Il Senso delle Costruzioni - Industria dell' Ambiente Costruito

Il Senso delle Costruzioni

Il Settore delle Costruzioni si sta evolvendo come Industria dell'Ambiente Costruito ponendo al centro Digitalizzazione e Sostenibilità, il che vuol dire che Modellistiche e Sensoristiche varie fanno dell'Edilizia un ambito infrastrutturale nella Smartness ponendo a oggetto dei contratti e dei relativi finanziamenti criteri dinamici e flessibili nel tempo dilatato dei contratti di durata che riguardano Prestazioni dei Manufatti e dei Comportamenti degli Utenti.

Ripercorriamo con attenzione, quindi, i passaggi sopraddetti, iniziando dal fatto che un Comparto ambisce ad assumere una Dignità Industriale a partire da una razionalizzazione delle Forme di Progettazione e di Produzione che, tuttavia, è chamata a garantire il conseguimento delle Specificità che l’Ambiente Costruito impone.

Tale Costruito è, tuttavia, anche Ambiente, nel senso che esso ospita il Vissuto, le Attività che la Società, nelle sue molteplici declinazioni, pone in essere.

Ciò pone, in primo luogo, una dialettica tra il Tangibile, l’ambito edificato (da conservare e da trasformare) e quello edificando/edificabile.

E’ chiaro che il Costruito, ancor più ovviamente che il Costruendo e il Costruibile, possiede caratteristiche di forte Oggettualità, ma, sotto le vesti della Simulation e della Performativity, questa Tangibilità paradossalmente si dematerializza, nel duplice senso che diviene oggetto di negozi contrattuali sempre più estesi nel tempo e che le forme che esso assume devono riflettere tale condizione, come dimostra la dizione, peraltro usata in modi leggermente diversi, di Performalism.

Si tratta evidentemente di una Prestazionalità che, più che soddisfare astrattamente le Esigenze degli Utenti, è tenuta a generare in maniera diacronica redditività, sotto le vesti, appunto, di Prestazioni erogabili che, in buona parte, come per quelle fisico-ambientali, sono, per così dire più “spaziali” che non “oggettuali”.

Del resto, anche l’accezione stesso di Risparmio contenuta negli Edifici ad alta Efficienza Energetica si trasforma nella concezione di Edifici a Energia Positiva, Edifici che, anziché consumare o essere autosufficienti, addirittura producono.

In ogni caso, la provenienza privata delle risorse finanziarie, anche per gli investimenti pubblici in conto capitale o in capitale fisso, rende obbligata questa ipotesi.

La Digitalizzazione e la Sostenibilità (nelle sue diverse manifestazioni) divengono, pertanto, strumenti e fini di questo intento, premesse di un Mercato in cui i Modelli (di qualunque natura), preferibilmente interoperanti e coerenti tra loro, definiscono a priori ipotesi che, in seguito, grazie ai Sensori, saranno misurate e rettificate, anche in maniera autoregolante.

Ciò che, però, fa di tutto questo una opzione inedita, non semplicemente riconducibile ai cosiddetti Edifici Intelligenti o alla Domotica, è la considerazione che non si tratti più di far agire in remoto gli Oggetti in quanto tali,  bensì di assicurare quelle condizioni di Utenza, di Exploitation, che sono, tuttavia, richieste in maniera flessibile e dinamica nel corso del Ciclo di Vita.

Se, allora, la Fisicità delle Opere e la loro Prestazionalità non viene certo meno, è, comunque, la loro Funzionalità, la loro Operazionalità a divenire requisito distintivo, avvicinando il Settore delle Costruzioni sia all’ambito delle Utility sia a quello della Salute.

L’Organismo Edilizio diventa, infatti, Elemento di una Infrastruttura Allargata e Connessa (con le altre Reti, Materiali e Immateriali), si “infrastruttura”, non alla scala singolare, bensì a quella distrettuale, urbana e territoriale.

Sotto questa prospettiva gli Interventi di Riqualificazione e di Rigenerazione Urbana si fanno, allora, Grandi Infrastrutture, da realizzarsi progressivamente e gradualmente, che richiedono la presenza di Catene di Fornitura non estemporanee, non, appunto, Temporanee, non opache, bensì trasparenti, appunto, Aperte.

E’ palese, pertanto, che un simile approccio presuppone un coinvolgimento, precoce e paritario, di tutti gli Attori, Stakeholder e Stockholder, che, da un lato, si con-fondono in tema di ruoli e di responsabilità nei Contratti Relazionali e che, da un altro canto, devono affrontare una Smartness della Cità che è, paradossalmente, anzitutto, non tanto Connessione di Flussi, bensì Socializzazione di Individualismi che hanno reso Singolare lo Spazio Pubblico.

E’, dunque, chiaro che un impressionante dispiegamento tecnologico nella Digital Built Europe richiede che a esso si accompagni un processo umanistico di Innovazione Sociale. Il che richiede a tutti gli Attori e Operatori un atteggiamento diverso, che influisce su un profondo cambiamento di statuti e di paradigmi, in gran parte incognito e, comunque, sconvolgente gli assetti attuali che hanno ancora una matrice di stampo tardo-ottocentesco.

D’altra parte, non è un caso che Digitalizzazione e Sostenibilità siano, in primo luogo, Agenti che conchiudono una storia, secolare, in cui Edilizia, Architettura e Industria hanno giocato una partita ambigua, molto spesso meccanicistica, talvolta fallimentare.

E’ allora questo Determinismo a essere messo in causa da una contemporanea Modernità che ci richiederebbe Attitudine Probabilistiche o, almeno, Sofisticate.

Le stesse che ritroviamo nella Modellistica, ma che stentano a confrontarsi evolutivamente con la realtà degli accadimenti rivelata dalla Sensoristica. Come dare concretezza a tutto questo? Attraverso una Strategia Industriale.

Qualche spunto interessante è rintracciabile nell'Appel à contributions del Governo Francese sulla Digitalizzazione delle Costruzioni: http://mission-numerique-batiment.fr/contributions/

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