Un esempio di valutazione del danneggiamento e studio del miglioramento sismico di un edificio storico dell’Aquila

ABSTRACT
L’articolo riassume gli studi condotti per la valutazione del danneggiamento subito in seguito al terremoto del 6 aprile 2009, dalle strutture in muratura di pietra e mattoni di “palazzo Paone” nel centro storico de L’Aquila.
Gli studi hanno compreso analisi numeriche sismiche con l’implementazione di un modello dell’edificio ad elementi finiti. Le analisi condotte hanno confermato la distribuzione del danneggiamento sismico osservato in sito, e forniscono importanti considerazioni sulla valutazione della tecnica di miglioramento sismico da adottare per l’intervento sull’edificio.
I risultati ottenuti dalle analisi, in termini di sforzi puntuali, sono stati valutati in relazione ai criteri di verifica di resistenza imposti dalla norme tecniche italiane e sono proposti opportuni confronti con i criteri di rottura presenti in letteratura. Con riferimento all’edificio analizzato si è elaborata una stima numerica dei parametri utili alla formulazione di tali criteri. E’ risultata una interessante proposta di verifica di resistenza.
E’ emersa la necessità di perseguire lo studio attraverso l’approntamento di prove addizionali di taglio sui materiali in sito, per la valutazione sperimentale di coesione e coefficiente d’attrito della muratura.

1. INTRODUZIONE
Lo studio ha interessato un palazzo nobiliare del XIX° secolo di carattere storico e monumentale , situato sul perimetro del centro storico della città dell’Aquila. In seguito al sisma dell’Aquila del 6 aprile 2009 di intensità MW = 6.3 l’edificio è stato dichiarato inagibile con esito “E” (ai sensi della scheda AeDES 06/2008 contenuta nell’ordinanza O.P.C.M. n° 3753/2009).
Lo studio è stato condotto durante i lavori di ristrutturazione eseguiti dalla ditta Paterlini Costruzioni di Brescia, IT. I documenti redatti dai professionisti incaricati per l’estensione delle pratiche di ristrutturazione [1], [2] sono stati presi come riferimento iniziale per i rilievi e le indagini sperimentali relative alla geotecnica ed ai materiali.

1.1 Organizzazione strutturale
L’edificio ha pianta rettangolare di dimensioni massime 33,7m per 20m e altezza massima 15,2m circa, è isolato sul perimetro da quattro vie, è organizzato attorno ad una corte centrale ed al vano scale; l’edificio si sviluppa su tre piani abitabili (piano terra e primo piano presentano una altezza interna maggiore, 4.4m circa, rispetto al secondo ed ultimo piano, 3.1m circa), sormontati dal piano sottotetto, parzialmente non accessibile. Le murature sono disposte ortogonalmente secondo due direzioni principali. Si presentano arretramenti di volume sia al primo che al secondo piano, si vedano le planimetrie nella Figura 4.
Nel 1930 la facciata su corso Vittorio Emanuele II è stata ricostruita su un nuovo allineamento, imposto da modifiche di viabilità del centro storico (Figura 2).

Figura 1 – Fotografia relativa a rifacimento di solai in latero cemento eseguiti al secondo piano.

1.1.1 Volte

Al piano terra si trovano prevalentemente volte (gli ambienti voltati coprono circa il 70% della superficie) con valenza strutturale, le poche volte presenti ai piani superiori sono coperte da solai piani portanti (Figura 4).

1.1.2 Solai
Con eccezione degli ambienti voltati del piano terra tutti gli orizzontamenti dell’edificio sono realizzati in solaio piano a putrelle e tavelloni o travetti in cemento armato e pignatte con soprastante cappa in calcestruzzo armata con rete elettrosaldata; dai rilievi eseguiti durante i lavori di ristrutturazione è stato possibile accertare che non sono stati realizzati cordoli perimetrali ai solai (Figura 1). L’edificio ha strutture di copertura non spingenti.
 


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