Terrazzo calpestabile, tetto, lastrico solare: cosa dice il Testo Unico Edilizia? Occhio alle differenze

Tar Campania: la trasformazione di un tetto di copertura in terrazzo calpestabile modifica gli elementi tipologici dell’organismo preesistente, non rientrando nella categoria della manutenzione straordinaria o del restauro e risanamento conservativo.


In tempi di Superbonus, le opere di ristrutturazione edilizia sono sempre più gettonate: rientra tra queste, ci ricorda il Tar Campania nella sentenza 5482/2022 del 1° luglio, che aldilà dell'accoglimento del ricorso contro la demolizione di alcune opere 'per mancanza di prove', è interessante perché spiega le differenze che intercorrono tra terrazzo e lastrico solare.

Terrazzo calpestabile, tetto, lastrico solare: cosa dice il Testo Unico Edilizia? Occhio alle differenze

Terrazzo e lastrico solare: cosa cambia?

Il Tar ricorda infatti che:

  • il lastrico solare è una parte di un edificio che, pur praticabile e piana, resta un tetto, o quanto meno una copertura di ambienti sottostanti;
  • la terrazza è intesa come ripiano anch'esso di copertura, ma che nasce già delimitato all'intorno da balaustre, ringhiere o muretti, indici di una ben precisa funzione di accesso e utilizzo per utenti. 

 

Da solaio a terrazzo: cosa serve?

Nel caso si realizzi un cambio di destinazione d'uso trasformando un solaio di copertura, per cui non è prevista la praticabilità, in terrazzo, mediante specifici interventi edilizi, è necessario per il cambio il permesso di costruire (T. A. R. Lazio Roma, Sez. II, 22 marzo 2004, n. 2676; T. A. R. Campania, Sez. VII, 1.7.2010, n. 16540).

 

Trasformazione di tetto in terrazzo calpestabile: cosa dice il Testo Unico edilizia

Il Tar evidenzia inoltre che, secondo una consolidata – e condivisa - giurisprudenza, la trasformazione di un tetto di copertura in terrazzo calpestabile modifica gli elementi tipologici dell’organismo preesistente, non rientrando nella categoria della manutenzione straordinaria o del restauro e risanamento conservativo, bensì in quella della ristrutturazione edilizia, subordinata al rilascio del permesso di costruire, tenuto conto che in tal modo si realizza un aumento del carico urbanistico nonché, almeno in parte, una modifica del prospetto dell’edificio (cfr. T.A.R. Campania, Salerno, II, 19 febbraio 2019, n. 298; 3 gennaio 2018, n. 24).

Ne consegue che l’intervento posto in essere sul piano di copertura non può essere qualificato alla stregua di un’attività di manutenzione straordinaria, ma rientra nell’ambito della ristrutturazione edilizia, trattandosi della modifica della destinazione d’uso del predetto piano, con tutte le conseguenze di carattere sanzionatorio che ne discendono.

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