COME i nuovi strumenti cambieranno il modo di PROGETTARE e COSTRUIRE

In molti Paesi ormai il BIM è diventato già una realtà. Le riviste fanno a gara a ricercare quale sarà il primo vero edificio realizzato con stampanti 3D. I governi investono in Start UP e nelle cantine nascono nuove attività di makers. La scansione 3D e l’uso dei droni consente di evffettuare rilievi con precisioni e tempi incredibili. La realtà virtuale è ormai accessibile a tutti i professionisti.

La domanda quindi è: siamo di fronte a un vero passaggio di frontiera ? Per capirlo abbiamo incontrato il prof. Marco Gaiani, docente ordinario di DIsegno dell’Architettura all’Università di Bologna e gli abbiamo chiesto  se sarà proprio così, ovvero se la progettazione stia realmente cambiando.

Per Gaiani "I sistemi computazionali di seconda generazione hanno portato al processo di progettazione, costruzione e gestione nel tempo di un edificio non solo mezzi alternativi più veloci di elaborazione del progetto – i portati del primo livello di informatizzazione dei processi -, ma soprattutto un nuovo modo di gestire in modo unitario l’intero lifecycle dell’edificio dalla sua concezione alla sua manutenzione e valorizzazione destinato a cambiare il modo in cui si svolge la nostra attività operativa quotidiana. Il fulcro di questo cambiamento è l’integrazione attorno a modelli digitali tridimensionali dell’intero sistema informativo pertinente, per cui ogni attività è volta alla loro costruzione, modifica, interrogazione come entità oggetto o come complesso di informazioni collegato."

Ma questa evoluzione che effetti avrà sull’operato del professionista ? ne indebolirà il ruolo o ne potenzierà la funzione e le possibili interazioni con gli altri stakeholder delle costruzioni ? Per il professore "In questa nuova dimensione l’ingegnere, l’architetto e il progettista ritornano ad essere non più solo ideatori e proprietari dello schema, ma costruttori in un sistema senza soluzione di continuità che passa dal rilievo dell’esistente, tramite sistemi di acquisizione a base tridimensionale, alla concezione del nuovo organismo, definito in ogni aspetto (geometrico, funzionale, ambientale, statico, impiantistico), fino alla costruzione diretta tramite sistemi a riporto di materiale.”

Per il Professore Gaiani è quindi vero quanto abbiamo affermato all'inizio di questa intervista: "Si tratta di un cambiamento epocale, il principale intercorso da quando Leon Battista Alberti ha scritto il suo De Architectura nel XV secolo, un programma che, tuttavia, non è una semplice utopia per il domani, ma un metodo di lavoro completo per l’oggi. Esso è stato chiamato Building Information Modeling (BIM), ed è applicabile non solo alla nuova costruzione, ma anche al patrimonio esistente, che rappresenta comunque un campo di esercizio rilevante. Un metodo che tuttavia presenta, come sempre, innumerevoli problematiche aperte, di cui occorre tenere conto per arrivare ad un utilizzo effettivo. Tra tutte:
1) Capacità di integrazione dei dati da parte dei modelli BIM
2) Coordinamento e collaborazione multi-disciplinare
3) Prestazioni dei modelli
4) Visualizzazione integrata in in ambienti di Augmented Reality 4-D
5) Continuità della filiera di progettazione dal rilevamento alla costruzione
Queste sono e saranno il focus di oggi e dei prossimi anni.”

Questo incontro con un esperto ci ha permesso di capire quanto sia importante per i professionisti non "distrarsi" e cogliere la sfida.
Il cambiamento è talmente radicale che non si può parlare infatti di semplice innovazione, ma di qualcosa di più ampio e che cambierà il modo di intendere il progetto.

Grazie ai nuovi strumenti la progettazione edilie si avvicina a quella meccanica. Grazie alla modellazione - architettonica, strutturale, energetica, sicurezza antincendio - ancor prima di costruire sarà possibile confrontare nuove ipotesi e realizzare edifici con prestazioni prima non immaginabili. L’evoluzione non resterà però solo negli strumenti, ma anche nell’organizzazione degli studi e società di progettazione, perchè la qualità del risultato sarà frutto di integrazione e specializzazione.

L’uso dei nuovi materiali e delle stampanti 3D ci consentirà di pensare l’architettura degli edifici come mai abbiamo fatto ora, che in parallelo automobilistico può essere sintetizzato pensando alle auto squadrate degli anni 70 e le auto di questo decennio.

E’ iniziata una nuova era, e come sempre, trova in SAIE il luogo per capirne e apprenderne i concetti fondamentali.
A SAIE infatti una serie di corsi dedicati a questi argomenti all'interno della SAIE BUILT ACADEMY. 35 corsi con crediti professionali suddivisi in 5 aree tematiche, di cui una interemente dedicata alla progettazione innovativa.

 


Nota:
Il prof. Marco Gaiani, docente ordinario di DIsegno dell’Architettura all’Università di Bologna, aprirà il primo corso dell’Area Temati PROGETTAZIONE INNOVATIVA della SAIE BUILT ACADEMY.
Il corso, che si tiene il 22 ottobre a SAIE dalle ore 10, ha per titolo "Come i nuovi strumenti cambieranno il modo di progettare e costruire”. Per saperne di più: SAIE BUILD ACADEMY http://www.saie.bolognafiere.it/it/eventi/saie-built-academy