Umanesimo e Modellazione Informativa

Negli Stati Uniti, unitamente al Regno Unito e all'Ungheria, è stato concepito il Building Information Modelling.
Negli Stati Uniti risiedono la maggior parte delle softwarehouse: Autodesk, Bentley, Trimble, Vico.
Negli Stati Uniti vi sono i maggiori centri di ricerca sul Building Information Modelling e le sue derivazioni: da Georgia Tech a Stanford, da Columbia a MIT, da USC ad Harvard.
Negli Stati Uniti vi sono molte Committenze Avanzate: da GSA alle Aziende Ospedaliere e alle Società Aeroportuali.
Negli Stati Uniti, inoltre, Mc Graw-Hill Construction illustra le tendenze mondiali.
Negli Stati Uniti CASE Inc. definisce Data Analytics e Data Metrics in grado di conferire al Committente una profonda capacità di Intelligence sui Processi.
Negli Stati Uniti Flux inizia a evidenziare come i Big Data possano influire tremendamente sugli Sviluppatori Immobiliari.
Negli Stati Uniti, però, a Yale nello specifico, ma anche altrove, vi è anche il più intenso dibattito culturale, evidente grazie a Phil Bernstein, Mario Carpo, Peggy Deamer, Karen Kensek, Antoine Picon, e altri, sul ruolo post-umanistico dell'Architetto nell'età della Digitalizzazione.
Due recenti saggi, di David Ross Scheer, l'uno per i tipi di Routledge, e di Richard Garber, l'altro pubblicato da Wiley, mettono, infatti, in evidenza come la figura albertiana dell'Architetto sia insidiata da quella, pre-rinascimentale, del Maestro Costruttore, e come, ad esempio, la tridimensionalità analogica dei modelli medievali non si discosti molto da quella digitale del Computational Design e dell'Information Modelling e sia rafforzata dal legame con Additive Manufacturing e Digital Fabrication.
All'insegna della sostituzione del Modello al Disegno si sviluppa in entrambi gli autori una riflessione che sostanzialmente si gioca sulla forte preoccupazione che la Digitalizzazione renda contendibile il primato dell'Architetto (e dei suoi Consulenti Ingegneristici) così come è concepito nelle Scuole di Architettura (e, in parte, di Ingegneria), come una Entità che, a prescindere dalle logiche costruttive, domina i luoghi intellettuali della concezione.
Naturalmente i toni preoccupati dei due autori hanno, però, un risvolto propositivo nell'individuare nelle potenzialità di logiche e di linguaggi inediti (o, per certi versi, antichi) ulteriori spazi di manovra per coloro che concepiscono.
Parimenti, Randy Deutsch esprimeva meraviglia per il grado di collaborazione manifestato da esponenti del mondo professionale nei confronti di Flux (la cui matrice culturale è parzialmente ascrivibile alle costruzioni in legno così come a Frank Gehry) che, tuttavia, esattamente come per i Governi Europei, identifica nel Building Information Modelling un elemento di supporto alla creatività e di riduzione della ripetitività delle attività a corollario.
Ma, in fine, quel che è certo è che Beginning with the End in Mind, così come Delivering an Operational Building, pongono alle Scuole di Architettura e di Ingegneria due temi fondamentali:
1) accettare una logica industriale, nei Data-Driven Process, di integrazione tra Concezione, Realizzazione e Uso, in cui ai Progettisti compete un ruolo oneroso, ma che può facilmente scadere nell'asservimento;
2) ammettere che, nell'ottica del Behavioural Information Modelling, il ruolo dei Progettisti di Funzioni (Architetto, Ingegneri, ma anche Committente) si leghi alla dimensione imprenditoriale derivante dai profitti ottenibili nel corso dell'Operazionalità del Manufatto tramite Comportamenti e Prestazioni.
È abbastanza singolare che le riflessioni più originali sul futuro delle Scuole di Architettura e di Ingegneria, così come sugli Statuti Professionali non giungano anche dall'Europa e come, in Italia, il Building Information Modelling sia considerato essenzialmente sotto il profilo strumentale, allorché esso diviene Instrumentum Regni di un disegno, forse involontario, di cambiamento di paradigma.
Certo, nel Regno Unito, NBS, vale a dire il RIBA, gestisce National BIM Library e BIM Toolkit, in Francia e in Germania le Rappresentanze Professionali degli Architetti dimostrano piena cognizione, sia pure, come per la Camera Federale degli Architetti, con qualche ritrosìa.
Ma le Scuole?
Da UCL a ParisTech, da KTH a TU Delft, da TU München a Technion, il tema della Digitalizzazione è affrontato con grande originalità, ma lo statuto e il primato delle Professioni non pare essere centrale, se non a University of Reading, in cui la Digitalizzazione delle Professioni è centrale, e in qualche Scuola germanofona, ove vi è anche una componente sociologica, accanto a quella gestionale.
Senza trascurare CRADLE, presso University of Helsinki.
Si veda, peraltro, il prossimo Workshop di Liverpool sulle relazioni tra BIM e Scienze Sociali, ma anche il recente Convegno di Newcastle su Industries of Architecture.
 

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