Consolidamento e impermeabilizzazione con betoncino additivato

L’intervento in esame riguarda la risoluzione di un problema di infiltrazione di una parete contro terra, realizzata in muratura mista a pietre, facente parte di un edificio contiguo ad una torre, entrambi di epoca medievale. Al di sotto del muro in esame è presente un antico corridoio anch’esso risalente al periodo medievale.

ANALISI DEL CONTESTO
La parete che presentava problemi di infiltrazione, è una parete controterra che fa parte di un edificio storico risalente all’impianto medievale, di un borgo in provincia di Pisa. L’edificio in esame è sviluppato su tre piani fuori terra. Il piano terra ha tre lati liberi, e uno confinante con un altro edificio. La pare che costituisce il confine è realizzata in muratura mista a pietre e mattoni, per il tratto controterra, e in pietra a conci squadrati per il tratto in comune con la torre medievale.

Figura 1 - Facciata dell’edificio oggetto di intervento. Figura 2 - Sezione parziale dell’edificio oggetto di intervento

La parete controterra in esame, oltre ad essere una delle pareti portanti dell’edificio, prosegue verticalmente ad un livello interrato e costituisce una delle pareti del corridoio sotterraneo che collega il palazzo signorile, antistante l’edificio in esame, con l’esterno delle mura del nucleo medievale. Il livello superiore del terreno, confinante con la parete controterra è realizzato con pietre murate a secco, presumibilmente di epoca medievale, che costituiscono il selciato della chiostra a cielo aperto del palazzo comunale adiacente.

STUDIO DELLE CAUSE DI INFILTRAZIONE
La condizione vetusta, in cui gravava l’edificio prima dei lavori, non ha permesso di individuare possibili problemi di infiltrazione. La presenza di umidità nelle pareti del piano terreno è di fatto tipica di costruzioni realizzate su tessuti storici, soprattutto medievali. Il caso in esame è anche aggravato da una esposizione solare che, a causa delle strette vie del centro storico, ne rendono difficile l’irraggiamento solare se non per poche ore giornaliere.
Dopo la fase di stonacatura, è stato effettuato un controllo dell’umidità della parete e si è deciso di utilizzare un intonaco macroporoso. Le problematiche di infiltrazione non si erano ancora manifestate in modo palese. Monitorando la parete, dopo la fase di intonacatura, è emerso il problema delle infiltrazioni di acqua. Infatti, l’acqua inizialmente ha creato delle chiazze sulla muratura a circa 1,60 metri di altezza rispetto al piano del pavimento, per poi progressivamente interessare tutta la parete. Osservando con attenzione l’infiltrazione, questa tendeva ad aumentare ed essere ben visibile durante le intense piogge, proprio a dimostrare una correlazione con una infiltrazione da acqua piovana.
Esternamente, l’attacco tra la muratura ed il selciato medievale era stato opportunamente sigillato con malta elastica. Il selciato presentava una pendenza favorevole all’allontanamento delle acque meteoriche dalla parete, e la presenza di griglie per lo scolo di acque piovane non faceva ipotizzare problematiche di infiltrazione diretta. Osservando in dettaglio la chiostra si poteva osservare la presenza di fognature di recente realizzazione, anche se quest’ultime, per loro natura, non potevano essere messe in correlazione diretta con le acque meteoriche. Non è stato però possibile indagare il percorso dello scolo delle acque meteoriche dalla torre medievale. È infatti presumibile che le condotte medievali realizzate in cotto e in pietra, abbiano ceduto, creando le problematiche di infiltrazione fin qui descritte.
La chiostra, essendo di altra proprietà ed avendo un valore storico che non ne consentiva opere distruttive, non ha permesso la risoluzione del problema a monte.

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