La qualità dei pannelli Isotetto per gli edifici dell'isola di San Giacomo in Paludo (VE)

L'impermeabilizzazione garantita dai pannelli dell'azienda torinese conquista l'isolotto veneziano.


Rifacimento tetti: con il rivestimento impermeabile i pannelli Isotetto garantiscono un risultato impeccabile per almeno 30 anni

Grandi lavori di ristrutturazione hanno interessato nell’ultimo anno l’intera isola di San Giacomo in Paludo in vista della sua nuova destinazione: luogo d’incontro per ricercatori e artisti di tutto il mondo, un vero e  proprio palcoscenico naturale per progetti artistici e installazioni site-specific, per il teatro, la  musica, il cinema, l’architettura, la ricerca.

Ed oggi su quest’isolotto di oltre 12mila metri quadrati (di cui 11.896 edificati) -  al largo di Venezia e a metà strada tra le più rinomate Murano e Burano - c’è anche un pò di Piemonte: per il rifacimento dei tetti, infatti, gli architetti incaricati del restauro non hanno avuto dubbi nella scelta dei pannelli realizzati dalla Isotetto, azienda torinese con stabilimento in provincia d’Asti, a San Paolo Solbrito, e specializzata nella produzione di sistemi per l’isolamento termico di coperture e di pareti per l’edilizia civile ed industriale.

Una vera e propria sfida, trovare la soluzione migliore per il rifacimento della copertura di edifici risalenti all’anno 1000 ma soprattutto ad appena 3 metri di altezza dall’acqua del mare!

 

La qualità dei pannelli Isotetto per gli edifici dell'isola di San Giacomo in Paludo (VE)

 

Anche all’occhio più inesperto, di fronte a immagini storiche degli edifici dell’isola, non passa inosservata la quantità di ruggine che avvolge ogni elemento in ferro (seppur zincato) presente sulle facciate, dalle recinzioni all’intelaiatura delle finestre, fino ai supporti dei lampioni esterni.

Basti pensare che la storia di San Giacomo in Paludo inizia nel lontano 1046, quando il Doge Orso Partecipazio Badoer concesse a Giovanni Trono di Mazzorbo la proprietà di questo luogo, al tempo paludoso, affinché vi edificasse un monastero per offrire ricovero e rifugio sicuro ai naviganti sorpresi dalla tempesta in laguna aperta ed ai pellegrini di passaggio. Nel 1238, il convento passò alle monache cistercensi che vi rimasero fino al 1440;  nel 1456, a causa di un’epidemia di peste, sull’isola furono temporaneamente spostati i lebbrosi provenienti da San Lazzaro. All’inizio del 1800 il convento e la chiesa vennero demoliti, e l'isola si convertì - prima sotto la dominazione austriaca e poi con l’esercito del Regno d’Italia - in una postazione militare (fino al 1961).

 

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Dopo decenni di abbandono, incuria e raid vandalici, l’isola è passata in concessione prima all’associazione Vas (Verdi, Ambiente e Società), poi alla Green Cross International fondata e diretta da Mikhail Gorbaciov, con testimonial di eccezione la scienziata Rita Levi Montalcini. Presa in carico nel 2016 dalla Cassa Depositi e Prestiti, insieme a molte altre proprietà demaniali in laguna, è stata acquisita dagli attuali proprietari nel 2020: ed è a questo punto che è cominciato il totale ripristino  delle quattro costruzioni ottocentesche, in totale stato di abbandono, e dei tre fabbricati già oggetto di restauro negli anni ‘90

La risposta vincente a questo importante incarico, lo studio torinese Cliostraat della dottoressa Raso architetto Alessandra cui sono stati affidati i maestosi lavori l’ha individuata nei pannelli Isotetto che, grazie al loro rivestimento impermeabile, garantiscono un risultato impeccabile anche nelle situazioni più estreme (come in questo caso, l’inevitabile attacco della nebbia salina) per almeno 30 anni.


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