Edifici esistenti e nuove NTC: pericolosità sismica e responsabilità

Introduzione

Nel novembre scorso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha approvato la bozza delle nuove norme tecniche per le costruzioni. Essa non ha concluso ancora il suo iter burocratico e si preannunciano varie richieste di modifiche o integrazioni.
In tale direzione, e in particolare per ciò che riguarda la sicurezza degli edifici esistenti, la presente nota intende proporre alcune riflessioni, evidenziando alcune problematiche che possono derivare dalla attuale formulazione del testo.
Ci si riferisce in particolare al punto 8.4.2, dove, rispetto al testo delle NTC2008, vengono introdotte alcune rilevanti novità:
8.4.2. INTERVENTO DI MIGLIORAMENTO
“Rientrano negli interventi di miglioramento tutti gli interventi che siano comunque finalizzati ad accrescere il livello di sicurezza della costruzione.
La valutazione della sicurezza e il progetto di intervento dovranno essere estesi a tutte le parti della struttura potenzialmente interessate da modifiche di comportamento, nonché alla struttura nel suo insieme.
Per la combinazione sismica delle azioni, il valore di zE può essere minore dell’unità. A meno di specifiche situazioni relative ai beni culturali, per le costruzioni di classe IV il valore di zE, a seguito degli interventi di miglioramento, deve essere comunque non minore di 0,4, mentre per le costruzioni di classe III e II il valore di zE, sempre a seguito degli interventi di miglioramento, deve essere comunque non minore di 0,1.
Nel caso di interventi che prevedano l’impiego di sistemi di isolamento, per la verifica del sistema di isolamento, si deve avere almeno zE =1,0.”
 
Il parametro zE è definito nello stesso testo (al punto 8.3) come “rapporto tra l'azione sismica massima sopportabile dalla struttura e l’azione sismica massima che si utilizzerebbe nel progetto di una nuova costruzione”. In definitiva, si tratta del rapporto capacità/domanda, che può evidenziare in modo sintetico e quantitativo il deficit in termini di resistenza.
Questo parametro può essere minore di 1, ovvero che la costruzione in esame, valutata a valle di un intervento di miglioramento, può non raggiungere il livello di sicurezza delle nuove costruzioni.
Niente di particolare in tutto questo; già nelle NTC 2008 si dice che gli interventi di miglioramento sono “atti ad aumentare la sicurezza strutturale esistente, pur senzanecessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle presenti norme”.
Inoltre, anche nel recente passato, per il miglioramento sono state fissate (e considerate ammissibili) soglie inferiori all’unità. Quindi non si fa altro che “istituzionalizzare” e far diventare legge dello Stato quello che varie Regioni hanno fatto in occasione degli ultimi terremoti: sia in Abruzzo che in Emilia, ad esempio, la soglia da raggiungere per interventi di miglioramento in ambito di ricostruzione post sisma è stata fissata al 60% dell’adeguamento ed anche nell’ormai “vecchio” terremoto di Umbria e Marche si doveva raggiungere un valore simile, il 65% di quanto richiesto nell’adeguamento in base alle norme all’epoca vigenti.
La vera e sostanziale novità delle nuove NTC risiede nella indicazione esplicita dei livelli minimi da raggiungere (ritenuti quindi, implicitamente, come ammissibili): 0,1 per gli edifici di classe II e III e 0,4 per quelli di classe IV.
 
Quindi, per un edificio in cui si effettua un intervento di miglioramento è sufficiente che a valle dei lavori il rapporto tra capacità e domanda raggiunga anche solo il minimo dei limiti suddetti.

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