Ma il tempo è davvero un tiranno?

“La semplicità è la necessità di distinguere sempre, ogni giorno, l’essenziale dal superfluo”. Ermanno Olmi

La gestione del tempo è una competenza critica fondamentale per il periodo che stiamo vivendo. Distinguere il tempo propizio per fare o per lasciar andare richiede riflessione, allenamento, pratica nel business e fuori da esso. Competenze eccellenti nel campo tecnico possono fallire se non si sa pianificare o emergono se si conosce il tempo di crescita delle persone che si hanno di fronte.

Espressioni come: “Chi ha tempo non aspetti tempo; tempus breve est; la notte porta consiglio; il tempo é sempre una risorsa scarsa; non ho tempo da perdere; se avessi più tempo, sono cosi comuni che difficilmente le mettiamo in crisi, ce ne convinciamo, le crediamo vere sempre ed in ogni contesto!

Mai come in questo periodo le aziende sono chiamate come esperto di sviluppo di persone, a collaborare con i responsabili HR, per migliorare capi e collaboratori attraverso un training che renda più efficace ed efficiente il tempo speso dalle persone nelle loro organizzazioni. Confusione, pressione, scarsa chiarezza nella definizione degli obiettivi, prestazioni poco performanti dovute a informazioni tra loro discordanti, hanno spesso alla base poca attenzione alla risorsa tempo ed al suo utilizzo come risorsa.

Gli antichi greci avevano due parole per il tempo, kronos e kairòs. Mentre la prima si riferisce ad un significato di tempo legato alla logica e sequenziale, la seconda significa "un tempo nel mezzo", un momento di un periodo di tempo indeterminato nel quale "qualcosa" di speciale accade, come se si trattasse di un tempo di Grazia. Il tempo del genio non è il tempo kronos, unidirezionale e tiranno; è il tempo , ciclico e periodicamente favorevole e opportuno. Il tempo di Esiodo non quello di Sofocle; delle “Opere e i Giorni” e non quello della Tragedia. Il processo lavorativo del genio è il tempo del "giusto momento": quando tagliare l’albero; quando considerare conclusa la stagionatura; piegare il legno; stendere la vernice; una prima, una seconda, una terza volta…
Mentre kronos si riferisce a qualcosa di quantitativo, kairòs ha una natura qualitativa e poco determinabile da fattori oggettivi. Nel caso di kronos penso al tempo scandito da un Manager dilinea, nel caso di kairòs penso al tempo in cui il contadino decide di seminare o raccogliere. Come divinità Kairòs era un dio semi-sconosciuto, mentre Crono era considerato la divinità del tempo per eccellenza. Avere competenze di gestione del tempo, significa saper discernere la differenza tra i il kronos ed il kairòs, per cogliere l'opportunità del giusto tempo. Arte questa del politico, sin dall' antichità, dello stratega, dell'educatore e di chi fa crescere.
Normalmente ci rendiamo conto del valore del tempo quando abbiamo un problema da risolvere, una crisi da affrontare. Questo momento evidenzia i tratti preziosi e strategici del tempo per trovare la soluzione, per raggiungere un risultato, per guarire una situazione o una persona.

Esiste poi una percezione, tutta psicologica di concepire il valore del tempo. Mayers e Briggs, due psicologhe di tradizione Junghiana, nello studio del loro modello più famoso al mondo e chiamato MBTI (Mayers Briggs Type Indicator) sui tipi psicologici, ritengono che esistano due attitudini tra loro differenti nella gestione del tempo. La prima chiamata Giudizio, dove l’attitudine è di partire con task, in modo organizzato, pianificato e prevedibile. Le persone che hanno quest’attitudine sono affidabili, efficienti, ma sempre efficaci? Al suo opposto troviamo l’attitudine chiamata Percezione, dove le attività non trovano quasi mai un tempo completamente strutturato ed organizzato, perché le cose possono cambiare ed occorre lasciare spazio all’imprevisto, non interrompere un processo forzandone il risultato. Queste persone sono molto efficaci, prudenti ma possiamo dirle efficienti?

Non esiste giusto o sbagliato rispetto a queste attitudini. Esistono attività dove il tempo va considerato in modo meccanico, come un contenitore con un dosatore e lavori dove il tempo è fluido, perché si cerca l’innovazione, la creazione di un’opportunità. Mi riferisco nel primo caso al processo di produzione del liquore Uzo12, che ho visto a Volos in Grecia in uno stabilimento in parte di proprietà della Campari e nel secondo caso alle attività di manager di una società di consulenza di Milano di circa 80 persone, dove la soluzione strategica per un cambiamento organizzativo, veniva cercata attraverso un processo di gestione del tempo totalmente destrutturato e creativo. Nel secondo caso non si poteva chiedere al manager di raggiungere un risultato in due giorni, ma di farlo cercando di tenere sotto controllo vincoli ed opportunità, e lasciare che l’idea emergesse da sola in un tempo ignoto! Alle volte un capo, un dirigente, un collaboratore, commette il grave errore di gestire una relazione umana e professionale utilizzando il kronos piuttosto che il kairòs ed allora sono dolori! Cambiare le skill, acquisirne di nuove può essere fato con un corso di addestramento di due giorni, ma apprendere la leadership o far crescere un collaboratore sulla delega è un po’ più difficile da programmarne l’esito. Capita anche che ci impegniamo in azioni di cambiamento su persone che ne son semplicemente immuni, semplicemente il tempo passa e non sortisce nessun effetto.

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