il BIM fuori dallo SBLOCCA ITALIA: per fortuna sì

05/09/2014 15148

 

All'interno della versione approvata dal governo dello SBLOCCA ITALIA salta l'articolo presente nella bozza di luglio, che sanciva l'avvio dell'iter programmatico per l'introduzione del Building Information Modeling nei contratti di affidamento ossia per favorire l'adozione della metodologia di progettazione integrata negli appalti pubblici.

Ci spiace per la progettazione integrata ma per nulla invece per quanto riguarda il Buidling Information Modelling. La storia ci insegnache tutti i miglioramenti di processo introdotti per legge in Italia abbian oportato a uno dequalificazione completa dello strumento, e a una perdita di valore e, soprattutto di occasione.

Si pensi alla certificazione ISO 9000, introdotta come obbligo in tante procedure di appalto (o per i benefici in termini di finanziamento o di punteggio quasi come un obbligo), alla certificazione FPC, alla marcatura CE di molti prodotti da costruzione, la certificazione energetica degli edifici: carta, carta e solo carta. Se in Italia si dovesse introdurre l'uso del BIM obbligatorio negli appalti pubblici dal 15 settembre, ail 16 settembre tutti i software si chiamerebbero BIM, tutti i tecnici delle stazioni appaltanti sarebbero esperti di BIM, tutti i progettisti e tutte le imprese lavorerebbero in BIM. Ovviamente sulla carta. La realtà è invece che molti software non sono interoperativi e non consentono la registrazione delle informazioni, molti professionisti hanno software che hanno queste caratteristische ma non usano queste funzioni e non sanno come usarle, gli studi non si parlano, molti progettano ma pochi costruiscono i modelli, il computo metrico è fatto come trent'anni fa. Nei numero eventi che si organizzano emerge che le principali società di ingegneria del settore costruzioni lavorino ancora a due dimensioni.

Quando progetto BIM vuol dire che inserisco le informazioni di ogni oggetto all'interno del progetto. Faccio quindi una progettazione di dettaglio in cui, per esempio, posso inserire già in fase architettonica quale trasmittanza può avere una finestra. Ma sempre progetttando BIM posso aggiungere anche le ore di sole, l'orientamento, l'esposizione di quella finestra al sole, l'sposizione media al vento di quell'area, il materiale con cui è composto l'infisso, e quindi il tipo di manutenzione a cui sottoporlo, il tempo di montaggio, ... entrambi sono progetti BIM ma la differenza è sostanziale. La prima visione è utile, ma poco, la seconda se fatta in modo serio da tutti gli autori e molto utile per tutti: il committente, l'utilizzatore, l'impresa ...

E siamo certi che un BIM obbligatorio finirebbe per stimolare una serie di finti BIM. Dal 16 settembre torveremmo annunci su GROUPON di organismi che certificano per 12 euro il BIM di una azienda, progettisti che si offrono per fare progetti BIM a 30 euro ... 

L'applicazione del BIM all'interno di un intero processo delle costruzioni è enormemente complesso, lo sanno negli UK quante difficoltà si stanno incontrando per rispettare il vincolo del 2016 e quanti soldi il governo ha dovuto investire per arrivare a una diffusione del BIM in termini di informazione, formazione, applicazione, controlli. E noi siamo molto più indietro rispetto alla Gran Bretagna.

 

La norma è stata però cassata in toto nella versione definitiva del decreto e quindi, purtroppo anche l'istituzione di una commissione di esperti, in seno al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, per valutare le modifiche da apportare all'attuale impianto normativo in attuazione della Direttiva 2014/24/UE (art.22, comma 4) e soprattutto per definire gli standard tecnici di riferimento. Era stata fissata inoltre al 31 gennaio del 2016 la messa in opera di una piattaforma informativa centralizzata per gli appalti pubblici contenente la libreria nazionale degli oggetti parametrici informativi della filiera delle costruzioni. 

Tornando al tema del BIM a nostro parere è più importante poseguire attraverso percorsi volontari e nella creazione di strutture - normative, di processo o di supporto strumentale - come INNOVANCE, come il lavoro che sta portando avanti Building Smart Italia o come l'ISO o l' UNI stessa.

A livello europeo è stato istituito dal Comitato Europeo di Normalizzazione (CEN) un gruppo di lavoro, il CEN/BT/WG 215 “Building Information Modelling (BIM)” con lo scopo di elaborare le linee guida sulla base delle quali il CEN potrà istituire un comitato tecnico permanente per un futura normativa BIM. Del gruppo di lavoro che si è già riunito e sta già lavorando alla stesura delle linee guida, fanno parte tre delegati UNI: Alberto Pavan, Responsabile tecnico del progetto INNOVANCE, Paolo Odorizzi, Direttore Tecnico di Harpaceas e Filippo Romano, Direzione Generale Vigilanza Lavori servizi e forniture (AVCP). Esiste poila norma standard ISO16739, riguardante la sintassi che può essere utilizza dai software tecnici per lo scambio delle informazioni, che è il riferimento di Industry Foundation Classes e le altre norme che riguardano più il processo e l’organizzazione delle informazioni nei lavori di costruzione. Sempre in ambito ISO esiste poi la norma ISO 10303, nome ufficiale STEP (STandard for the Exchange of Product model data - "Norme per lo Scambio dei dati dei Prodotti"), uno standard contenente una serie di regole per l'integrazione, la presentazione e lo scambio di dati (via computer); può essere usata per trasferire dati tra i seguenti sistemi: CAD, CAM, CAE, PDM/EDM. L'obbiettivo è una descrizione senza ambiguità, che può essere adattata a tutti i sistemi informatici. Permette anche l'archiviazione dei dati a lungo termine e la creazione di basi di dati centralizzate. In ambito italiano è pronta la norma UNI 11337:2009.

INGENIO da tempo sta cercando di dare il suo contributo per la diffusione seria del BIM con la sua rubrica BIM VISION, i suoi dossier, e a breve usciremo con un volume interattivo che farà il punto sull'applicazione e la conoscenza del BIM in ITALIA, ma ci sentiamo di dire con coscienza che il BIM è forse l'unica soluzione per dare trasparenza e riordinare il settore delle costruzioni: non bruciamolo facendolo diventare un requisito di legge.