REVISIONE delle NTC 2008: ancora “in salita” la conclusione dell’iter. Intervista a Giovanni Cardinale

Forti dubbi del CNI su edifici esistenti, acciaio, legno e materiali innovativi.
Ne parliamo con l’ing. Giovanni Cardinale, consigliere CNI con delega al settore "Costruzioni", membro della Commissione Relatrice della Revisione delle NTC 2008.
 
Sembra non avere un percorso facile l’iter di Revisione delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 14 gennaio 2008.
Lo dimostrano gli esiti dell’ultima seduta tenutasi lo scorso luglio, in cui il Presidente reggente del Consiglio Superiore dei LL.PP., l’ing. Massimo Sessa, ha trasmesso all’Assemblea, l’ultimo testo licenziato dalla Commissione Relatrice della Revisione delle NTC 2008, chiedendo ai membri dell’Assemblea di far pervenire le eventuali osservazioni entro il prossimo 5 settembre.
 
Per capire esattamente la difficoltà con cui il processo di revisione delle NTC sta procedendo occorre innanzitutto ricordare che tale iter ha avuto inizio nel 2010 con la nomina della Commissione Redattrice.
Da allora, grazie al lavoro della Commissione Redattrice prima, e della Commissione Relatrice poi, si è giunti, nell’ottobre 2012, ad un testo condiviso da tutti i soggetti (università, professioni, industria) che erano stati coinvolti.
L'Assemblea del C.S.LL.PP., nella riunione del novembre 2012, esaminò il testo e lo ritenne meritevole di alcuni emendamenti; lo stesso fu, quindi, rinviato nuovamente alla Commissione Relatrice.
Successivamente poi, nel luglio 2013,  la Commissione Relatrice, integrata con alcuni membri, con l’obiettivo di ampliarne le competenze rispetto a quella precedente, riprese l'esame del testo tenendo conto delle risultanze dell'Assemblea generale di cui sopra.
 
Il resto è cronaca di questi giorni.
 
Il CNI, durante la seconda fase di lavori della Commissione Relatrice, ha più volte espresso osservazioni critiche di metodo e di merito, anche con lettere indirizzate direttamente al Ministro competente ed oggi, attraverso il suo rappresentante in Assemblea, l’ing. Domenico Perrini, ha già dichiarato che farà osservazioni entro la data stabilita.
 
Per capire esattamente quali siano i punti non condivisi del CNI, o sui quali permangono forti dubbi, abbiamo intervistato l’ing. Giovanni Cardinale, consigliere CNI con delega al settore "Costruzioni", membro della Commissione Relatrice della Revisione delle NTC 2008.
 
L'iter che Lei ha descritto in premessa è di per sé stesso indicatore di un processo assolutamente complesso ed articolato.
La nostra critica alla seconda fase di attività della Commissione Relatrice, dal luglio 2013 ad oggi, è stata costante, circostanziata ed espressa in più sedi ed occasioni ufficiali.
Del resto il lavoro della Commissione, dopo la sua integrazione, si è più distinto per le assenze dei componenti originari che, è utile ricordarlo, avevano raggiunto l'unanimità sul testo presentato all'Assemblea del novembre 2012, che non per l'indiscusso valore scientifico dei componenti chiamati ad integrarla.
Il risultato più eclatante, certamente singolare nella storia dei processi di revisione normativa, è che il testo arriva all’Assemblea generale con due versioni del Capitolo 8, relativo agli edifici esistenti".
 
Due versioni - ha commentato l’ing. Cardinale - perché la Commissione Relatrice non ha trovato una unanimità di consensi e nemmeno una maggioranza esplicita rispetto ad un testo.
Se si considera che la revisione delle norme è iniziata nel 2010 e a 4 anni dall’avvio di questo procedimento siamo ancora senza un testo definitivo, è evidente che sullo sfondo c’è, tra le altre cose di merito, un problema legato al modo di fare norme: un problema a cui noi stiamo lavorando con proposte innovative che vanno oltre il merito di questo o quel coefficiente".
 
Tornando poi agli aspetti specifici del testo licenziato dalla Commissione Relatrice, l’ing. Cardinale ha evidenziato come il CNI abbia forti perplessità su alcune modifiche introdotte dal luglio 2013 in tema di strutture in legno e di acciaio, per esempio; sugli edifici esistenti poi "noi eravamo per la soluzione che la prima Commissione Relatrice aveva portato all’approvazione dell’Assemblea nell’ottobre 2012, una soluzione che si contraddistingueva per un approccio davvero "dedicato" agli edifici esistenti per i quali si definiva una autonoma e diversa vita nominale rispetto alle nuove costruzioni. Siamo rimasti fedeli a quella posizione che avevamo condiviso all’epoca e, pertanto, oggi, sosteniamo la gestione che più si richiama a quello spirito.
 
Oltre agli argomenti sopra menzionati “non ci convincono, tra le altre cose - ha aggiunto Cardinale - le modalità di accettazione dei materiali innovativi presenti nel Capitolo 11. Anche queste procedure risultano una novità rispetto al testo che come Commissione avevamo licenziato nel 2012 e producono una sostanziale complicazione di modi e di tempi certamente incoerente con la forte crescita della tecnologia e della ricerca e sperimentazione sui materiali.
 
E ora?
Operativamente come Consiglio Nazionale degli Ingegneri, entro il 5 settembre, faremo pervenire all’Assemblea le nostre osservazioni, in maniera tale che possano essere riprese in considerazione globalmente dalla Commissione Relatrice. Dopo di che si attenderanno gli esiti.
In ogni caso qualsiasi siano gli esiti è evidente che il problema cui accennavo prima "di chi fa norme", "di come si fanno", di quali siano i più corretti profili di responsabilità, è ormai in campo ed è nostra volontà contribuire ad eliminare una criticità che stride fortemente con le necessità del mondo delle costruzioni e con quelle dello sviluppo della società.
 
Per conoscere quindi nuovi sviluppi sulla questione occorrerà aspettare almeno il 5 settembre.

Se tutto poi procederà secondo la pianificazione del Presidente reggente, è prevista per fine settembre, in occasione dell’Assemblea del Consiglio Superiore dei LL.PP., la discussione formale del testo revisionato dalla Commissione Relatrice sulla base delle osservazioni pervenute entro il 5 settembre. 

 

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