Superbonus, Marone: "Ok ai contratti in fattura, ma servono misure per sbloccare urgentemente i cassetti fiscali"

Costruzioni e Superbonus, il commento del presidente di Federcostruzioni Paola Marone: “Ok ai contratti in fattura, ma servono misure per sbloccare urgentemente i cassetti fiscali di imprese e professionisti”.


Qualsiasi misura di controllo è ben accetta, ma il Governo deve assolutamente porre un freno alla crisi che sta attanagliando il mondo delle costruzioni e che rischia di portare a una paralisi devastante.

Lo afferma Paola Marone, presidente di Federcostruzioni, commentando sia la recente entrata in vigore della norma del DL 4/2022 (Sostegni-Ter) sull’obbligo dell’indicazione in fattura del CCNL dell’edilizia nei cantieri “Superbonus”, sia lo stallo delle cessioni dei crediti (5 miliardi di crediti fiscali fermi nei cassetti di imprenditori e professionisti).

Superbonus, Marone: “Ok ai contratti in fattura, ma servono misure per sbloccare urgentemente i cassetti fiscali"

I contratti in fattura

Per quel che riguarda la prima novità, sappiamo che dal 28 maggio scorso, nei cantieri di lavori edili di cui all'allegato X al decreto legislativo 81/2008, di importo superiore a 70.000 euro, eventuali benefici fiscali possono essere riconosciuti solo se nell'atto di affidamento dei lavori è indicato che i lavori stessi sono eseguiti da datori di lavoro che applicano i contratti collettivi del settore edile, nazionale e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ai sensi dell'art.51 del d.lgs. 81/2015. Il contratto collettivo applicato, indicato nell'atto di affidamento dei lavori, deve essere riportato nelle fatture emesse in relazione all'esecuzione dei lavori.

Per me tutte le azioni che vengono fatte per trasparenza e applicazione delle regole sono giuste, per cui concordo – dice Marone –. Ben vengano i controlli, la nostra federazione è contro tutte le truffe e a tutela di tutto ciò che deve essere verificato”.

 

Il problema dei bonus fermi

La situazione è incresciosa, il 70% dei cantieri rischia il fermo, se non si sblocca la situazione, ci sarà la paralisi totale con la conseguenza che le imprese falliranno, i professionisti resteranno senza compensi e i lavoratori perderanno il posto ed i cantieri resteranno fermi con opere incomplete”, osserva il presidente di Federcostruzioni, che poi effettua una riflessione più ampia in merito.

Durante l’assemblea privata di Confindustria il presidente Bonomi ha sottolineato che nel caso di blocco da giugno delle importazioni di gas naturale dalla Russia l’impatto sull’economia sarebbe così pesante da provocare una caduta del PIL di due punti. La mia opinione è che oggi è centrale proseguire il processo di decarbonizzazione e questa azione deve essere fortemente supportato. Federcostruzioni condivide l’aggiornamento della Direttiva Europea sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD) che fa parte del pacchetto “Fit for 55” per la riduzione di emissioni di CO2 entro il 2030. Dunque vi è un forte impulso a riqualificare il patrimonio edilizio esistente sotto il profilo energetico. È importante intervenire sugli edifici per ridurre i consumi energetici e dunque i bonus fiscali rispecchiano le richieste europee. Il settore delle costruzioni, inoltre, è così importante per l’economia del nostro Paese da aver determinato una crescita superiore di 2 punti percentuali lo scorso anno: le costruzioni sono legate a quasi il 90% dei settori produttivi, e la spesa aggiuntiva di 1 miliardo in questo settore genera effetti diretti ed indiretti per 2,3 miliardi di euro, che arriva a 3,5 nel lungo periodo. In termini di occupazione la spesa aggiuntiva di 1 miliardo produce un incremento di 15.500 posti di lavoro”.