GEOSINTETICI x PAVIMENTAZIONI: L’ANTIFESSURAZIONE DI MASSETTI CIVILI E INDUSTRIALI

GEOSINTETICI PER LE PAVIMENTAZIONI:
DAL SOTTOFONDO ALL’ARMATURA E L’ANTIFESSURAZIONE DI MASSETTI CIVILI E INDUSTRIALI
 
La più diffusa applicazione dei geosintetici nella realizzazione di pavimentazioni consiste nell’interposizione di uno strato di geotessile nontessuto agugliato per separare i vari strati di granulometrie diverse: il terreno in situ dal sottofondo e questo dalla gettata di calcestruzzo.
 
Più complessa e articolata è invece la fase di finitura.
 
Nella realizzazione di massetti, getti ed intonaci, lavorare secondo la regola d’arte a volte non basta: il problema del ritiro e della fessurazione necessita di ulteriori precauzioni.
Per contrastare questo fenomeno, si fa spesso ricorso all’impiego di reti metalliche o in fibra di vetro. Tali soluzioni sono però solitamente costose e poco efficaci.
Le reti metalliche, presentano spessori sempre inferiori e maglie ampie, tendono ad arrugginire a causa di zincature o galvanizzazioni insufficienti e - dato il peso elevato -vengono posate sul fondo del massetto perdendo quindi di efficacia.
L’efficienza della fibra di vetro è invece strettamente correlata allo strato di appretto che la ricopre. La mancanza o il deterioramento di tale rivestimento la espone agli attacchi degli alcali del cemento che la possono intaccare rapidamente.
 
Bisogna inoltre considerare che la rete di armatura inserita nei massetti di posa dei pavimenti, non ha, come diffusamente si crede, la funzione di aumentare la capacità portante del pavimento stesso.
Il compito delle armature dei massetti è quello piuttosto di limitare l’apertura delle fessure che si producono per effetto del ritiro, in particolare quelle che si formano nelle sezioni dei giunti di contrazione. Impedendo alla fessura di allargarsi, l’armatura assicura il trasferimento dei carichi tra i due lembi del giunto fessurato.
 
Contro la fessurazione sono disponibili geosintetici costituiti da reti bi-orientate in polipropilene sottoposte a doppio trattamento di stiro, consistente nell’orientamento molecolare del materiale, per conferire elevati valori di resistenza a trazione, un ottimale modulo elastico ed una maggiore duttilità, essendo la rete in grado di sopportare anche deformazioni elevate (>10%).
 
Le caratteristiche dimensionali assicurano un’ottimale distribuzione dell’armatura nella sezione di massetti di spessore fino a 8/10 cm, e pertanto il corretto funzionamento teso alla limitazione dell’ampiezza delle fessure.
 
Le reti in PP, sono totalmente inerti dal punto di vista chimico, non arrugginiscono né per infiltrazioni d’acqua, né per carbonatazione (fenomeno tipico delle malte cementizie). Sono ideali anche in ambienti aggressivi quali ambienti marini e industriali o a contatto con malte a base di calce.
 
Vantaggi:
  • Facilmente sagomabili
  • Leggere e maneggevoli nel trasporto (da 160 a 250 g/m2)
  • Razionali nello stoccaggio e nella gestione del cantiere
  • Facili da tagliare, piegare e adattare alla misura del manufatto
  • Rapide nella posa
  • Non interferiscono con i campi elettrici e magnetici (reti wireless) 
Applicazioni:
  • Massetti per pavimenti industriali e civili, monostrato e pluristrato, galleggianti e radianti
  • Getti continui di calcestruzzo per grandi superfici (palestre, campi sportivi, parcheggi, rampe di accesso, scivoli, marciapiedi ecc.)
  • Massetti cementizi alleggeriti
  • Applicazioni esterne in ambienti aggressivi (marini, stradali, industriali...)
  • Realizzazione di pannelli prefabbricati
  • Cappette in sabbia-cemento per la protezione delle impermeabilizzazioni

Modalità di posa:

  1. Preparare il fondo livellando e compattando la superficie. Se possibile disporre un geotessile sotto il getto al fine di ridurre il consumo di calcestruzzo dovuto all’infiltrazione nel sottofondo.
  2. Srotolare la bobine sulla superficie di posa. Strisce di prodotto di lunghezza adeguata possono eventualmente essere tagliate dal rotolo con un semplice paio di cesoie.
  3. Sovrapporre strisce o fogli adiacenti per circa 8/10 cm e fissarle, se necessario, con fascette di plastica.
  4. Per contrastare efficacemente la fessurazione la rete deve essere annegata nella miscela a 2/3 dello spessore della gettata (per manufatti superiori ad 8 cm si spessore si consiglia di procedere con due strati di rete posati a ¼ e ¾ dello spessore). Si consiglia quindi di posare la rete dopo una gettata parziale, ricorrendo ad opportuni spessori per sollevarla da terra, oppure tenerla alzata durante il getto.
  5. Prima del livellamento finale, eliminare le eventuali bolle d’aria rimaste intrappolate nel getto. 
 
A cura di AssINgeo (Associazione Industrie Nazionali Geosintetici )
 
www.assingeo.it