URBANISTICA e COSTRUZIONI del FUTURO: MODELLISTICA per progettare in funzione degli USI

In un recente Tweet, Flux segnalava un importante contributo dedicato all'uso dello spazio residenziale negli Stati Uniti - medium.com/re-form/data-driven-architecture-78992b22b3f1 - che evocava, direttamente o indirettamente altri studi condotti a proposito della popolazione che invecchia nei due Continenti Occidentali (www.jchs.harvard.edu/sites/jchs.harvard.edu/files/jchs-housing_americas_older_adults_2014.pdf; www.readyhome.de/downloads/01/01_gesamt.pdf).

Questa tematica, non estranea a quella già rilevata per Kaiser Permanente da Aditazz (studiata da Romano Del Nord), ma neppure alla filosofia adottata da High Speed 2 Ltd nel Regno Unito, mette in luce inequivocabilmente che la posta in gioco nelle Costruzioni Generali come nelle Infrastrutture si sta spostando gradualmente dalla gestione delle Smart Geometry e dalle loro conseguenze costruttive sul piano tecnologico a quali forme (dinamiche) attribuire "probabilisticamente" all'Operazionalità (Deliverability) sul lungo periodo dei manufatti stessi.

Certo, in apparenza, sembrano riecheggiare motivi neotayloristi o neofordisti, già applicati quasi un secolo or è, ma, al di là della riduzione auspicata dei fabbisogni spaziali per abitante o per utente, il solo fatto che si discorra di flussi, di dinamiche e di comportamenti è emblematico di una profonda dislocazione in atto dei contenuti e degli statuti delle prestazioni professionali, anche per il fatto che non si tratta semplicemente di incrementare costruibilità, manutenibilità e durabilità dei Manufatti. Si tratta di progettare i cespiti in funzione degli Usi (e dei benefici o dei risparmi che ne derivano) e di farlo grazie alla potenza computazionale della Modellistica e della Simulazione.

Il bene immobiliare stesso si "servitizza" sempre più, specie per le popolazioni che invecchiano, ma non esclusivamente.

Se, da un lato, paradossalmente, la fiscalità pubblica si accanisce sul bene immobiliare, in quanto tale, dall'altro essa, e tutto il marketing del consenso politico, sono ancora fermi all'Oggettualità dello stesso, sono statici.

Immaginari politici e immaginari professionali e imprenditoriali arcaici, vetusti, potrebbero condannare il Nostro Paese a non capire che senso abbiano davvero, nel mondo dei Big Data e dei Giant Data, per il Settore dell'Ambiente Costruito, Digitalizzazione e Sostenibilità.

Servono Protagonisti, individuali e, soprattutto, collettivi  collaborativi, della Progettualità Contemporanea ben altri che le Archistar e i loro tradizionali Consulenti Tecnici, non solo perché i loro portati sembrano quasi completamente banalizzati e abusati o perché la Digitalizzazione riporti alla figura neo tardo-medievale del Master Builder, ma, specialmente in quanto l'oggetto del finanziamento e della negoziazione (l'oggetto contrattuale) sta mutando.

Il Settore delle Costruzioni deve divenire più attrezzato sotto il profilo della Cultura Industriale, secondo questa accezione: in caso contrario, il suo vasto mercato, almeno nei Paesi Maturi, sarà sempre più giustamente occupato da altri: ICT Company, Public Utility, ecc.