Interventi locali: catalizzatori per l’applicazione del Sismabonus

L’intervento locale è diventato nostro malgrado intervento principe di applicazione del Sismabonus ordinario e 110%. Attraverso il parere n.3 /2021 della Commissione CSLLPP di monitoraggio del Sismabonus si è assistito ad un rinnovato interesse per interventi di rinforzo localizzato, principalmente per la muratura, quali ad esempio: sostituzione di coperture, inserimento di cordoli sommitali, riparazioni e/o sostituzioni locali di elementi in condizioni precarie.

Questo articolo nasce dall’attenta analisi dell’evoluzione normativa e dal costante impegno a tradurne gli obiettivi nella prassi dell’ingegneria strutturale nell’ottica di promuovere l’impiego delle detrazioni fiscali per favorire il processo di valorizzazione del costruito.


NTC18: cosa si intende con "intervento locale"

Nell’inquadramento degli interventi strutturali, l’intervento locale, definito nel § 8.4.1 dalle NTC18 corrisponde alla classe di intervento sulle strutture esistenti dalle caratteristiche “più leggere”:

  • minori vincoli e requisiti di tipo tecnico-prestazionale: ovvero verifiche locali e dimostrazione di invarianza del comportamento globale;
  • requisiti di caratterizzazione conoscitiva della struttura su cui si realizza l’intervento più limitate: non sono richieste campagne di prova minime estese a tutta la struttura ma indagini focalizzate sull’elemento strutturale specifico;
  • procedura amministrativa con semplificazioni: ad esempio non è richiesto il collaudo statico; 
  • carattere locale dell’intervento: ovvero può essere richiesto dal proprietario su un singolo immobile inserito in un corpo di fabbrica articolato e complesso.

Nonostante il carattere “leggero” l’intervento locale è la tipologia di intervento più comune in quanto ha una connotazione fisiologica nel mantenimento delle strutture esistenti in condizioni di sicurezza accettabili, preservandone la vita utile.

È vero che l’intervento locale configura “il minimo che dev’essere fatto” ma al contempo definisce l’essenzialità di ciò “che dev’essere fatto” per il mantenimento strutturale dell’opera.

 

Interventi locali: catalizzatori per l’applicazione del Sismabonus

IMMAGINE 1: Rilievo stratigrafia solaio ligneo esistente

 

Caratteristiche dell’intervento di riparazione o locale secondo le NTC18 §8.4.1

È utile richiamare e commentare le definizioni normative di ciò che si intende come “intervento locale” (§8.4.1 delle NTC18):  “interventi che interessino singoli elementi strutturali e che, comunque, non riducano le condizioni di sicurezza preesistenti”. 

È chiaro che la non riduzione delle caratteristiche di sicurezza preesistenti si traduca in un incremento dei livelli di sicurezza coerente ai requisiti prestazionali minimi vigenti per gli elementi su cui si interviene direttamente e  non nel decremento dei livelli di sicurezza per la struttura nel suo complesso. 

L’intervento locale si connota come primariamente strutturale quando risponde a necessità di realizzazione d’impellenza legate a criticità strutturali. In tali casi si deve evitare di introdurre modifiche incontrollate del comportamento globale ma non dev’essere un intervento indifferente. Per gli elementi strutturali direttamente coinvolti dall’intervento il livello di sicurezza dev’essere compatibile con quelli minimi definiti dalle verifiche locali e, se richiesto, incrementato.

L’intervento locale deve affrontare in maniera correttiva le problematiche di dimensionamento carente o di schema statico anomalo legate ad approcci empirici e superati nello stato dell’arte.

Quando motivato dalla risoluzione di criticità strutturali l’intervento locale “non deve cambiare il comportamento” ma non deve “non cambiarlo troppo” perché altrimenti o è un intervento inutile o è un intervento sbagliato: inutile nel senso di non avere una motivazione primariamente strutturale; sbagliato nel senso di non sopperire adeguamente alle carenze strutturali presenti. I casi in cui l’intervento locale ha un carattere primariamente strutturale sono i casi in cui l’intervento può essere considerato agevolabile con applicazione del Sismabonus.

Esiste altrimenti il caso in cui l’intervento locale può essere effettivamente indifferente: è il caso in cui si intervenga senza modifica del comportamento globale su parti di struttura o singoli elementi, con livelli di sicurezza già coerenti con i minimi normativi vigenti, al fine di implementare variazioni nella geometria delle strutture che rispondano ad esigenze funzionali-distributive-impiantistiche e non primariamente strutturali (ad esempio la realizzazione di un varco in una muratura portante). 

Al paragrafo 8.4.1 NTC18 troviamo la caratterizzazione specifica per la tipologia di intervento locale:

Gli interventi di questo tipo riguarderanno singole parti e/o elementi della struttura. Essi non debbono cambiare significativamente il comportamento globale della costruzione e sono volti a conseguire una o più delle seguenti finalità":

  • Ripristinare, rispetto alla configurazione precedente al danno, le caratteristiche iniziali di elementi o parti danneggiate. Il più delle volte il danno è riconducibile ad un ammaloramento legato al degrado con conseguente danneggiamento, eventualmente accelerato da problematiche edilizie, quale ad esempio:
  • Elementi di copertura per danno di tenuta del manto;
  • Solai in legno danneggiati da perdite degli impianti di scarico.

  • Migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati. Il punto chiarisce che a livello locale l’intervento non si deve limitare a non ridurre ma deve incrementare i livelli prestazionali in termini di sicurezza e soprattutto di duttilità;
  • Impedire meccanismi di collasso locale: in questa tipologia rientrano i casi di comportamenti singolari di elementi strutturali che ostacolano lo svilupparsi della risposta globale, compromettendo l’efficacia della risposta strutturale;
  • Modificare un elemento o una porzione limitata della struttura. Questo è un intervento locale indifferente: non è promosso dalla necessità di incrementare i livelli di sicurezza entro i minimi vigenti ma è motivato da necessità di introdurre modifiche all’organismo edilizio per ragioni non strutturali, quale ad esempio la ridistribuzione degli spazi.

 

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