La sicurezza degli edifici esistenti attraverso il controllo

L’opinione pubblica è stata scossa in questo ultimo decennio dai tragici eventi che hanno colpito il nostro paese; eventi che hanno messo in luce, purtroppo, la grande vulnerabilità dei nostri edifici. A seguito del “boom edilizio” e della forte urbanizzazione, il livello di qualità del costruito Italiano degli ultimi cinquant’anni si è rivelato tra quelli più influenzati negativamente in Europa dal degrado per vetustà, e da problemi derivanti da soluzioni costruttive, tecnologiche o materiche. Alla luce di questo, la normativa ha collocato grande rilevanza nella verifica e nell’adeguamento degli edifici ai rischi reali.
La valutazione dell’idoneità della costruzione sul profilo strutturale e il reale livello di pericolosità a cui è sottoposta, possono ottenersi solo a seguito di uno studio approfondito e specialistico volto ad individuarne i fattori di rischio. Tra i temi più scottanti oggi vi sono l’adeguamento strutturale ed antisismico delle opere pubbliche, edifici produttivi e artigianale, attività ricettive, edilizia residenziale. L’analisi dello stato di fatto è il fulcro delle scelte da parte degli enti preposti sulla base dello stato di salute degli edifici, risultato dell’analisi congiunta tra i tecnici incaricati e i risultati emersi dalle indagini specialistiche. Gli interventi devono essere conformi al DM 14 Gennaio 2008 ( NTC 2008 ), nel rispetto delle prescrizioni sismiche, proporzionali all’importanza della sismicità del sito. Ogni intervento sull’esistente ne modifica la risposta sismica; nel caso di ampliamento e miglioramento, nell’istante in cui si interviene, si deve effettuare anche una valutazione sismica come se si trattasse di un edificio ex-novo. Nelle NTC 2008 sono previsti tre diversi tipi di intervento:
- interventi di adeguamento per conseguire i livelli di sicurezza delle NTC 2008;
- interventi di miglioramento atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, anche senza raggiungere i livelli richiesti dalla NTC 2008;
- riparazioni o interventi locali che interessino elementi isolati e che comunque comportino un miglioramento delle condizioni di sicurezza preesistenti.

L’adeguamento sismico risulta obbligatorio in caso si effettui una sopraelevazione, un ampliamento o una trasformazione dell’organismo edilizio, ovvero si incrementino i carichi gravanti in fondazione di più del 10%; risultano invece da classificare tra gli interventi di miglioramento quelli che non rientrano nei precedenti, che siano comunque finalizzati ad aumentare la capacità di resistenza delle strutture esistenti alle norme sismiche modificando il comportamento strutturale locale e globale. Entrambi i casi sono soggetti al collaudo statico finale per la verifica della rispondenza e della reale congruità degli interventi con i dettami della norma. Ne deriva una complessità di intervento che nasce dal calcolo dei tecnici che si trovano a dover fronteggiare situazioni spesso imprevedibili a priori, dettate dallo stato di fatto dell’edificio esistente.
Il progetto delle indagini da parte dei progettisti deve essere volto al consapevole sfruttamento dei risultati, consci che un esame sempre più approfondito porta ad un “livello di conoscenza” più alto e quindi ad un “fattore di confidenza” inferiore nella determinazione dei parametri e delle caratteristiche meccaniche e fisiche.
Nell'articolo sono riportate le tabelle C8A.1.1 e C8A.1.2 della circolare applicativa “A” dell’NTC 2008 riferite alle indicazioni che il decreto fornisce per la determinazione dei fattori di confidenza da applicare. Successivamente nell'articolo vengono descritte alcune delle tipologie di prova utili sia a caratterizzare i materiali da costruzione utilizzati, sia a determinare particolari costruttivi.