MAPPE D’ITALIA: propensione al futuro del territorio nazionale

TERRITORI CAPACI: AVVIATA RICERCA INU
Propensione alla qualità del futuro

MAPPE D’ITALIA: PROPENSIONE AL FUTURO DEL TERRITORIO NAZIONALE

La stampa nazionale ha recentemente scritto di un’analisi che alla tradizionale dimensione della valutazione dello stato dell’arte unisce quello delle potenzialità, arrivando così a definire e tracciare, per i territori, la capacità di produrre innovazione e “qualità del futuro”. Il progetto si chiama “Mappe d’Italia” ed è promosso dall’Istituto Nazionale di Urbanistica. Attualmente la ricerca è entrata nella fase sperimentale concentrando l’attenzione sull’area emiliano – romagnola (coinvolti, tra gli altri, i Comuni di Reggio Emilia, Cervia e Imola), una volta messi a punti gli indicatori e sperimentato il processo valutativo è intenzione dell’Istituto Nazionale di Urbanistica estenderlo, a tutto il territorio nazionale.

Le possibili applicazioni sono considerevoli: i risultati del lavoro potranno essere utilizzati, ad esempio, dalle aziende che vorranno impostare investimenti a lungo termine e che hanno necessità di tenere conto delle potenzialità di sviluppo di un territorio, dalla capacità di creare valore anche in tempi di risorse finanziarie limitate. Le “Mappe d’Italia” potranno essere inoltre un utile punto di riferimento per individuare difetti e margini di miglioramento, e correggere i gap strutturali. Per valutare i territori nella dimensione della prospettiva e delle traiettorie di sviluppo, si terrà conto di fattori come la sostenibilità ambientale e sociale, la resilienza, i paradigmi delle smart cities.

Non è detto infatti che le città e i territori dove le ricerche tradizionali individuano indici più alti di qualità della vita siano proprio quelli in grado di mantenere la leadership in futuro, così come non è dato sapere, con gli strumenti attualmente utilizzati, quali sono quelli ora nelle parti inferiori delle classifiche ma che stanno sviluppando da ora le capacità di ripresa.

TERRITORI CHE APPRENDONO

Quindi la capacità dei territori di prefigurare, pianificare ed attuare il proprio futuro individuandone gli elementi qualitativi trainanti. Non è questa semplicemente una "gap analysis" su vasta scala, più propriamente è l'individuazione di un processo delle comunità di immaginare se stesse nel breve e nel lungo periodo superando il concetto, come detto spesso un po' stretto, che la "qualità della vita" attuale si possa intendere anche come qualità del futuro.

Si stanno definendo, come ricordato, la sperimentazione che ha selezionato, assieme ad amministrazioni locali e società partecipate (ad esempio del TPL), 125 indicatori capaci di descrivere cinque diverse aree di indagine: la pianificazione e la città resiliente, lo smart planning ICT & IOT, Institutional Capacity Building, Città etica e responsabilità sociale del territorio, Beni comuni ed ambiente. Queste aree di indagine vengono poste in relazione alle dinamiche più significative che oggi interessano i territori italiani: processo di costruzione delle città metropolitane, aree interne, sistemi di mobilità d'area vasta, energie e modelli di gestione dei rifiuti, capacità attrattiva di territori segnati dalla crisi.
 

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