Criteri di manutenzione degli edifici esistenti e di nuova progettazione nel XXI secolo

Nel corso della sesta edizione del convegno CONCRETE, si è discusso della conservazione degli edifici in calcestruzzo, un materiale che si pensava fosse "eterno", ma così non è. 

In particolare, i percorsi di ricerca si sono indirizzati sulle possibilità di utilizzo di tecnologie innovative per il miglioramento delle prestazioni, statiche e sismiche, delle strutture in calcestruzzo armato esistenti anche attraverso l'utilizzo di mix design.


Strutture in c.a: la tecnologia punto centrale per migliorare le prestazioni statiche e sismiche

I temi del VI Congresso internazionale CONCRETE - Architettura e Tecnica hanno avuto come contenuti i criteri tecnologici di manutenzione degli edifici esistenti e di nuova progettazione nel ventunesimo secolo. In particolare, i percorsi di ricerca si sono indirizzati sulle possibilità di utilizzo di tecnologie innovative per il miglioramento delle prestazioni, statiche e sismiche, delle strutture in calcestruzzo armato esistenti tramite l’analisi del degrado e sulle tecniche di intervento con l’utilizzo di mix design per la conservazione dell’edilizia e delle architetture di pregio del secolo scorso.

Di particolare interesse per gli obiettivi della conferenza è stata l’analisi dei livelli prestazionali delineati dall’elaborazione di metodologie progettuali decisamente innovative, anche in aree ad elevato rischio sismico. 

Se queste considerazioni possono valere per le nuove progettazioni, il dibattito e le relazioni esposte durante i lavori hanno sottolineato la forte problematica della conservazione di un patrimonio costruito sia architettonico che edilizio in conglomerato cementizio armato che mostra tutti i difetti di una manutenzione inappropriata, per non dire mancata. È stato ampiamente condiviso come tale situazione abbia condotto ad una condizione di degrado non solo del materiale calcestruzzo ma degli edifici costruiti con la tecnologia intelaiata del ventesimo secolo che ha sostituito quella in muratura portante e impedito a quella in carpenteria metallica di continuare a diffondersi tranne che negli USA.

La grande possibilità del materiale di adattarsi a forme disparate ha consentito di sviluppare effetti compositivi che hanno raggiunto livelli artistici di grande livello che hanno caratterizzato tutto il secolo scorso fino alla rovina degli anni della grande speculazione dopo il periodo d’oro della ricostruzione post bellica.

Si può affermare come i grandi studi che hanno preceduto l’applicazione progettuale, di carattere fisico-matematico, a partire dal 1830, necessari per comprendere e sviluppare le caratteristiche di resistenza del calcestruzzo, abbiano consentito di produrre un’architettura che ha cambiato il volto di tutte le aree urbane senza dimenticare le grandi opere infrastrutturali e di ingegneria civile.

Tale scarsa conoscenza iniziale dei mix degli impasti ha visto una qualità edilizia bassa legata anche all’uso poco consono delle casseforme producendo una durabilità pressoché nulla con conseguenze letali sia per la sicurezza statica che dinamica. È in particolare a tale patrimonio costruito che che si è rivolta l’attenzione degli studiosi con tecniche di recupero caratterizzate da interventi in funzione di una manutenzione programmata in sinergia con l’adozione di diagnostica e sensoristica come dimostrato dai numerosi casi studio presentati.

 

Scopri in dettaglio i temi della sesta edizione di CONCRETE
Rivivi la sesta edizione di CONCRETE leggendo questi articoli, che riassumono quanto stato trattato nel corso delle due giornate

Leggi il resoconto della prima giornata

Leggi il resoconto della seconda giornata

 

Tale pensiero non è stato ristretto, comunque, al patrimonio costruito in conglomerato cementizio armato da recuperare ma è stato ampliato alle nuove progettazioni con uso tecnologicamente appropriato del materiale e del relativo sistema costruttivo. Le patologie di cui può soffrire il calcestruzzo sono ormai note e questo consente di affrontare la problematica in modo preciso e produttivo senza ‘se’ e senza ‘ma’ evitando quelle condotte progettuali e di cantiere che hanno caratterizzato il più recente passato rendendo non sostenibile un intero momento storico con conseguente negativa ricaduta sulla società attuale.

In ciò si è aiutati da un sistema produttivo qualificato che vede aziende di eccellenza impegnate non solo nella produzione ma anche nello studio dei prodotti in sinergia con centri universitari che sono stati presentati negli specifici seminari tecnici condotti da MAPEI, BIEMME e DOMODRY. È questo il motivo che ha indotto a proporre il “Progetto CONCRETE” che svilupperà temi comuni di ricerca con una rete internazionale per lo scambio dei risultati che saranno presentati nella edizione successiva di CONCRETE.

I concetti esposti, seppur necessariamente in maniera sintetica, sono quelli indagati nella sesta edizione di CONCRETE che è stata impreziosita dalla partecipazione di studiosi di livello nazionale ed internazionale oltre che dei giovani ricercatori a cui è stato rivolto il premio, vinto per questa edizione da Francesca Anania dell’Università degli Studi di Palermo, che nelle edizioni precedenti ha visto l’emergere nel mondo accademico di giovani talenti che sono entrati nel corpo docente. Il prodotto scientifico del congresso si è concretizzato nel volume degli atti che ha visto contributi internazionali per circa 500 pagine di ricerca scritta.

 

 Sesta edizione del convegno CONCRETE: parlano i protagonisti

 

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