IFC per le infrastrutture: solo una questione di volontà

Si può redigere un articolo su IFC senza entrare in dettagli tecnici? Ci proviamo e lo facciamo con l’intenzione di comunicare ai lettori che, se si vuole (dove il “si” è intenzionalmente impersonale, perché riguarda un’ampia comunità di attori), ad oggi è tecnicamente possibile scambiare modelli BIM di opere infrastrutturali in formato aperto IFC.  Obiettivo del presente articolo è illustrare cosa è ad oggi disponibile, come utilizzarlo e cosa è accaduto affinché questa possibilità si realizzasse. 

Una premessa è necessaria: questo articolo è diretto ai lettori che conoscono la metodologia BIM, che sanno cosa sia l’IFC e che riconoscono l’impatto di un approccio openBIM sull’applicazione della stessa. Al fine di garantire la fluidità delle informazioni, è impossibile prescindere da un corretto utilizzo del formato IFC; rispetto a concetti cardini della metodologia come “condivisione” e “interoperabilità”, l’IFC gioca un ruolo determinante. I lettori che rispondono alla suddetta premessa sanno anche che lo standard IFC non era precedentemente in grado di consentire un’accurata descrizione semantica e geometrica delle infrastrutture lineari che si sviluppano lungo un tracciato. In questo articolo, che si declina su cinque punti, si descrive il nuovo standard IFC disponibile ad oggi e come esso supporti lo scambio di modelli openBIM di opere infrastrutturali.


IFC 4.3 diventerà la nuova versione dello standard ISO 16739 entro il primo trimestre del '23

IFC 4.3, che è l’ultima versione di IFC creata da buildingSmart International e disponibile a copertura dei domini delle ferrovie, strade, ponti e porti, ha intrapreso il percorso ISO. Il piano prevede che diventi la nuova versione dello standard ISO 16739 entro il primo trimestre del 2023. Questo piano è attuabile grazie ad un protocollo di intesa, firmato tra buildingSmart International e ISO, che prevede la creazione e la manutenzione degli standard per l’openBIM all’interno dell’associazione internazionale buildingSmart e la loro approvazione da parte dell’ISO con modalità più snelle e rapide del solito. A cascata CEN e UNI recepiranno lo standard ISO.

 

IFC per le infrastrutture: solo una questione di volontà

Fonte: https://www.iso.org/standard/70303.html 

 

La versione IFC inviata all’ISO è scaricabile dalla riga “4.3.0” della tabella presente sul sito di buildingSmart International.

La riga “IFC4.3.1 dev” della tabella invece, raccoglie le modifiche di IFC 4.3 che verranno poi “congelate” nelle versioni IFC 4.4 o IFC 5. Come si può constatare il formato IFC, cosi come tanti altri standard prodotti, è in continua evoluzione. Il miglioramento dello standard nel tempo, la presenza di società pronte ad investire sulle evoluzioni di questo standard e la disponibilità di organizzazioni dedicate alla sua manutenzione, non fanno che aumentare la robustezza e l’affidabilità dello standard stesso. 

Secondo punto: IFC 4.3 è stato ampiamente testato ed è stato dimostrato che non è in grado di fare tutto, ma è in grado di fare tanto, che è molto diverso da poco. IFC 4.3 è il risultato di un processo internazionale pluriennale portato avanti da due grandi progetti di buildingSmart: IFCRail e IFCInfra. Il solo progetto IFCRail ha ricevuto finanziamenti pari a 4,6 milioni di euro da parte di soggetti gestori di infrastrutture ferroviarie e società di progettazione. Tali soggetti hanno catturato i propri requisiti informativi e li hanno affidati ad un gruppo di supporto tecnico che li comprendesse e che conseguentemente lavorasse alla definizione di IFC 4.3.

In seguito, hanno verificato, secondo precise regole di validazione, che i requisiti informativi potessero essere catturati all’interno di modelli IFC 4.3. L’Italia, attraverso la partecipazione di RFI e il supporto di Italferr, ha giocato un ruolo fondamentale in questo processo. 

All’interno del progetto, i test sono avvenuti secondo un approccio a V tipico dell’ingegneria di sistema. La gamba sinistra della V presenta la definizione dei requisiti da testare, a partire da progetti e casi realistici complessi (storyline), fino ad arrivare a requisiti di dettaglio, ad ambito ristretto (unit test). La gamba destra della V contiene il processo di validazione che, appunto, parte dagli unit test fino ad arrivare alle storyline.

 

Test di IFC 4.3 - Approccio

Figura 2: Test di IFC 4.3 - Approccio

 

Nel solo progetto IFCRail si contano 37 unit test, suddivisi in 7 argomenti (o topics): tracciato con sopraelevazione, posizionamento lineare, solido costruito tramite estrusione di un’area, struttura spaziale, scomposizione di sistemi, porte e connessioni, elementi fisici di dominio ferroviario.

 

Test di IFC 4.3 – Argomenti testati

Figura 3: Test di IFC 4.3 – Argomenti testati

 

Sono anche state testate 10 storyline, che spaziano dalla progettazione esecutiva di una linea ad alta velocità, all’acquisizione e ammodernamento di una linea esistente (quest’ultima di RFI e Italferr). I test sono avvenuti attraverso la definizione accurata di regole di validazione e la produzione di modelli in formato IFC 4.3 da parte di alcune case software. E questo apre la strada al terzo punto di questo articolo. 

Terzo punto: IFC 4.3 è già stato implementato. Alcune case software lo rendono già disponibile, altre ne includono lo sviluppo nella loro roadmap futura. Il progresso delle case software è stato coadiuvato e tracciato all’interno degli Implementer Forum Rail e Infra, sempre nel contesto dei progetti di buildingSmart International. Solo nel progetto IFCRail sono stati prodotti oltre 120 file IFC 4.3 di riferimento, e le case software ne hanno condivisi circa 50.

 

 IFCRail Implementor Forum - Partecipanti

Figura 4: IFCRail Implementor Forum - Partecipanti

 

Gli Implementor Forum hanno rappresentato l’occasione per finalizzare lo standard IFC 4.3 e per supportare le case software nella sua implementazione. Anche in questo caso, l’Italia è stata protagonista con due case software nazionali molto attive nell’implementazione di IFC 4.3: ACCA e Sierrasoft. 

Quarto punto: vi è già una MVD disponibile per IFC 4.3. MVD sta per Model View Definition: rappresenta un sottoinsieme dell’intero standard IFC, selezionato ad uno specifico scopo. In generale, le MVD sono state fino ad oggi utilizzate per certificare i software rispetto all’importazione ed esportazione di modelli IFC, per dettagliare i requisiti informativi di scambio dati (quindi menzionate nei capitolati informativi) e per impostare l’export di file IFC nei software di BIM authoring.  Rassicuriamo il lettore sulla scelta della giusta MVD per IFC 4.3: al momento ve ne è solo una disponibile, e si chiama Alignment Based Reference View. 

Quinto punto: bSI renderà presto disponibile il programma per certificare le case software per IFC 4.3. Sono già pronti i test che dovranno essere superati per ottenere la certificazione e che comprendono i modelli da produrre, i risultati attesi e i criteri di validazione. 

Come volevasi dimostrare: ad oggi è tecnicamente possibile scambiare modelli BIM di opere infrastrutturali in formato aperto IFC.  Abbiamo a disposizione uno standard ISO, testato ed implementato. 

È arrivato il momento che l’intera comunità si attivi per trasformare questa possibilità in una realtà. Come farlo, visto lo stadio di recente sviluppo dello standard? I grandi committenti possono iniziare a premiare l’uso di IFC 4.3 nei bandi di gara. I soggetti incaricati, possono iniziare ad inviare modelli in IFC 4.3 ai propri committenti, anche nel caso in cui IFC non sia richiesto. I soggetti formatori, divulgatori e consulenti devono aggiornare le proprie conoscenze e i loro contenuti per includere IFC 4.3. Le case software possono utilizzare l’implementazione di IFC 4.3 come un’occasione per fornire valore aggiunto ai loro software. 

C’è molto da fare, ma tutto è tecnicamente fattibile.