Il recupero della Fornace MOIE mediante strutture in ACCIAIO

La provincia di Ancona, come molte aree del litorale adriatico, ha conosciuto all’inizio del ‘900 la nascita di numerose fornaci di laterizi, favorita dalla disponibilità di argille, dalla vicinanza del mare e delle ferrovie, nonchè dal sorgere di moderni centri urbani.

 

Come la maggior parte di queste fornaci, anche l’ex Moie (il nome si riferisce alla località in cui sorge), attiva fino al 1966, lavorava con sistema Hoffmann a cottura continua.
La struttura, a lungo inutilizzata e dismessa, è stata oggetto di un recente intervento di recupero e rifunzionalizzazione che l’ha trasformata in una biblioteca/mediateca con caffè letterario.
Più precisamente, i lavori hanno interessato la zona un tempo destinata al forno: un edificio in muratura, costituito da un corpo di forma allungata e arrotondato alle estremità. Il volume centrale era utilizzato come forno per la cottura delle argille; da qui si sviluppano due ordini di colonne, che vanno a formare il perimetro del fabbricato.

Le peculiarità architettoniche dell’edificio, che presenta una struttura armoniosa e scandita simmetricamente dalle colonne, hanno suggerito un intervento che ne migliorasse la staticità, lasciando il più possibile inalterate le caratteristiche costruttive e cercando di recuperare, dove possibile, i materiali preesistenti. Le fondazioni, di tipo continuo, non essendo in grado di reggere nuovi carichi, sono state riparate, rinforzate e potenziate; al di sotto delle murature esterne e del colonnato, le travi di sottofondazione continue seguono il tracciato di due pseudo-ellissi concentriche, collegate alle fondazioni del forno centrale.

 

Le pareti sono state ripristinate nella loro integrità ed omogeneità strutturale tramite interventi di tipo cuci-scuci, oppure demolite e ricostruite in caso di grave instabilità. Ma l’intervento più interessante ha riguardato la copertura ed i solai: strutture che, realizzate con elementi portanti in legno e/o in acciaio, sono crollate a causa del degrado e degli ultimi eventi sismici, ma anche per un dimensionamento scorretto. Il ripristino è avvenuto dimensionando opportunamente gli elementi portanti, realizzati, questa volta, completamente in acciaio. Particolare attenzione è stata dedicata ai punti di attacco tra le travi e i pilastri in muratura. Tra il primo piano e la copertura si sviluppa un soppalco in legno, raggiungibile tramite una scala interna in acciaio. Un materiale, questo, che ritorna anche nei solai del primo piano, il cui impalcato, in struttura lignea e soletta di calcestruzzo armato, è sostenuto da una tessitura di travetti in acciaio.

La parte più esterna dell’edificio ha una copertura a falde inclinate in legno, realizzata con pannelli dotati di uno strato isolante all’estradosso. Un sistema di travi reticolari compone la rinnovata copertura, formando un sistema isostatico tridimensionale e autoequilibrato. L’acciaio disegna una trama leggera, che interagisce con l’edificio nel pieno rispetto delle sue preesistenze. Queste travi, disposte a raggiera nella parte absidale, e parallele lungo le pareti, convergono verso il fulcro della composizione: la ciminiera che fuoriesce dall’edificio e ne rappresenta simbolicamente il passato. Le strutture in acciaio, favorendo le grandi luci, hanno permesso di sfruttare lo spazio internamente, suddividendolo per grandi aree, dove oggi si può leggere o sorseggiare un caffè, all’ombra dell’antica ciminiera.
CREDITS
COMMITTENTE: Comune di Maiolati Spontini (AN)
PROGETTISTA ARCHITETTONICO: Arch. N.Petrini – Ing. R.Solustri – Arch. A.Serretti
PROGETTISTA STRUTTURALE: Ing. R.Solustri – Ing. M.Silvi
Impresa: EDIL ATELLANA Soc. Coop. a r.l.

Carpenteria metallica: COS.MI srl
Fotografie: Le fotografie sono state fornite dallo studio Solustri