Strutture in legno esistenti: comportamento in presenza di azioni sismiche

Nell’ambito delle problematiche connesse alla vulnerabilità sismica delle costruzioni viene analizzato il comportamento delle strutture di legno esistente, con particolare riferimento alle tipologie costruttive ricorrenti sul territorio italiano. Sulla base delle esperienze dei recenti terremoti sono individuati i principali meccanismi di collasso e forniti alcuni schemi interpretativi per le coperture ed i solai, considerando le interazioni con la struttura principale della costruzione. Questi schemi oltre a descrivere il comportamento in presenza di azioni sismiche, possono costituire un utile riferimento nell’ideazione progettuale degli interventi sulle nuove costruzioni e su quelle esistenti. 

LE TIPOLOGIE COSTRUTTIVE RICORRENTI SUL TERRITORIO

Il legno inteso come materiale strutturale, solo recentemente nel nostro paese ha trovato una vera dignità scientifica al pari di altri materiali e un’adeguata collocazione nell’ambito normativo tecnico; questa è stata una lacuna che storicamente non ha favorito la realizzazione di strutture in legno nel nostro territorio e ne ha comportato l’impiego all’interno di altri sistemi costruttivi (prevalentemente in muratura) per la realizzazioni di solai e coperture.
Si pensi anche al fatto che storicamente l’impiego del legno era diversificato in relazione al pregio della costruzione, in termini di qualità del materiale, di qualità degli elementi strutturali che venivano utilizzati e parimenti anche in termini di professionalità delle maestranze.
La qualità strutturale è quindi fortemente diversificata in relazione alla tipologia edilizia e all’interno di questa anche in relazione all’uso previsto per la costruzione. Senza perdere in generalità è possibile individuare i sistemi costruttivi in legno per solai e coperture:
-       per le costruzioni rurali destinate a servizio dell’attività agricola aziendale e agli edifici di residenza;
-       per edifici di particolare pregio e per gli edifici della prima periferia cittadina, normalmente connotati da una qualità edilizia inferiore;
-       per gli edifici di culto (prevalentemente in copertura).
La distinzione determina una diversa qualità del costruito e quindi una diversa vulnerabilità per effetto delle azioni antropiche e sismiche, connessa anche allo stato di conservazione derivate dagli effetti dell’azione del degrado.
Si possono pertanto riscontrare situazioni in cui sono presenti elementi che non hanno una adeguata funzione strutturale, situazioni in cui lo stesso sistema strutturale non è stato correttamente progettato e situazioni (le più frequenti) in cui si verificano entrambe le condizioni.
Da ultimo si ricorda inoltre la presenza delle componenti strutturali lignee negli interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente, in periodi antecedenti all’ultima classificazione sismica del territorio italiano del 2003.
 

Abruzzo 2009: effetto d’implosione della copertura

Pianura padano emiliana 2012: effetto d’implosione della copertura e spinta a vuoto sul timpano di facciata

ALL'INTERNO:

  • L’ESPERIENZA DEI RECENTI TERREMOTI
  • ANALISI DEL COMPORTAMENTO PER EFFETTO DELLE AZIONI SISMICHE SU COPERTURE E SOLAI