Progettazione di un rivestimento in RESINA nell’edilizia industriale: l’analisi del SUPPORTO

19/11/2014 5926

La scelta di un corretto ciclo o sistema di rivestimento, dipende da diversi fattori. Innanzitutto bisogna sapere che un rivestimento in resina di qualsiasi natura - epossidica, poliuretanica, ecc. - non è un elemento costruttivo portante, “il suo” carico di lavoro è destinato ad essere assorbito dal supporto su cui viene realizzato. Pertanto l’impianto progettuale non sarà vincolato esclusivamente al risultato estetico che si vorrà ottenere ma anche (e forse soprattutto) alla destinazione d’uso della superficie da realizzare (es. se bisogna realizzare un rivestimento per esempio antiscivolo, qualora venga utilizzata acqua).


Figura 1. Immagine di una superficie in calcestruzzo completamente degradato.

Analisi della superficie:

- Vecchia pavimentazione in piastrelle: in primis bisognerà verificare lo strato di aderenza delle piastrelle; controllando tutta la superficie affinché le eventuali piastrelle non perfettamente coese che andranno rimosse e sostituite con speciali malte (costituite da miscele di resine a due componenti di natura epossidica e sabbie di quarzo sferico a granulometria controllata). Questo tipo di supporto deve essere obbligatoriamente armato con rete di vetro da 160 / 370 gr al mq.
- Vecchia pavimentazione in calcestruzzo: condizione necessaria affinché il nuovo rivestimento possa aderire perfettamente al supporto sarà la rimozione di parti non coese, prodotti inquinanti quali olio, grasso e quant’altro ne possa compromettere l’adesione, quindi si provvederà al ripristino utilizzando speciali prodotti scelti in base all’uso finale a cui verrà sottoposto il supporto.
- Nuova costruzione in calcestruzzo: la circostanza migliore, in questo caso andranno rimossi lattime di cemento, eventuali residui di calce e prodotti antievaporanti.

In tutte e tre le casistiche si dovrà procedere con la preparazione di un fondo adeguato a ricevere un rivestimento in resina. Nel primo caso ricreare un supporto adeguato comporterà: pallinare o levigare la superficie, quindi posare una armatura in rete di vetro utilizzando prodotti a due componenti di natura epossidica; poi procedere in base al sistema previsto.
Nel secondo caso determinante è lo stato del supporto. Il calcestruzzo normalmente, se in buone condizioni, viene ripristinato solo dove necessita (recupero della “cartellina finale, ripristino dei giunti, ecc.). In casi straordinari: “piastre” sollevate, lesioni profonde, giunti strutturali da ripristinare ecc., il lavoro i preparazione si differenzia da caso a caso, dipenderà poi dalla esperienza di chi farà il sopralluogo iniziale, comprendere le modalità ed i tempi per il ripristino.
Nel terzo caso la superficie in calcestruzzo, essendo di recente creazione, andrà solamente preparata con un prodotto primerizzante in base alla finitura da realizzare.

I principali fattori ambientali ai quali un supporto adeguato deve saper rispondere per essere rivestito con prodotti resinosi:
- Capace di sopportare la movimentazione di carichi elevati e concentrazione di pesi in aree ridotte.
- Elevata resistenza alle sollecitazioni dovute alla vibrazione di particolari macchine di lavorazione.
- Non essere soggetto a fenomeni di umidità od essere esso stesso parte di un sistema di barriera vapore.

Le finiture in resina se collocate su di un supporto adeguato riflettono la stessa resistenza meccanica, migliorandone anche – in taluni casi – la tenuta. Proprio per questo però il moderno applicatore e progettista non può esimersi da una adeguata perizia delle criticità e di modulare una proposta quanto più in linea con la sua destinazione d’uso:
- Ambiente destinato a deposito prodotti finiti: è sufficiente un antipolvere colorato o trasparente. Nel caso di voglia raggiungere una maggiore durata e resistenza del rivestimento la scelta dovrà ricadere su prodotti bi-componenti di natura epossidica.
- Ambiente destinato a lavorazioni di prodotti alimentari: un rivestimento multistrato con finitura idonea al contatto di alimenti.

I rivestimenti resinosi si prestano ad una moltitudine di lavorazioni e sono capaci di completare un ciclo costruttivo virtuoso; conferendo inoltre quelle proprietà artistiche inarrivabili dalle comuni pitture smaltate e similari.