Sostenibilità: vision, materiali e tecnologie

L'obiettivo dello scritto è, in primo luogo, sviluppare una visione condivisa della sostenibilità.
Nella prima parte ne viene esplicitata l'analisi concettuale e ne viene presentato il tema nella sua globalità, partendo dal riferimento ad autori classici, fino ad arrivare ad una nuova visione della sostenibilità.
Nella seconda parte vengono indagate tecniche, materiali e processi produttivi in grado di generare innovazioni sostenibili. L'articolo si conclude con una breve presentazione di edifici “innovativi” per forma e/o tecnologia nel panorama italiano e mondiale.

PREMESSA
Il maggiore paradigma del nuovo secolo è il tema della sostenibilità ambientale.
Durante il secolo passato, principalmente nel continente europeo, le esigenze della costruzioni sono state semplici e ben identificate. Dopo la prima e la seconda: guerra mondiale l'industria dell'edilizia era trascinata dall'industrializzazione, l'esigenza era, in generale, quella di garantire la casa alla popolazione desolata da lunghe guerre.
Importanti piani nazionali di ricostruzione hanno mosso la politica economica/industriale Europea cercando la massima standardizzazione e resa globale nel campo delle costruzioni.

La bellezza definita da maestri dell'architettura non è un valore fondamentale. Invece, le esigenze ed i valori si possono identificare in imperativi quali: economicità e diminuzione tempi di costruzione.
La maggior parte della produzione edilizia era basata sulla necessità e dal dualismo Costo/produzione. Questa Politica economica industriale ha caratterizzato il modello edilizio nell'ultimo secolo fino ad oggi, spingendosi dall’Europa all’Oriente, fino alla Cina. Il modello ha sviluppato in maniera significativa l'industria del cemento e dell'acciaio percorrendo e sviscerando al massimo i paradigmi già enunciati.
La bellezza come definita dal maestro Le Corbusier si è cercata, ma solo in sporadiche creazioni in cui la mano pubblica o l'investitore attendo si sono spinte a importanti realizzazioni.

“L'architettura agisce sugli standard. Gli standard sono cose di logica, di analisi, di studio scrupoloso […] L'architettura è immagine plastica, è speculazione intellettuale, matematica superiore. L'architettura è un'arte assai degna. Lo standard, imposto dalla legge di relazione, è una necessità economica e sociale. L'armonia è uno stato di concordanza con le norme del nostro universo. La bellezza domina; essa è di pura creazione umana; essa è è il superfluo necessario a colore che hanno un anima elevata. Ma bisogna prima tendere lo stabilimento di standard per affrontare il problema della perfezione”
Le Corbusier: Vers un Architecture, Paris 1958

Tale modello è semplice, molte volte banale, e non contempla la reale complessità di esigenze oggi presenti. La crisi sistemica del 21 secolo ha dimostrato che questo modello di sviluppo non affronta in maniera globale gli aspetti presenti nella realtà attuale.
Ormai tutta la comunità mondiale è concorde nel ricercare nuovi modelli di sviluppo che mettano al centro dell'operare la sostenibilità ambientale.

“Lo Sviluppo Sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri” (questa prima definizione è contenuta nel rapporto del Presidente, Sig.ra Gro Harlem Brundtland, della WCED, World Commission on Enviroment an Development-UNESCO, 1987).

Questa definizione trova un consenso allargato durante la conferenza di RIO '92 in cui si sono gettate la basi per la definizione dell'Agenda 21, cioè : un masterplan per la sostenibilità del 21°secolo rappresentata concettualmente in Fig. 1., come un tavolino a tre gambe.
Le tre gambe sono i pilastri fondamentali su sui costruire in maniera equilibrata le politiche di crescita economica.



Fig. 1 – Tavolo a tre gambe Rappresentazione della definizione di sostenibilità.

La coscienza di nuovi modelli di sviluppo è un concetto sempre elaborato dagli studiosi, si ricorda l’americano Aldo Leopold nel suo saggio avente proprio il titolo “The Land Ethic” 1949, gettava le basi per un'etica ambientale.
Ecco che il concetto di bellezza di Le Corbusier viene allargato cercando basi solide di standard ambientali, sociali ed economici per una nuova politica di sviluppo.
Il soggetto mediatore all'interno della politica sostenibile è la governance ed gli enti preposti alle scelte politiche di gestione del territorio; solo scelte oculate per una nuova visione e declinazione del futuro possono portare ad una vera sostenibilità.

Le tre gambe si possono concepire come un fiore “amaro” a tre petali, ogni petalo può rappresentare un singolo aspetto ed essere in relazione con gli altri. Fiore per l'armonia e la bellezza del progetto comune ai popoli, cioè vivere in reciproco sostegno mirato allo sviluppo sostenibile, amaro perché il perseguirlo costa sacrifici.

 



Fig. 2 – Il fiore della sostenibilità.

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