La metropolitana collinare di Napoli - Le nuove stazioni

Tra tradizione culturale ed avanguardia tecnologica

Parte 2: Le nuove stazioni

In relazione all’articolo pubblicato nel precedente numero del giornale, si riprende la descrizione della nuova metropolitana collinare di Napoli, trattando dettagliatamente della realizzazione delle nuove stazioni.

La stazione Museo - Cavour
Il progetto è stato redatto da Gae Aulenti, che ne ebbe incarico nel 1999. Come per le altre stazioni, lo studio progettuale è stato esteso all'ambiente urbano al fine di riqualificare un’area della città, come Piazza Cavour caratterizzata da forti correnti di traffico che la individuano quale snodo di confluenza e smistamento per i grandi quartieri storici della città di Napoli. Questa piazza individua un punto di connessione sia logistico che sociale consentendo l’interconnessione di aree slegate dal contesto urbano sia per la natura del territorio sia per motivi di ordine culturale e sociale.
Il progetto distributivo della stazione, come accennato nella parte generale, si sviluppa secondo tre direttrici: la quota della banchina, il sistema di connessioni verticali che conduce al mezzanino ed il mezzanino stesso.
Le gallerie di banchina sono state collegate al pozzo attraverso gallerie di discenderia che corrono parallelamente a quelle di linea. Considerata la scarsa qualità dei terreni e i problemi connessi all’avanzamento sotto falda, per la costruzione dei pozzi è stato indispensabile progettare una struttura perimetrale di contenimento, da realizzarsi prima di realizzare gli scavi, che desse adeguate garanzie di tenuta idraulica. Tale sistema è stato realizzato mediante paratie di diaframmi piani a pannelli il cui scavo è avvenuto mediante idrofresa. I diaframmi perimetrali sono stati controventati con i solai di piano, realizzati man mano che lo scavo ha raggiunto la profondità corrispondente. Per contenere l’elevata permeabilità dei terreni al contorno sono stati individuati, interventi atti a garantirne la sicurezza, come ad esempio la realizzazione di un tampone di fondo costituito da una serie di perforazioni eseguite da piano di campagna prima del congelamento e iniettate con miscele cementizie e chimiche con una tecnologia denominata MPSP.
Per quanto riguarda la sistemazione della banchina, la struttura si snoda lungo due allacciamenti che confluiscono in un ambiente comune; da cui si diparte lo sviluppo delle rampe di scale, mobili e fisse, che costituiscono il blocco del connettivo verticale. Il rivestimento delle pareti è realizzato con pannelli vetrati, di colore chiaro, fissati al supporto per mezzo di grosse piastre di acciaio di forma circolare. Di particolare interesse risulta il disegno delle coperture degli ambienti, realizzato mediante un originale impianto di controsoffittatura messo in opera con lastre di acciaio porcellanato bianco: la struttura assume la configurazione di un sistema voltato che riconduce agli stilemi di impostazione classicheggiante degli edifici settecenteschi ed ottocenteschi prospettano sulla piazza (foto n.1).
Dalla quota della banchina ha inizio lo sviluppo dei connettivi verticali, strutturati con una doppia rampa di scale mobili ed una larga rampa centrale: il disegno del corrimano, semplice e al contempo originale, contribuisce a definire ed a caratterizzare il disegno pulito e lineare della scalinata fissa (foto n.2). Le sezioni a questa quota descrivono ampiamente la situazione riferita; in particolare, le sezioni longitudinale e trasversale mostrano la centralità spaziale assegnata all'ambiente di raccordo (fig. 5, fig. 6).

Dalla pianta alla quota +25,64 m la soluzione planimetrica risulta ancora più evidente, con i due tunnel simmetrici che collegano la banchina nelle due direzioni di marcia, per poi convergere nello spazio centrale. (fig. n.7).
L'organizzazione del mezzanino è definita dalla distribuzione delle diverse funzioni di collegamento, per le quali esso funziona come punto d’accesso e di smistamento; difatti attraverso questo ambiente è possibile sia l'uscita verso Piazza Cavour che quella in direzione dell’area antistante il Museo Nazionale; ma, soprattutto conduce verso l’accesso ad un percorso interrato che mette in collegamento sia con i locali del museo che con la stazione della metropolitana della linea 2.
Caratteristica del primo collegamento è l’apparato decorativo, realizzato mediante la collocazione di alcune copie di importanti reperti archeologici esposti nelle sale museali. Questa stessa soluzione è la stessa già adottata per alcuni ambienti del mezzanino dove sono esposte la copia in gesso dell'Ercole Farnese (foto n.3) e l'originale, quattrocentesco, Cavallo Carafa (foto n.4). Il mezzanino è architettonicamente caratterizzato da una copertura in ferro e vetro che richiama, per l'uso dei materiali, quella della contigua galleria Principe di Napoli; garantendo la ripartizione dell'illuminazione naturale nelle sale sottostanti (foto n.5, foto n. 6). All'esterno le scelte disegnative dei prospetti sono in sintetica armonia con i caratteri del costruito esistente attraverso palesi richiami nei colori, nell’uso e nell’assortimento dei materiali nonché nelle forme semplificate, alla classica linearità degli edifici circostanti (foto n.7).

ALL'INTERNO DELL'ARTICOLO COMPLETO, LA DESCRIZIONE DELLE ALTRE STAZIONI DELLA METROPOLITANA COLLINARE DI NAPOLI