“Ridare valore al patrimonio immobiliare”: l’appello del Presidente ANDIL

Il 20 giugno scorso si è tenuta a Napoli l’Assemblea Generale congiunta di ANDIL, l’Associazione che rappresenta, in Italia, i produttori di laterizi e TBE, Tiles and Bricks of Europe, la federazione europea dei laterizi.
Al dibattito su “L’Europa da costruire” hanno partecipato sia alcuni tra i più autorevoli esponenti dello scenario istituzionale ed economico, italiano ed europeo: Innocenzo Cipolletta, Presidente del Fondo Italiano d'investimento e di AIFI; Costanza Pera, Direttore Generale per le politiche abitative del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; Vincenzo Boccia, Presidente del Comitato tecnico Credito e Finanza di Confindustria; Gabriele Morgante della Commissione Europea, Direzione Generale Industria e Imprenditoria; sia alcuni dei maggiori rappresentanti, in Italia e in Europa, del settore delle costruzioni: Luigi Di Carlantonio, Presidente ANDIL, Rodolfo Girardi, Presidente Federcostruzioni, Heimo Scheuch, Presidente TBE e Lorenzo Bellicini, Direttore Cresme.
Il Presidente dell’Andil ha lanciato da Napoli la proposta del piano «ricostruire l’esistente» come soluzione per un’efficace valorizzazione del patrimonio edilizio. Piano di riqualificazione che deve essere «sostenuto e incoraggiato dallo Stato».
Ha dato, quindi, il via al dibattito ricordando alcuni significati dati del rapporto della Banca Centrale Europea sulla ricchezza e i consumi delle famiglie dell’area euro: il 60,1% delle famiglie è proprietario della casa in cui vive e il 23,1% anche di una seconda abitazione. In Italia i proprietari raggiungono il 68,7% della popolazione complessiva. Secondo l’Istat, il prezzo delle abitazioni esistenti in Italia ha registrato un calo del 12% dal 2010. Il 55% degli edifici ha più di 40 anni e consuma, di media, il triplo di quelli di recente costruzione. Il maggiore investimento delle famiglie italiane, così, sta perdendo valore di anno in anno.

Luigi Di Carlantonio | Presidente Andil
“È il momento di intervenire per dare nuovo valore al nostro patrimonio immobiliare, la maggiore ricchezza degli italiani e dell’Italia, ma anche di numerosi altri Paesi europei, Slovacchia, Spagna e Slovenia, in primis. La soluzione che proponiamo è ‘ricostruire l’esistente’. Si tratta di riqualificare quanto esiste, se necessario abbattendo per ricostruire ex novo, all’insegna della sostenibilità e della sicurezza, ovvero, della durabilità dei sistemi edilizi e delle loro prestazioni, in particolare sia quelle ‘antisismiche’ che di maggiore efficienza energetica. In questo modo, oltre a dare nuovo valore agli immobili, si avrebbero ricadute positive per l’ambiente, sottraendolo al degrado e non consumando ulteriormente il territorio. La diffusione di questa pratica riattiverebbe, inoltre, l’industria delle costruzioni, traino per l’intera economia. A sostegno di un piano sicuramente ambizioso, ma ormai ineludibile sono necessari investimenti pubblici e politiche che stimolino la responsabilità di ogni proprietario”.

Heimo Scheuch | Presidente TBE
”in Italia, a differenza di Paesi come Germania e Regno Unito, non si costruisce in quantità sufficiente per rispondere ai bisogni di ammodernamento dell’edilizia residenziale e pubblica. Nel progetto più ampio di ‘ricostruire l’esistente’, è importante che il Governo italiano, così come quelli degli altri paesi dell’Unione, si concentri anche su un rilevante intervento a supporto di un vasto piano di edilizia sociale, per sostenere le categorie meno abbienti e dare, così, nuova spinta alla ripresa economica generale. Ogni euro pubblico investito nell’edilizia, infatti, genera un immediato effetto leva, stimolando ulteriori investimenti, pubblici e privati, per più di 60 centesimi, con conseguente rilevante incremento dell’occupazione. L’Europa ha bisogno di ripartire proprio dal mercato interno, per coniugare le esigenze di sviluppo e di occupazione con il rinnovamento del nostro patrimonio immobiliare: maggiore sicurezza, qualità, salubrità e comfort abitativo, nel rispetto delle risorse e dell’ambiente”.

Innocenzo Cipolletta | Presidente Fondo Italiano d’investimento e Aifi
“È auspicabile che lo Stato, con apposite leggi, stimoli i proprietari a sentirsi responsabili del mantenimento e ammodernamento dei loro beni, attraverso interventi focalizzati all’incremento della sicurezza, a una sempre maggiore efficienza energetica e anche al miglioramento estetico. In questo modo si otterranno diversi benefici: la riqualificazione delle nostre città, una continuità di domanda per il settore edilizio e, non da ultimo, più entrate per lo Stato, grazie all’IVA raccolta da tali attività.”

Vincenzo Boccia | Presidente Comitato tecnico credito e finanza di Confindustria
“È importante porre l’accento sulla perdurante difficoltà di accesso al credito. È necessario stimolare il Governo verso politiche che favoriscano il superamento in breve tempo di tale ostacolo. Un ulteriore capitolo su cui intervenire è quello relativo ai mutui per l’acquisto delle case, mercato che ha subito una forte contrazione negli ultimi anni, sia come numero di erogazioni che come importo medio.”

Rodolfo Girardi | Presidente Federcostruzioni
“Un'occasione imperdibile se si vuole agire concretamente per riavviare i mercati interni che vedono proprio nelle costruzioni il principale fattore di sviluppo e che, tuttavia, per essere realmente tale dovrà essere caratterizzato da costruzioni realizzate non più solo sulla base della mera logica del massimo ribasso ma su caratteristiche di qualità dei prodotti con spiccate connotazioni di innovazione tecnologica, di qualificazione degli operatori, di rispetto della legalità”.

Il Presidente Di Carlantonio ha concluso indicando, specificamente, alcune misure necessarie per un’edilizia di qualità, che tengano in considerazione le peculiarità climatiche del nostro Paese. L’industria dei laterizi sta proponendo, in tal senso, soluzioni costruttive capaci di assicurare sicurezza strutturale, consumi energetici ridotti in inverno, ma soprattutto in estate, garantendo il giusto equilibrio tra isolamento termico e comfort abitativo per il clima mediterraneo. L’attenzione dei progettisti e dei consumatori finali, in questo momento, è alta ma purtroppo è, ancora una volta, il legislatore che rischia di ignorare le logiche della bioclimatica, ricorrendo all’onerosa ventilazione forzata per cercare di sopperire al discomfort creato dal forte isolamento, provocando danni da subito e per gli anni a venire.
Analogamente, sul fronte delle Norme Tecniche per le Costruzioni (DM 14/01/2008), in fase revisione, ha rimarcato l’importanza che queste riservano idoneo spazio al trasferimento tecnologico ed alle integrazione di sistemi, opere e strumenti di ultima generazione. L’Associazione ed il settore continuano, infatti, ad investire nella ricerca (grazie anche al finanziamento europeo, progetto INSYSME) di soluzioni per murature (strutturali e non) sempre più performanti in risposta alle sollecitazioni sismiche.