Prestazioni energetiche degli edifici: nuovi riferimenti per i dati climatici da considerare nei calcoli

I dati climatici di riferimento per la progettazione edilizia e impiantistica stanno per essere aggiornati con l'uscita della nuova versione della UNI 10349. L'importanza di avere a disposizione dati climatici recenti ha ricadute importanti sul calcolo delle prestazioni energetiche in regime quasi-stazionario e dinamico degli edifici e sul dimensionamento dei componenti impiantistici, nonché sulla valutazione dei relativi consumi. In attesa dell'uscita della norma, si possono fare alcune considerazioni e mettere in evidenza differenze tra serie di dati attualmente a disposizione della UNI 10349:1994, e i dati più nuovi, elaborati dal CTI per la costruzione dell'anno tipo, che confluiranno nella UNI 10349.

Premessa
I dati climatici sono alla base delle valutazioni che riguardano i consumi energetici degli edifici: da essi dipendono il calcolo degli scambi di calore attraverso l'involucro edilizio, il dimensionamento degli impianti di riscaldamento o raffrescamento, degli impianti solari termici e fotovoltaici, etc.
Per garantire un'uniformità di valutazioni e la ripetibilità dei calcoli, dagli anni '90 sono disponibili dati climatici di riferimento: dati medi mensili sono riportati nella UNI 10349:1994, serie di dati climatici sono stati forniti dall'ENEA (medie 1995-1999), dati più recenti sono stati messi a disposizione dal CTI, per la costruzione dell'anno tipo (rif. www.cti2000.it), che rappresentano la base dell'aggiornamento della stessa UNI 10349.
Da un'analisi preliminare tra gli archivi di dati climatici considerati, è possibile evidenziare che, in alcune località del territorio nazionale, si rilevano differenze piuttosto marcate dei parametri di riferimento. I data-set climatici di calcolo più recenti presentano variazioni rispetto a quelli precedenti che possono portare, in alcuni casi, a conseguenze importanti in termini di risultati di calcolo delle prestazioni energetiche e termo-igrometriche degli edifici e nel dimensionamento degli impianti tecnici in genere.
L'aggiornamento dei dati climatici di riferimento rappresenta un'azione indispensabile, dal momento che le condizioni climatiche subiscono inevitabili deviazioni nel corso del tempo, e inoltre la loro misura si rende nel tempo più affidabile e completa, con ovvie ricadute sui calcoli energetici.
Tuttavia anche disponendo di dati climatici aggiornati e misurati in modo più preciso, non è possibile prevedere la variabilità futura del clima e pertanto rimane un'inevitabile incertezza sull'aderenza dei risultati alla realtà.
In questo contesto, il CTI, nell’ambito dell'Accordo di Programma MSE - ENEA, ha promosso attività molto importanti di reperimento dei dati climatici per località di riferimento poste in prossimità di tutti i capoluoghi di provincia italiani e la successiva elaborazione, in modo da realizzare per ciascuna località l' "anno tipo", in termini di dati orari di temperatura dell'aria, umidità relativa, pressione parziale di vapore, irradianza solare diretta, diffusa e globale su piano orizzontale e velocità del vento, per costituire un riferimento affidabile e aggiornato come base per i calcoli termotecnici.
Considerata la rilevante varietà di enti che si occupano della misura delle variabili meteorologiche, è utile sottolineare che:
• la distribuzione spaziale delle centraline in Italia non è omogenea, come non è omogenea la qualità dei dati (spesso influenzata dalle finalità della rete/stazione stessa);
• tenendo conto delle regole stabilite dalla WMO (World Meteorological Organization), in Italia non esiste uno standard ufficialmente riconosciuto per il rilievo dei dati meteorologici, quindi le diverse reti presentano caratteristiche differenti;
• non tutte le reti e le stazioni hanno lo stesso grado di manutenzione;
• grazie al progresso tecnologico degli ultimi anni, oggi sono a disposizione strumenti tecnicamente più avanzati rispetto a quelli utilizzati in passato. Inoltre, in aggiunta alle metodiche classiche di rilievo del parametro radiazione solare, sono oggi inoltre disponibili nuovi metodi di stima della radiazione solare a partire da immagini e dati satellitari.
Dal momento che il numero di stazioni di acquisizione presenti sul territorio nazionale è nel tempo aumentato, si hanno oggi a disposizione, per le medesime zone/località, dati rilevati afferenti a più centraline; tali informazioni, nella costruzione degli anni tipo CTI, sono state utilizzate per comparare sia i dati grezzi ricevuti per la costruzione dell'anno tipo climatico, sia per la successiva validazione della coerenza e della rappresentatività spazio-temporale del prodotto finale.

NELL'ARTICOLO COMPLETO L'ANALISI DELLA VARIAZIONE DEI DATI CLIMATICI.


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