Superbonus, Federcostruzioni ai Partiti: “Ampliare le possibilità di cessione per le banche”

Paola Marone: chiediamo al Governo di estendere la possibilità per le banche di cedere crediti ad altre tipologie di soggetti destinatari e di consentire loro l’acquisto di titoli di Stato attraverso i crediti fiscali, riattivando il meccanismo di cessione dei crediti


Per evitare il default e il rischio che i cassetti fiscali delle banche – ma non solo – restino pieni, con conseguenze nefaste per tutto il sistema Italia, è necessario apportare delle modifiche alle regole sulla cessione dei crediti, soprattutto per quanto riguarda le possibilità degli istituti di credito.

Superbonus, Federcostruzioni ai Partiti: “Ampliare le possibilità di cessione per le banche”

E’ questo, il punto centrale di quanto proposto da Federcostruzioni in una lettera firmata dal presidente Paola Marone indirizzata a tutti i Partiti politici e che martedì 21 giugno 2022 è stata al centro di un nuovo incontro con la Rete delle Professioni Tecniche (RPT).

Le note problematiche connesse alla cessione dei crediti d’imposta per gli interventi che rientrano nei bonus fiscali stanno distruggendo imprese, professionisti e famiglie – commenta Paola Marone –. Il tema, sotto gli occhi di tutti, sta creando una grave situazione di stallo economico e rischia, senza un urgente intervento risolutivo, di innescare una bomba economico-sociale senza precedenti. Le numerose modifiche normative, avviate con l’obiettivo di contrastare le frodi, hanno stravolto le regole della cessione dei crediti con effetti retroattivi, penalizzando, di fatto, le famiglie più bisognose, bloccando le imprese e i professionisti seri, gli Enti dedicati all’edilizia residenziale sociale e l’intero processo di rigenerazione del nostro patrimonio immobiliare in questa fase di ripresa economica. Oggi stiamo assistendo inermi al blocco della cessione del credito e della monetizzazione dei crediti fiscali ad opera degli istituti bancari e di Poste Italiane. Questo porterà all’inevitabile fallimento di molte imprese e studi professionali, alla perdita del posto di lavoro di tecnici e maestranze, a lavori incompleti per famiglie e condomini che, sperando di poter riqualificare le proprie abitazioni, si ritroveranno inevitabilmente coinvolti in una spirale senza via di uscita”.

A questo si aggiunge il problema della frammentazione dei crediti, ‘vietata’ dal DL Sostegni-Ter. “Il problema è legato ai crediti frazionati, ovvero i residui dei crediti pregressi, una volta consentiti ma che oggi non hanno più mercato – continua il presidente di Federcostruzioni –. Le imprese che hanno ceduto il primo SAL a Poste Italiane (perché allora l’istituto accettava lo sconto in fattura) adesso faticano a trovare banche disposte ad acquistare i restanti crediti: è la condanna a morte di migliaia di imprese la cui colpa è aver ceduto i primi SAL a Poste, non sapendo che poi Poste sarebbe uscita. Almeno queste cessioni dovrebbero essere completate”.

Un rimedio potrebbe essere rappresentato dall’allargamento del raggio d’azione delle banche, che oggi possono cedere il credito solo a correntisti certificati. “Abbiamo sollecitato le forze politiche fra cui il viceministro Morelli, i senatori Valente e Margiotta, l’onorevole Fraccaro. Serve subito un intervento normativo che estenda la possibilità per le banche di cedere crediti ad altre tipologie di soggetti destinatari e consenta loro l’acquisto di titoli di Stato attraverso i crediti fiscali, riattivando il meccanismo di cessione dei crediti – chiude Marone –. Federcostruzioni, quindi, vede favorevolmente alcuni emendamenti agli attuali decreti-legge all’esame del Parlamento (Aiuti, PNRR 2, ndr) che vanno in questa direzione”.

Oltre al discorso Superbonus, Federcostruzioni è attenta anche alle problematiche connesse alla crisi energetica collegata all’evento bellico in Ucraina. In tal senso, il prossimo 14 luglio 2022 a Milano si terrà l’evento “Crisi Energica, Emergenza Clima e Ambiente Costruito”, organizzato da ANCE Lombardia e con la partecipazione di Paola Marone e Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente della Regione Lombardia.