Polizza di Responsabilità Civile Professionale: le spese di difesa

In un precedente articolo dedicato alla sinistrosità nell’ambito delle professioni tecniche si è evidenziato come il concorso di diversi fattori sfavorevoli abbia fatto aumentare, nel corso degli anni, in modo quasi esponenziale la frequenza delle vertenze per il risarcimento di danni conseguenti a errori professionali che coinvolgono, appunto, i professionisti dell’area tecnica

A questo dato, già di per sè preoccupante, si deve aggiungere il malfunzionamento del sistema giudiziario che, oltre all’incertezza dell’esito del giudizio, logora le parti in causa con tempi processuali estremamente dilatati che fanno aumentare oltremisura i costi di difesa inducendo spesso il professionista a rinunciare al tentativo di far valere i propri diritti e facendo venire meno la sua determinazione nell’ottenere il riconoscimento dell’assenza di responsabilità solo per timore che le spese legali (e il tempo necessario) superino di gran lunga il valore del risarcimento richiesto, quand’anche effettivamente non dovuto.
Diventa pertanto di fondamentale importanza verificare le condizioni previste dalla propria Polizza di Responsabilità Civile Professionale in merito al pagamento di tutte le spese connesse alla gestione di una richiesta di risarcimento.
L’art.1917 c.c., comma 3, prescrive che le spese sostenute per resistere all'azione del danneggiato contro l'assicurato siano a carico dell'assicuratore nei limiti del quarto del massimale di polizza in aggiunta allo stesso.
La maggior parte delle polizze di responsabilità civile professionale, però, recepisce tale prescrizione riservando alla compagnia la facoltà di assumere, a nome dell’assicurato, la gestione delle vertenze, sia in fase giudiziale che extragiudiziale e fino a che la compagnia stessa ne abbia interesse, avvalendosi di tutti i diritti ed azioni spettanti all’assicurato stesso (che ha l’obbligo di comparire personalmente in giudizio nei casi in cui la legge lo preveda o la compagnia lo richieda) e dei legali, periti, consulenti e tecnici di propria nomina.
Con polizze così impostate, la Compagnia non riconosce le spese sostenute dall’assicurato per i propri legali e tecnici di fiducia e quindi, il professionista che volesse gestire personalmente la propria difesa dovrebbe sostenerne interamente i costi.
Nemmeno la stipula di una polizza di Tutela Legale separata e distinta dalla polizza RC è in grado di ovviare a questa grave lacuna in quanto, per quanto attiene le spese di difesa da una richiesta di risarcimento per responsabilità civile professionale, le polizze di Tutela Legale intervengono solo a secondo rischio rispetto alla polizza RC ovvero solo ad esaurimento del massimale di polizza RC ex art. 1917 c.c. (pari, come detto, ad un quarto del massimale di polizza, quindi generalmente molto elevato) o nel caso in cui la polizza di RC non sia operativa per la fattispecie di danno e la compagnia rifiuti il sinistro non assumendo quindi la difesa a nome dell’assicurato.
Per ovviare al problema alcune compagnie offrono la possibilità di coprire le spese di difesa sostenute dall’assicurato stipulando la copertura relativa alla Tutela Legale come estensione a pagamento della polizza RC stessa, grazie ad apposita convenzione con una compagnia di Tutela Legale.
In questo caso però il problema è che i massimali sono in genere molto bassi (10.000€ o 15.000€ spesso insufficienti a gestire la vertenza di danno fino alla sua conclusione), è prevista quasi sempre una franchigia e, soprattutto, la copertura delle spese di difesa non può essere utilizzata in caso la compagnia rifiuti il sinistro e tantomeno per citare in causa la compagnia di RC in caso di contenzioso con la stessa.
Per tutto quanto sopra evidenziato risulta evidente come sia di fondamentale importanza scegliere una Polizza RC Professionale con determinate caratteristiche.
Per scoprire quali scarica il pdf con l'articolo integrale