capitolato completa, per una pavimentazione in calcestruzzo, verrà fatto un esempio di destinazione d’uso, con alcune dimensioni a solo titolo dimostrativo.
 
Prescrizioni di capitolato per una pavimentazione interna di un edificio industriale

Destinazione d’uso
Pavimentazione per interna per un’azienda che produce prodotti finiti in carta (a titolo puramente di esempio).
Nota: Ogni variazione di destinazione d’uso potrebbe comportare un necessario adeguamento e/o rifacimento della pavimentazione.

Classificazione per tipologia di supporto
Pavimentazione appoggiata su terreno.

Spessore e superficie
Superficie totale:                        10.000 m2 (a titolo puramente di esempio);
Spessore pavimentazione:           20,00 cm (a titolo puramente di esempio).
La verifica dello spessore va eseguita con metodo diretto su carote (UNI EN 13863-3). La categoria di tolleranza è una T4 (UNI 13877-2). Inoltre, la media aritmetica delle misurazioni non dovrà essere inferiore allo spessore di progetto e non superiore di 10 mm dello stesso.
 
Resistenza all’abrasione
Resistenza all’abrasione classe AR 2, secondo la UNI EN 13813.
 
Planarità
Tolleranza previste : distanza 1 m ±4 mm; distanza 2 m ±5 mm; distanza 4 m ±6 mm, secondo la UNI 11146 e la verifica deve essere fatta entro le 72 ore, dal termine delle operazioni di frattazzatura.
 
Orizzontalità
Orizzontalità, non è un requisito previsto da questa prescrizione di capitolato.              
 
Pendenza
Dove necessarie per lo scolo corretto di acque e/o liquidi della pulizia dello stabilimento: 15 mm/m.
 
Verifica della massicciata
Verificare che i materiali utilizzati rispettino le prescrizioni previste dal Progettista della massicciata e verificare l’efficacia dei processi di costruzione adottati, della attrezzature utilizzate, del “curing” effettuato sui materiali durante la stesura e la relativa compattazione.
I controlli e le verifiche dell’omogeneità, della planarità e delle caratteristiche meccaniche e deformative degli strati che costituiscono il sottofondo e la stessa massicciata, devono essere condotti eseguendo un numero di indagini e prove sufficienti a qualificare le sottostrutture rispetto alla caratteristiche di progetto attese. Qualora si manifestino zone in cui i valori delle caratteristiche fisiche e meccaniche non rispondono a quanto richiesto dal progetto, si dovrà procedere a bonifica di tale aree, per la profondità e l’estensione necessarie a ripristinare le condizioni di progetto, utilizzando, se necessario, geosintetici.
 
Prima dell’inizio di tutte le operazioni di realizzazione della pavimentazione
•          verificare la planarità con tolleranze ± 1 cm rispetto al valore prescritto pari a 2 cm su una stadia di 4 metri;
•          eseguire un controllo generale per determinare eventuali zone difformi dal livello minimo previsto per la pavimentazione;
•          verificare l'assenza di avvallamenti e di ristagni d'acqua;
•          verificare l’assenza di ghiaccio;
•          non devono essere presenti riduzioni di spessore dovute a detriti, tubi o quant'altro riduca lo spessore della pavimentazione;
•          individuare la presenza di cunicoli, fondazioni, plinti, travi che riducano lo spessore della piastra e che comunque rappresentino punti a rischio di fessurazioni indotte da differenziata rigidezza del supporto;
•          costipare tutti gli scavi e i rinterri fino a rifiuto, utilizzando strumenti e macchine idonee alle condizioni di cantiere e alle caratteristiche del materiale di riempimento. I rinterri nelle vicinanze di pilastri, basamenti, cunicoli, canaline, muri, scavi per impiantistica, ecc., devono essere realizzati con particolare attenzione essendo questi i punti più soggetti a cedimenti;
•          verificare che chiusini, soglie, angolari, ecc.; siano “fissati” a sezione verticale e non implichino delle riduzioni di sezione;
•          verificare i che le quote degli elementi di raccordo (chiusini, soglie angolari, guide, ecc.) rispettino le quote di progetto inoltre, verificare che le quote di posa dei vari elementi predisposti sia congrua e coordinata con le pendenze previste;
•          la presenza di pendenze, devono essere realizzate interamente con la massicciata e non devono inficiare lo spessore minimo della piastra, previsto in fase progettuale;
•          rimuovere sassi di grosse dimensioni, macerie e materiali leggeri eventualmente presenti.
 
Le indagini sperimentali da eseguire alla fine della preparazione della massicciata, per verificare le prescrizioni del Progettista:
•          prove di carico con piastra (CNR N.92/83): orientativamente 1 ogni 400 m2. Le prove di controllo devono essere intensificate in corrispondenza delle zone critiche (es. in prossimità dei pilastri, pozzetti, sottoservizi);
•          prove di densità in situ (CNR N.69/78): orientativamente 1 ogni 400 m2;
•          prova di controllo dell’uniformità della risposta attraverso uso di rulli compattatori, piastre dinamiche, prove sismiche superficiali. 

SCARICA L'ARTICOLO INTEGRALE PER CONOSCERE LE ALTRE PRESCRIZIONI