Nuova SEDE SKY ITALIA (MI) centro direzionale e produzione televisiva

Memoria tratta dagli Atti delle GIORNATE AICAP 2014  - Bergamo 22-24 maggio 2014

La nuova sede SKY Italia è situata nella zona di Milano Santa Giulia, al confine con Rogoredo. Il complesso è composto da tre edifici; edificio 1 (edificio tecnologico) è attrezzato per produzione televisiva, mentre l’edificio 2 e 3 sono edifici per uffici. Edificio 1 è collegato Edificio 2, che a sua volta è collegato all'edificio 3 da un ponte multipiano sospeso sopra il livello della strada. Lo scopo di questo documento è quello di illustrare le metodologie di costruzione utilizzati per questo complesso di edifici (fondazione sul jet-grouting, strutture in calcestruzzo armato, strutture prefabbricate verticali e orizzontali, struttura a ponte in acciaio), nonché le particolari analisi strutturali condotte al fine di fornire una notevole rigidità alla struttura.

1. INTRODUZIONE
Il complesso è composto da 3 edifici (di cui uno ancora in costruzione) collegati tra loro da una piastra comune con due piani interrati destinati a parcheggio, magazzino e locali impianti.

Figura 1 - Rendering Nuova Sede SKY

Il ponte multipiano (luci: lung. 30.15m, trasv. 16.80m), sospeso sulla viabilità stradale, è sostenuto da travi reticolari in carpenteria metallica, costituenti le 2 facciate strutturali sull’altezza di 3 piani.
L’edificio 1 ha richiesto specifiche analisi strutturali, nonché particolari scelte progettuali, per la necessità di conferire allo stesso notevole rigidità sotto le azioni orizzontali, al fine di garantire l’allineamento dei segnali di trasmissione ai satelliti, attraverso le antenne poste sulla copertura.
I solai degli edifici sono in elementi prefabbricati in c. a. precompresso a fili aderenti, i pilastri sono prefabbricati (Rck=50MPa). Le strutture sono messe in opera secondo precise sequenze di montaggio che hanno permesso la realizzazione delle strutture in tempi più stretti rispetto alle tradizionali strutture in c.a.. Il modulo costruttivo è basato su una maglia tipica di 8,40x8,40m, che si adatta alle diverse situazioni localmente si sono realizzate campate di circa 18,00m (ed. 1) e di 16.80m (ed. 2). Le strutture (vani scala e vani ascensori), aventi funzione controventante degli edifici sotto l’azione dei carichi orizzontali, sono realizzate in opera (Rck=37MPa) e connesse in seconda fase alla struttura prefabbricata mediante sistemi di ripresa e di continuità che garantiscono il monolitismo.
La presenza dell’acqua di falda e la particolare natura dei terreni hanno richiesto una fondazione a platea su colonne di jet-grouting, adottando il metodo costruttivo “vasca bianca” a garanzia della impermeabilità.

2. OPERE FONDAZIONALI
Le opere fondazionali degli edifici, nonchè le relative strutture complementari, sono costituite da una platea su colonne di jet-grouting. Tale scelta è conseguenza della particolare natura dei terreni e della presenza dell’acqua di falda. Le opere di consolidamento del terreno sono state effettuate mediante la tecnologia jet-grouting, monofluido e bifluido, tramite l'iniezione nel terreno di miscele cementizie ad alta pressione.
La peculiarità di questa tecnica consiste nella capacità, durante l'iniezione, di disgregare il terreno, miscelandolo contemporaneamente con un fluido cementizio fino a formare una colonna di materiale che ha caratteristiche geomeccaniche superiori rispetto a quelle del terreno originario, con sezione circolare ed asse corrispondente al foro di perforazione. Sono state realizzate colonne, sia compenetrate che tangenti tra loro, aventi diametro massimo pari a 190 cm in corrispondenza dei maggiori carichi verticali e altezza massima pari a 11.15 m in corrispondenza dei vani scala.



Figura 2 - Planimetria Nuova Sede SKY

Committente: Milano Santa Giulia S.p.A.,
Progetto Architettonico: Byron Harford - East Sydney
Progetto Strutture in opera e Direzione Lavori opere strutturali: MSC Associati S.r.l. – Milano.
Progetto opere prefabbricate: Gamma Engineering – Lecco.
Impresa Appaltatrice: Colombo Costruzioni S.p.A – Lecco,

Figura 3 - Stralcio pianta colonne ed. n°1

La tensione ammissibile del terreno naturale è stata assunta pari a 1,5 daN/cm2, mentre in corrispondenza delle colonne di terreno trattato la tensione ammissibile è stata assunta pari a 10 daN/cm2.

Figura 4 - Estradosso Colonne vano scala

Al fine di verificare la bontà di realizzazione di tali opere di consolidamento è stata svolta una campagna di indagini costituita da: verifica della densità della miscela cementizia (1.53 kg/l); prelievi della miscela cementizia per verifica della resistenza a compressione; carotaggi per controllo della resistenza a rottura per compressione ad espansione laterale libera (> 50 daN/cm2); prove ecometriche; prova di carico in sito su colonna singola.

Figura 5 - Bilancia tipo Baroid

La platea di fondazione presenta spessore variabile da 80 a 120 cm (con esclusione della “zona ponte” illustrata nel seguito); i maggiori carichi caratteristici verticali sui pilastri sono prossimi a 14.580 kN (1.458 t) laddove lo spessore fondazionale è previsto pari a 120 cm.
Lo studio delle fondazioni è stato condotto idealizzando il comportamento del terreno di tipo elastico alla “Winkler” differenziando la rigidezza tra le zone non trattate (kwinkler= 0,7 daN/cm3) e quelle consolidate mediante jet-grouting (kwinkler< 4,5 daN/cm3). Le analisi statiche delle opere fondazionali sono state condotte mediante il metodo degli elementi finiti realizzando diverse modellazioni di insieme e di dettaglio.



Figura 6 - Modellazione platea zona vani scala

La platea è resa impermeabile mediante il sistema di impermeabilizzazione denominato “vasca bianca”; tale tecnologia si basa sulla realizzazione di una struttura in c.a. impermeabile e sull’impermeabilizzazione di fessure, giunti e attraversamenti. Tale metodologia prevede la fessurazione programmata del calcestruzzo ottenuta utilizzando elementi di prefessurazione posati tra le maglie di armatura.

Figura 7 - Elemento di prefessurazione

Le fessurazioni e i punti critici vengono successivamente impermeabilizzati con iniezioni di resina acrilica.
Le caratteristiche principali della platea sono riportate nel seguito:
1) Calcestruzzo. Il conglomerato cementizio presenta il seguente mix-design: classe C25/30; rapporto acqua/cemento < 0,55; contenuto di cloruri 0,20; classe di consistenza S4; diametro massimo dell’aggregato 30 mm; classe di esposizione XC2; cemento tipo CEM IV/A 32.5R (dosaggio 360kg/m3); superfluidificanti di tipo Acrilico o Policarbossilico con dosaggi compresi tra lo 0,9% e l’1.1% sul peso del cemento. Oltre al controllo della composizione del calcestruzzo presso l’impianto di confezionamento, vengono svolti in cantiere controlli sul calcestruzzo fresco, tra i quali: rapporto acqua/cemento; densità; aria occlusa; acqua efficace; consistenza.
Sono stati eseguiti da Laboratorio Ufficiale, ed in contraddittorio con la Direzione Lavori Opere strutturali, controlli a piè d’opera per la valutazione delle caratteristiche del cls fresco. L’immagine seguente mostra le fasi di valutazione delle caratteristiche del cls fresco: rapporto a/c; classe di consistenza; aria occlusa.

Figura 8 - Controlli cls fresco per getto platea

2) Prescrizioni progettuali. In fase di progettazione la platea è stata suddivisa in lotti costruttivi, delimitati dagli elementi di prefessurazione, aventi forma prevalentemente quadrangolare con superficie non superiore ai 400 m3. Inoltre, relativamente alle armature, sono previste particolari disposizioni, quali: sovrapposizione minima 60?; nessuna sovrapposizione in corrispondenza degli elementi di prefessurazione; ricoprimento 50 mm.

ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO INTEGRALE

  • L'ANALISI DELLA DEFORMABILITA’ DEGLI EDIFICI
  • LE STRUTTURE VERTICALI PREFABBRICATE
  • LE STRUTTURE DI CONTROVENTAMENTO IN CLS GETTATO IN OPERA
  • LE CONNESSIONI TRA LE VARIE STRUTTURE
  • I TEMPI DI REALIZZAZIONE