Pavimentazioni resilienti in ambito ospedaliero

Ormai il termine resilienza è utilizzato più in politica che nel mondo delle pavimentazioni, è incredibile come le parole possano prendere strade completamente diverse dalle loro origini, forse perché le parole sono proprio come le persone che spesso si ribellano alle consuetudini. Oppure come le storie riescono a condurre le persone mano nella mano attraverso tradizioni, ricordi, situazioni, avventure….


Pavimenti al servizio della comunità

La storia che vi voglio raccontare vede come protagonisti un tecnico ospedaliero competente, un installatore esperto ed una pavimentazione Resiliente. Non è possibile non rimanere affascinati da questo connubio magico, la magia della esperienza e la resilienza di una pavimentazione, che non si limita ad essere resiliente, ma diviene funzionalmente indispensabile grazie alle sue caratteristiche più evolute.

Il contesto è un’area di fronte ad un blocco operatorio in un Ospedale Italiano, che causa la situazione attuale non può essere riparata con le modalità dettate dalla consuetudine. Tempi di blocco dell’area ridotti al minimo, ed il minimo a cui comunemente si è abituati in questo caso è quasi il massimo, ovvero di quanto tempo hai bisogno per il ripristino dell’area? L’installatore pensa, ed il tecnico dell’ospedale interviene ancora prima di sentire la risposta, troppo, ti posso dare la metà del tempo che hai in mente.

Nella testa dell’installatore si mescolano vorticosamente varie sensazioni, ma mai la sfiducia, l’esperienza non lascia posto alla classica frase “Non ce la posso fare”; ed è il gioco di sguardi tra il tecnico dell’ospedale e l’installatore a dare inizio ad una delle più belle dimostrazioni di “Resilienza”.

L’installatore capisce che deve ridurre tutti i tempi del processo di installazione, mantenendo elevate caratteristiche di durata e resistenza della pavimentazione. Inizia così un’attenta selezione dei prodotti che indissolubilmente legati ai processi devono consentire una tempistica in linea con le esigenze di un’area che non si può mai fermare. Il tecnico dell’ospedale sa che non ha altra scelta che fidarsi dell’installatore.

Il sopralluogo non si limita ad una presa visione da parte dell’installatore, ma diviene insieme al tecnico dell’ospedale un momento di comune analisi di tutte le eventuali problematiche, a partire dalle emergenze che potrebbero mettere in discussione qualsiasi pianificazione.

 

Accurata gestione del processo di posa di un pavimento resiliente

Pavimento Resiliente Autoposante, nastri per la posa rapidi, prodotti per il ripristino del supporto cementizio resistenti ed ha rapida asciugatura e pedonabilità, e poi non possiamo fare polvere dobbiamo trovare un modo per isolare l’area dove il massetto ha ceduto e dobbiamo intervenire.

Inizia una gestione del processo che non permette errori e tempi morti, in un’area che non puoi mai sentire a tua disposizione, perché un’emergenza in un contesto ospedaliero viene sempre prima del tuo lavoro di installatore. 

La disposizione dei teli della pavimentazione resiliente non è mai casuale, ma normalmente il locale dove stai effettuando l’installazione è tutto a disposizione dell’installatore, in questa situazione questo non è possibile; ed anche la scelta di come stendere i teli è legata a dinamiche operative ancor prima che estetiche, infatti per nessun motivo possono essere d’intralcio ad eventuali emergenze.

Nella mente dell’installatore in questo momento difficilmente trova posto la norma UNI 11515-1, sono altri i suoi pensieri, ma la norma è come un grande vecchio che lo sovrasta e al tempo stesso lo protegge e lo guida. In queste situazioni la frase “sono trenta anni che faccio questo mestiere” non ti passa nemmeno per la mente, non hai tempo per auto rassicurarti, devi agire con precisione e progressione.

Le mani dell’installatore diventano musica, una musica resiliente che guida ed accarezza la pavimentazione, quasi chiedendole non mi tradire, aiutami e lasciati guidare dalle mie mani, mai come in questo momento ho bisogno di tutta la tua resilienza, e la pavimentazione sembra quasi assecondarlo. 

Agli occhi del tecnico ospedaliero sembra quasi eccessivamente flessibile e morbida, soprattutto quando la mano esperta dell’installatore nell’effettuare i giunti con la tecnica del “sormonto rifilo” mette in luce tutta la precisione e decisione dettate dall’esperienza. Lo sguardo sempre sul pavimento, ma le orecchie pronte a cogliere situazioni di emergenza, ogni procedura ha un piano B, nel caso arrivi qualcuno che non può fare a meno della sala operatoria.

La pavimentazione prende forma e l’esperienza trasforma un processo in un prodotto finito, che sembra fatto apposta per quella situazione, e l’installatore quasi scompare di fronte ad un risultato raggiunto nonostante mille difficoltà. Il tecnico dell’ospedale osserva l’installatore come il contadino osserva la pioggia benevola, con rispetto e gratitudine.

L’obbiettivo è stato raggiunto, la nuova pavimentazione installata, il problema risolto senza creare intralcio alcuno e nei tempi previsti, ricordatevi quando calpestate una pavimentazione in un ospedale che una persona l’ha installata con il sudore della fronte ed un tecnico ha gestito e coadiuvato tutte le operazioni necessarie, per consentire a tutti un pavimento sicuro, sicuro non soltanto una volta installato, ma anche durante i processi di installazione; igienico, monolitico e rispettoso dell’ambiente che lo circonda.

Ringrazio i Protagonisti per avermi permesso di raccontare questa storia, dove ancora una volta sono le persone a fare la differenza, soprattutto quando operano in armonia.